#2. PRENDIAMOLA ALLA LARGA: PERCHE’ SCRIVERE?

Prendiamola alla larga: perché scrivere?

Sembra una domanda scontata e invece non lo è affatto. Si scrive perché si ha qualcosa da dire, non per dire qualcosa, insegnava Raymond Carver nelle sue lezioni di scrittura creativa Il mestiere di scrivere (https://www.ibs.it/mestiere-di-scrivere-esercizi-lezioni-libro-raymond-carver/e/9788806225315). 

Perché, sul serio, mai come negli ultimi anni si è assistito a un’impennata nella voglia di scrivere da parte di tutti: anziani, giovani, giovanissimi. 

E la ragione per questa necessità, qual è?

Voglia di farsi notare? Tramandare la propria storia ai posteri? Avere successo e ribalta tramite giornali e televisioni? O più semplicemente, bisogno di esprimere e raccontare, se stessi o gli altri?

Tutte le risposte a queste domande sono legittime. Qualsiasi sia la ragione per cui uno decide di scrivere, state sicuri che è la risposta giusta. 

Ma? Perché c’è sempre un ma, in tutte le affermazioni assolute. Il ma in questione è il seguente: l’importante è che si tengano presenti due importanti fattori.

Il primo è che arrivare alla ribalta e al successo come Fabio Volo o essere scoperti su WattPad come Cristina Chiperi (autrice di My dilemma is you), non è impossibile ma molto, molto difficile. In un mondo in cui l’offerta è così ampia da fare annegare il lettore nella vastità di generi e delle possibilità di scelta, in cui la domanda non arriva neppure a raggiungere la metà di quanto viene proposto, uscire allo scoperto, riuscire ad arrampicarsi e restare appesi a quella punta dell’iceberg che è la letteratura, è un’avventura degna di Survivors, – e può capitare, come in Highlander, reality di sopravvivenza scozzese, di vedersi chiudere il programma ed essere dimenticati in piene Highlands senza che nessuno ti avvisi che puoi tornare a casa –  una lotta impari contro veri e propri mulini a vento. Insomma, scrivere ok ma che sia ben chiaro il concetto: mantenersi con la propria scrittura è praticamente impossibile e capita a pochi scrittori, qui in Italia, si contano sulla dita di una mano. Anche se a nessuno viene vietato di provarci.

Il secondo è subordinato al primo. Se si vuole scrivere “seriamente”, se si vuole cioè uscire dalla scrittura diaristica o emozionale, il gettare sulla carta le proprie sensazioni ed emozioni, o l’inventare storie e favole solo per soddisfare il proprio bisogno di esprimersi ma si intende percorrere la strada della competenza, allora il discorso cambia. Perché bisogna imparare a scrivere “professionalmente”, o comunque smettere di scrivere per se stessi e iniziare a scrivere per i lettori. E a parole può sembrare un po’ banale ma non è per nulla facile, prima comprendere come farlo e poi imparare a farlo. Ci si deve impegnare, ci si deve sforzare a dirigere la propria creatività verso una meta differente, e, soprattutto, ci si deve disciplinare.

Perché se scrivere deve diventare una professione, allora bisogna studiare (non fate quella faccia!) – come per la maggior parte delle professioni – per farlo al meglio, e soprattutto si deve fare pratica, ci si deve mettere alla prova, fare esercizio, allenare mente e corpo per affrontare questo tipo di attività.

Ho sempre desiderato scrivere. E ho sempre “scritto”, anche quando non sapevo di farlo, – si scrive anche solo mentalmente, ideando una storia, sognandola, fissandosela nella mente, non è necessario carta e penna. Si scrive con i pensieri, il più delle volte e io le mie storie, da bambina, me le raccontavo per passare i miei pomeriggi solitari – anche quando non credevo di saperlo fare. Ho inseguito la scrittura leggendo i manuali di autorevoli scrittori, andando a chiedere agli scrittori stessi perché scrivevano e come, e soprattutto immergendomi nella scrittura degli altri, bravi e meno bravi, aiutando alcuni a correggere passaggi che non mi sembravano scivolare via bene sul foglio, revisionando, cancellando, riscrivendo i miei scritti in seguito ai consigli degli stessi che avevo aiutato a scrivere, revisionare, cancellare, correggere, riscrivere. 

Quelle che seguono non sono lezioni di scrittura, non si insegna a scrivere agli altri, si impara a farlo ascoltando, rubando, osservando gli altri, provando e cancellando noi stessi. Sono consigli ed esperienza. Quella che ho acquisito negli anni e che ho conservato per me, ma che a voce ho divulgato, e anche tanto.

E spero che possano esservi utili per affinare le vostre tecniche.

Buona lettura!

Articolo precedente:
#1. Partiamo dall’inizio. Di cosa abbiamo bisogno quando vogliamo scrivere

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#3. Prendiamola alla larga: perché scrivere?

Chi sono:
Amneris Di Cesare, italiana, nata a Sao Paulo del Brasile, vive a Bologna. Sposata a un medico calabrese, mamma e moglie a tempo pieno, collabora come free-lance per le riviste femminili Confidenze e Confessioni Donna. Ha pubblicato il saggio Mamma non mamma: la sfida di essere madri nel mondo di Harry Potter, nell’antologia benefica Potterologia: dieci as-saggi dell’universo di J.K. Rowling (CameloZampa Editore 2011) a cui è seguito poi l’ebook Mamma non mamma: le madri minori nell’Universo di Harry Potter (Runa Editrice, 2015); ha pubblicato nel 2012 il suo romanzo d’esordio, Nient’altro che amare (Edizioni Cento Autori), vincitore del Premio Letterario Mondoscrittura; nel 2014 è uscito Mira dritto al Cuore (Runa Editrice) e nel 2015 Sirena all’orizzonte (Amarganta), vincitrice del Premio Cercasi Jane nel 2013 e Magiche Rose di Fiuggi nel 2014; ha partecipato all’antologia collettiva di saggi Il Fantastico nella letteratura per ragazzi edito da Runa Editrice con il saggio Cassandra Clare e l’esalogia di Shadowhunters uscito a giugno 2016. Collabora, attraverso interviste sul mondo della scrittura e recensioni, con svariati blog e-lit e ha tradotto articoli dall’italiano all’inglese per la rivista Inkroci. Dai primi del 2015 fino al luglio del 2018 è stata curatrice di collana per il Fantasy e Under15 e scout e traduttrice per i testi di lingua inglese e portoghese per Amarganta. Ha iniziato a esplorare il mondo del self-publishing attraverso tre romanzi woman’s fiction: Duel, Misterioso è il cuore e Figlia di nessuno. A breve pubblicherà il romanzo Rosa di mezzanotte, per goWare, nella collana curata dallo scrittore Luigi Romolo Carrino. Ha un blog, Scarabocchi, e una pagina autore su Facebook.

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