#12. L’OUTLINE

Foto di rawpixel da Pixabay

Bene, vi siete persi, nel frattempo oppure siete ancora carichi? Lo so, può risultare un po’ noioso tutto quanto spiegato fin ora, ma vi assicuro che ne varrà la pena, specialmente se siete alle prime armi e state pianificando di scrivere il vostro primo romanzo. 

Mano a mano che ne scriverete e diverrete più esperti, magari potrete fare a meno di certi strumenti, posticipare certi passaggi, anticiparne altri, ma per il momento, stringete i denti e mandatemi magari a quel paese, ma tenete duro.

Allora: Outline 

L’Outline è uno strumento utilissimo ma poco conosciuto o forse poco usato. Io stessa pur conoscendone l’esistenza ne ho fatto pochissimo uso fino a quando, trovandomi a dover scrivere un romanzo e a doverlo fare in un solo mese – avevo deciso di partecipare al #NaNoWriMo (National Novel Writing Month), un contest che ti obbliga a scrivere 50.000 parole in trenta giorni – ho iniziato a cercare in rete definizioni ed esempi pratici e mi si è aperto un mondo.

Che cos’è l’outline?

Su Wordreference.com Outline viene tradotto così: outline [sth] vtr (summarize) (schematizzare, descrivere a grandi linee) (delineare vtr) Let me outline my ideas for you  Lascia che ti delinei le mie idee

In pratica l’outline è uno schema, uno schizzo, una bozza di come dovrà essere scritto il romanzo. La parola d’ordine è appunto, infatti, Schematizzare, descrivere a grandi linee. E l’outline in pratica deve fare proprio questo, descrivere l’interno del proprio romanzo a grandi linee ma con una certa precisione. Ci sono vari modi per tracciare un outline. C’è chi descrive il proprio romanzo stabilendo di quanti capitoli dovrà essere, quante pagine ciascun capitolo, quante battute e addirittura quanti paragrafi in ciascun capitolo dovrà inserire, chi invece schematizza al minimo e poi si lascia trasportare dall’ispirazione. A conti fatti, però, l’outline è una grande risorsa. Serve all’autore per non perdersi, per non lasciarsi trascinare dall’impetuosità dei personaggi e magari uscire dal sentiero che si era prefisso di percorrere.

Quindi procediamo con ordine: prima scriviamo la nostra trama, a grandi linee, dall’inizio alla fine. Insomma decidiamo il percorso che il nostro viaggio dovrà fare: decidiamo da dove partire, il punto di destinazione e “nel mezzo” le tappe che vogliamo fare per arrivare dove vogliamo arrivare.

Poi iniziamo a valutare ogni tappa e descriviamola a grandissime linee.

Su YouTube, specialmente sotto l’hashtag #NaNoWrimo, troverete un’infinità di video di autori e autrici che vi spiegano il loro modo di costruire (a volte in maniera fisica, realmente) il proprio outline. Non c’è uno schema preciso. Ma io ve ne indico due, che mi sono risultati particolarmente utili:

Primo Outline:

Prendere un foglio A4 di quelli delle fotocopie, oppure un foglio più grande, dividerlo in 4 parti. 

Nella Prima parte indicare i punti salienti della vostra avventura/romanzo: 

  • Storia protagonista n.1, 
  • Storia protagonista n.2, 
  • evento che mette in moto una certa avventura,
  • incontro tra i protagonisti, 
  • breve sviluppo della loro conoscenza.

Nella Seconda Parte, invece, iniziare a indicare i punti riguardanti lo sviluppo della storia:

  • Se si tratta di un romance, grande amore tra i due protagonisti.
  • Piccoli inconvenienti che iniziano a far presagire un conflitto tra i due (Un segreto? Una minaccia? Un pegno da pagare?)
  • Iniziare a far conoscere l’antagonista o gli antagonisti che renderanno la vita impossibile ai nostri beniamini.

