TERRA CHIAMA AMNERIS

E’ un po’ difficile, stamattina, ancora immersa nel clima fumoso e onirico delle due giornate appena trascorse, rientrare alla vita di tutti i giorni, con le sue incombenze: letti da fare, pranzo e cena da programmare, spesa, bollette, posta, banca e via discorrendo. 
Per due giorni sono stata avvolta in una bellissima bolla a-temporale formata solo da conversazioni su libri, sceneggiature, autori – famosi e sconosciuti – , case editrici, politiche editoriali, editing, scrittura, tanta, tantissima scrittura, idee, progetti, plot, aspirazioni, sogni, disillusioni, dubbi, contestazioni.
Adesso Terra chiama Amneris ed è meglio tornare a camminare sul ghiaino crocchiante che è la Vita Reale, la buona, sana, “normale” vita del Quotidiano che dovrebbe – in teoria – regalare un sereno ritorno alle piccole cose che contano veramente.
Ma questa due giorni di Macerata organizzat da www.scriverefestival.it, con speed-date di Agenzie Letterarie e Case Editrici di qualità, conferenze su scrittura e sceneggiatura, è stato come ubriacarsi, come finalmente essere là dove si è sempre voluti stare, ed è una sensazione magnifica anche solo il ricordarlo, oggi, ancora stremata per le lunghe camminate (Macerata è la San Francisco de noantri?).
Parlare per ore, giornate intere, di qualcosa che ti è così profondamente dentro da accompagnarti sempre e il poterlo avere nella sua pienezza quale protagonista di questi due giorni è stato come ritornare a casa, o meglio, ritornare indietro di una quarantina d’anni e rivedersi adolescenti, giovani e pieni di speranze, impazienti di scoprire come si sarebbe stati da lì a cinque, dieci, quindici anni. 
Forse la vera “macchina del tempo” è proprio questa, il far riemergere ciò che ha sempre brillato dentro, bruciato sotto la cenere di un vivere inesorabile, e renderlo fuoco ardente anche solo per qualche – seppur lungo – istante.
In ogni caso, chiedo scusa per queste mie parole sconclusionate – nemmeno io a questo punto so bene dove volessi andare a parare, se non il testimoniare l’entusiasmo per l’esperienza vissuta, e ringraziare gli organizzatori di Scrivere Festival per l’incredibile opportunità ricevuta – e mi accommiato sorridente a riprendere a rimestare il sugo per il pranzo, lavare l’insalata, rammendare i calzini un po’ puzzolenti del figlio minore che tanto ha fatto il tifo per me in questi giorni.

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