IL SANREMO CHE NON TI ASPETTI

Non lo volevo vedere e sarei stata determinatissima a non farlo se non fosse stato per lui. Incuriosita, la prima sera, infatti, me lo ero perso totalmente, ma inondata di post sulla bacheca il giorno dopo, ho continuato a seguire il Festival a pezzi solo e unicamente per vedere cosa avrebbe combinato la sera dopo.
Compresa l’attesa, un po’ trepidante e un po’ angosciata, dell’ultima sera. Temevo volesse strafare, volesse fare il botto del dissacrante e invece non l’ha fatto, mantenendo una narrazione audace ma allo stesso tempo elegante.
Non volevo vedere Sanremo perché da molti anni ormai sono convinta che sia una formula vecchia, che tende a premiare le “vecchie generazioni” dando pochissimo spazio ai nuovi che avanzano. In nome del vecchissimo assunto “Canzone Sanremese”, il Festival è l’espressione di un mondo musicale che non c’è più. I giovani crescono, i gusti cambiano insieme all’evolversi della società e della mentalità. Mentre Sanremo, secondo le premesse che quest’anno ventilava, rimaneva e rimane sempre uguale a se stesso.
Questa la ragione principale del mio NON volerlo guardare quest’anno (Sabrina Salerno, I Ricchi e Poveri, Rita Pavone, Albano e Romina per dire un po’ di fuffa ammuffita che è stata portata sul palco).
E invece è arrivato Achille Lauro.
Io non amo quel genere di “musica”. O di canzone. O di espressione musicale, se volete. Proprio non mi piace. Litigo con mio figlio tutto il tempo perché in casa sono costretta ad ascoltare quel “rumore” di sottofondo che niente – secondo me – ha a che vedere con la “musica”.
Ma Achille Lauro ha saputo incuriosirmi. Ha saputo acchiappare la mia disillusione, mi ha sedotto con una scintilla di trasgressione e di esibizionismo. Mi ha acchiappato come un bell’incipit acchiappa un lettore ormai stanco di troppi libri scritti con lo stampino.
E non mi ha deluso dalla prima sera all’ultima.
Quindi, grazie.
Per avermi rinfrescato l’anima, Achille Lauro.
Ora, tornate pure tutti a parlare di “vocalità”, di “lesa maestà” , di “marchetting”.
Io mi sono divertita. E alla mia età, ogni singolo attimo di letizia è un attimo prezioso.

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