Nella Terza Parte:

  • Il conflitto esplode in tutta la sua devastante potenza.
  • Tentativo di spiegazione da parte di uno dei personaggi.
  • Rifiuto da parte del secondo protagonista di tale spiegazione.
  • Divisione definitiva dei due amanti.
  • Disperazione di entrambi, uno da una parte e uno dall’altra per tale disperazione e fallimento della loro storia d’amore.

Nella Quarta Parte, finale:

  • Risoluzione del conflitto
  • Incontro fortuito tra i due amanti: spiegazione e
  • Riconciliazione
  • Punizione per gli antagonisti
  • Lieto fine. 

Questo potrebbe essere un primo outline dove potete inserire tutti gli episodi che servono a comporre il vostro lavoro. 

Il secondo Outline che io faccio e che trovo utilissimo è quello per capitoli. Stabilisco la suddivisione per capitoli del mio romano. Quanti capitoli penso di dover scrivere? Quindici? Venti? Venticinque? Oppure, come nell’ultimo caso, i capitoli saranno suddivisi per POV alternato di tre protagonisti? Bene. 

[Cap1]

Il protagonista n.1 viene cacciato di casa. Si ritrova a vagare per gli USA senza una meta, senza saper dove andare. Finché non finisce la benzina e arriva a una Cittadina della Pennsylvania dove si ferma per la notte e mangia in una lancheonette.

[Cap2]

Il protagonista n.2 arriva a tarda notte a casa con un amante. La madre di lui lo sorprende. Discutono. L’amante si sente in grande imbarazzo e se ne va. La madre del protagonista gli dice che sono senza più un soldo e lui deve fare un matrimonio ricco per rimpinguare le casse della loro azienda che sta fallendo.

[Cap3]

Protagonista n.3 sta facendo denuncia al poliziotto per gli atti vandalici perpetrati nel parcheggio del suo ristorante/lounge. Il poliziotto si abbandona a commenti omofobi. Il protagonista n.3 non raccoglie ma stringe i denti. 

E così via. 

Riassumo tutto, capitolo per capitolo, ciò che voglio che avvenga in ognuno dei capitoli fino alla fine. In questo modo avrò dei piccoli “quadri d’insieme” che mi permetteranno di dedicarmi con più tranquillità alla scrittura vera e propria, successivamente. E questo inoltre vi darà un grandissimo vantaggio: non vi ritroverete (per lo meno non così spesso) in quella situazione per cui vi potreste ritrovare presi dal panico e dire: e adesso dove vado? Come lo risolvo questo problema?

Tenete presente che pianificare i capitoli all’inizio non deve esser vincolante fino alla fine. Vi accorgerete fin troppo presto che i personaggi a un certo punto si impadroniranno della loro storia e vi indicheranno loro dove vogliono andare effettivamente. Potrà capitare, capiterà certamente, per lo meno a me capita ogni volta, che la storia a un certo punto cambi direzione. Che quello che avete pianificato da lì in avanti non è la soluzione che sentite più autentica, i personaggi sono maturati, sono cresciuti e come i figli che avete allevato e che a un certo punto hanno fatto scelte diverse da quelle che vi aspettavate, così possono fare i protagonisti. 

Non è sbagliato, non è peccato.

Cambiate l’outline. Riscrivetelo come ritenete che adesso debba proseguire. Cancellate quello vecchio, riprendetene un altro nuovo. 

L’outline e lo schema servono solo per permettervi di non sviare troppo dal percorso stabilito, e per aiutarvi ad arrivare a destinazione in maniera più congrua possibile

Perché un romanzo deve essere: congruo, credibile, affidabile oltre che avvincente. 

L’Outline è uno strumento, non è la Bibbia. E voi siete i padroni della vostra storia. Voi solo sapete cos’è giusto perché sia una bella storia. 

E ricordatevi sempre un’altra regola: lo scrittore ha sempre ragione, quando racconta una storia. Come deve procedere e come deve finire è lui che lo decide ed è sempre la soluzione più giusta quella che sceglie.

Il lettore arriva dopo. E ha altre ragioni. Che più avanti spiegheremo. 

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