06. PRESENTARE UN LIBRO: LA MIA ESPERIENZA PARTE #2

Presentazione Mira dritto al cuore a Bologna, 2014

Innanzitutto, uno scrittore emergente deve organizzare delle presentazioni del libro in varie città, diverse da quella dove risiede. Scoprirà ben presto che è cosa tutt’altro che facile. Ma ovviamente, l’autore emergente tenterà di iniziare dalla via più facile: la città in cui risiede. Per lo meno, giocando in casa, le cose dovrebbero essere (sulla carta) più semplici. Sottolineo ed evidenzio in grassetto perché non è così sistematico come potrebbe sembrare e vale la pena di essere messo in evidenza.

Internet è vero, dà una gran mano all’autore, permettendogli di fare una sorta di elenco delle librerie indipendenti e di catena disponibili nelle varie città; molte librerie hanno un sito web, con tanto di indirizzo email e numero di telefono da raggiungere, e questo permette una maggiore libertà di movimento, ma per raggiungere una libreria, bisogna prima di tutto presentarsi. E per farlo bisogna aver già pronto un breve, succinto curriculum letterario che illustri le caratteristiche professionali e umane dell’autore, incuriosendo l’interlocutore, più un breve comunicato stampa che presenti il libro e la storia.

È vero, può bastare la quarta di copertina sia per la trama che per il curriculum dell’autore, ma scriversene uno maggiormente personalizzato è forse più opportuno: investire su se stessi significa anche presentarsi al meglio. E si può fare soltanto evidenziando le caratteristiche proprie più salienti. Una volta impostata la mail in modo da essere accattivante e immediatamente riconoscibile, l’autore emergente inizierà a spedire a tutte le librerie, fiducioso di ricevere risposta solerte e assolutamente entusiastica, in quanto “presentazione” dovrebbe essere sinonimo di vendita e di pubblicità per la libreria interessata. Niente di più sbagliato!

È tanto se una o due di queste librerie risponderà alla mail dicendosi impossibilitata, per calendario già pieno, fino alla notte dei tempi. Allora il solerte autore emergente inizierà a contattare telefonicamente le suddette, pregando, implorando di trovare un buco nel calendario per il proprio libro. E si sentirà richiedere informazioni sensibili e significative quali: il distributore di zona, il numero di persone “acquirenti” che prevede di riuscire a portare, la credibilità e capacità personale di diffondere l’evento a mezzo stampa. Questi alcuni dei requisiti più importanti, ma anche il materiale pubblicitario che metterà a disposizione, gli attori e i relatori di fama che illustreranno e animeranno l’evento saranno argomenti di discussione tra gli interlocutori.

Ottenuta la data della presentazione, l’evento dovrà essere divulgato, promosso, gridato ai quattro venti. A parte scaricare tutta la rubrica personale del proprio cellulare alla ricerca del vecchio compagno di scuola delle elementari a cui far sapere che hai scritto un libro e che assolutamente lo vuoi rivedere in libreria in nome dei bei vecchi tempi, e il gruppo di amiche della canasta del giovedì pomeriggio della mamma o della nonna, come far arrivare il messaggio che il tuo libro viene presentato il giorno tal dei tali, all’ora ics? I social network sono la manna dal cielo: un evento su Facebook e fai sapere al mondo intero che esisti e che stai per presentare il successo editoriale dell’anno.

Ovviamente avrai chiesto al tuo editore – che in tutto questo tempo è stato impegnato a fare altro, magari a leggere e a scovare nuovi talenti incompresi perché si deve andare avanti e non ci si può mai fermare – un’elaborazione grafica della locandina dell’evento, che metterai orgoglioso come foto di copertina dell’evento stesso. E spedirai l’invito a tutti i contatti che hai su Facebook, anche quelli che vivono a Honolulu, e con i quali magari scambi capre e mucche o aranceti su Farmville, ma che importa? Hai visto mai che a Honolulu venga voglia di leggere il tuo libro? E controllerai con attenzione spasmodica ogni “parteciperà” e “non parteciperà” all’evento che ti verrà notificato. Ora, ci sono quelli che scriveranno “partecipo” e poi commenteranno “con il cuore e con la mente”, ma questo ti servirà a gratificarti ugualmente, hai dei cari amici che ti stimano e che vogliono farti sapere quanto attraverso queste delicatezze. E quelli che invece scrivono “partecipo” e poi non si faranno invece vivi? Perché lo fanno? Lo scrittore-emergente  se lo chiederà molto spesso, ma non riuscirà a trovare una risposta plausibile: del resto lo ha fatto più volte anche lui, senza sapere (e il più delle volte neppure chiedendosi) il perché.

(*) Un consiglio allo scrittore che deve trovare indirizzi di librerie disposte a ospitare la propria presentazione:

·       Guida alle librerie indipendenti di Bologna.

·       Guida alle librerie indipendenti di Milano.

·       Guida alle librerie indipendenti di Roma.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.