04. PRESENTARE UN LIBRO, ESPERIENZE E SUGGERIMENTI: IL RELATORE – PAOLO CAPPONI & FABIO CICOLANI

Paolo Capponi

Paolo Capponi (marchigiano trapiantato a Bologna, classe 1985. Insegnante, appassionato di serie tv e cinema, esordisce come scrittore di racconti nel 2011, spaziando tra generi diversi. Tra i suoi romanzi ricordiamo i thriller La quarta inquilina (Caracò editore) e Diablo (Clown Bianco Edizioni), l’horror Kurnugia (Antonio Tombolini Editore) e l’erotico Quando Giulio tornò single (Triskell Edizioni).

Come scegliere un relatore? Di solito il curatore della collana o un amico scrittore.

Come non deve essere un relatore? Egocentrico.

Concordare con il relatore una scaletta di domande oppure lasciar fare a lui? Per me è lo stesso, tanto improvviso sempre.

Presentazione in locale con vino e cibarie? Sì, perché a stomaco pieno si ragiona meglio.

La presentazione più originale che hai organizzato? L’ultima dove le domande si scrivevano su dei fogliettini e si infilavano in un cestino, da cui poi venivano estratte e commentate. In questo modo si supera l’ostacolo della timidezza.

Fabio Cicolani  (originario della provincia di Rieti, vive a Bologna e lavora come sceneggiatore, grafico 3D, editor, consulente editoriale e insegnante di scrittura creativa freelance nelle scuole elementari e medie. Ha pubblicato la trilogia fantasy Le Magie di Omnia (2013) e Le Storie di Omnia pubblicate La Corte. Per lo stesso editore nel 2013 esce Il Bambino dei Draghi una rivisitazione in chiave fantasy con atmosfere nordiche del celebre Libro della Giungla di Rudyard Kipling. Nel 2014 esce, sempre per La Corte Editore Monsters’ Park – La Fabbrica dei mostri e Monsters’ Park – Uno Zoo Mostruoso, i primi due volumi di una nuova serie horror dedicata ai più piccoli nelle librerie a inizio 2015. Del 2017 è il romanzo YA supereroistico, “Millennials”.)

Come scegliere un relatore? Tendenzialmente preferisco qualcuno che conosco, con il quale ho affinità personale oltre a un buon livello di stima reciproca. Il “nome”, che sia di un giornalista o un altro scrittore è secondario, ma non trascurabile. A volte anche una scelta inaspettata può creare curiosità. Mi è capitato a volte che quelli che non avevano mai fatto da moderatori si sono rivelati i più efficaci e spontanei.

Come non deve essere un relatore? (della serie: è meglio avere un “relatore famoso” che accentri su di sé e richiami visitatori oppure tutto il contrario?)  Una via di mezzo. Un relatore che interagisce e infila discorsi riferiti alla propria scrittura o alle esperienze personali avvicina la presentazione a un dialogo, che non è mai una cosa realmente negativa, serve a rendere tutto più leggero. Certo, se ti ritrovi uno che inizia a parlare solo della sua produzione letteraria, mettendoti in secondo piano, può essere un problema, allo stesso livello in cui un moderatore fa solo domande generiche e lascia l’autore parlarsi addosso per venti minuti ininterrottamente.

Concordare con il relatore una scaletta di domande oppure lasciar fare a lui? Di solito lascio fare a lui, rende tutto più spontaneo e vero. Anche se poi la domanda ti spiazza, quell’attimo di esitazione rende l’autore alla scrivania molto più “umano”. Tanto si presuppone che l’autore conosca il suo romanzo e che sappia rispondere a qualsiasi domanda che lo riguardi, no?

Una volta una scrittrice mi disse che non bisogna mai citare altri scrittori famosi perché c’è sempre il rischio che poi la conversazione si sposti su quell’autore famoso e non si parli più di te. Credo sia un buon consiglio.

Presentazioni alternative alla libreria? Presentazione in locale con vino e cibarie Solo se è una cosa studiata e si piega la conversazione in modo da giustificare la scelta. Il tipo di pubblico di un luogo non è lo stesso di un altro, devi andargli incontro.

Varie ed eventuali? A volte studiare una presentazione show, o gioco, o mascherare la presentazione da dibattito su una delle tematiche del romanzo che presenti può essere premiante.

La presentazione più originale che hai organizzato/a cui hai partecipato? La più originale è stata quella di Maria Silvia di “Anemone al Buio” fatta con letture e performance al buio. Memorabile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.