THE POLITICIAN: QUANDO L’ESAGERAZIONE ANNOIA

Creata e prodotta da Ryan Murphy (Glee, American Horror Story, Pose), The Politician è distribuita da Netflix ed è uscita il 27 settembre 2019. Interprete principale nei panni di Peyton Hobart è l’attore e cantante Ben Platt, (Voices e a Pitch Perfect 2, il sequel), fantastico come attore ma addirittura strepitoso come cantante. Ed è l’unica nota positiva che ho trovato in questo polpettone canoro/sarcastico che non mi ha né coinvolta né intrigata.

La storia, in breve: Peyton Hobart, figlio adottivo di una famiglia ricchissima, fin da bambino ha sempre desiderato poter diventare un giorno presidente degli Stati Uniti, per una forma di riscatto dalla sua condizione di “ultima ruota del carro” in una famiglia che non nasconde opulenza e sfrontatezza. Sempre preso in giro ed emarginato dai fratelli adottivi, ha avuto però una grandissima alleata nella madre adottiva, interpretata da Gwyneth Paltrow, che a suo dire “lo ha amato più di quanto non abbia amato i suoi stessi figli”.

Per potersi assicurare un ingresso ad Harvard e riscattarsi dal baratro sociale in cui sente di trovarsi, aiutato da tre amici e dalla sua ragazza, decide di dare la scalata alla presidenza del consiglio studentesco della San Sebastian High School che frequenta con scarso profitto, per esercitarsi nella pratica politica e quindi dare mostra delle sue abilità e ambizioni. Ma la scalata alla vetta anche solo del consiglio studentesco del proprio liceo si prospetterà tutt’altro che facile e Peyton dovrà ricorrere a tutti gli strumenti in suo possesso, alcuni dei quali nient’affatto onorevoli e rischiare reputazione e affetti.

Tutta la serie è una sorta di spietato ritratto della società giovanile di oggi, con tutte le esasperazioni ed esposizione pubblica e mediatica. Ma la narrazione è talmente sopra le righe e così esagerata da… annoiare. Probabilmente non sono riuscita a cogliere il sottile messaggio intrinseco che vorrebbe trasmettere.

Ho saltato gli episodi a due per due. Non mi sono piaciute neppure le attrici del calibro di Gwyneth Paltrow e Bette Midler, che ahimè, in questa serie non donano nulla alla storia ma anzi, risultano tristemente caricature di se stesse.

L’unica nota, appunto, positivissima è Ben Platt che ho potuto conoscere grazie a YouTube in veste di cantante magnifico e che seguirò con molto interesse da oggi in poi.

A questo proposito, propongo un video preso a caso tra i tanti che mostrano quanto bravo e promettente sia questo artista:

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