TJ KLUNE’S JOHN E JACKIE PER AMARGANTA

 

https://www.goodreads.com/review/show/1340382717…

Un anno e mezzo fa, più precisamente il 20 luglio 2015, immediatamente dopo aver chiuso il libro, scrivevo questo messaggio a TJ Klune e su Goodreads. Oggi, penso con orgoglio che  questo romanzo meraviglioso è uscito in italiano,  con la mia traduzione. E spero di avergli fatto l’onore che meritaPerché è una stupenda, struggente, dolcissima storia d’amore.

 

 

e queste sono già ben sei recensioni di Amazon:

Su Amazon.it : https://www.amazon.it/John-Jackie-T-J-Klune-ebook/dp/B06XW12MZ4/

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PERCHE’ DOVRESTE LEGGERMI? LO DICO A BABETTE BROWN

Non sono molto brava a convincere le persone a fare qualcosa per me. E credo che, anche in questo caso, sia stata capace di allontanare probabili lettori piuttosto che avvicinarli. Ma tant’è, queste sono le mie motivazioni. I miei argomenti, i miei temi. E non vi rinuncerei mai. Ho provato a cambiare ma alla fine son sempre tornata sui miei passi. Questa sono io. Questo è ciò che scrivo. E perché. 

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ARGOMENTO DEL MERCOLEDÌ:
PERCHÉ DOVREMMO LEGGERE UN VOSTRO ROMANZO?
CERCATE DI CONVINCERCI CON ARGOMENTI VALIDI.

Perché dovreste leggermi?
Bella domanda. Vorrei saperlo anche io.
Perché mi piacerebbe mi leggeste?
Ecco, così va meglio.

41oSJztlJ0L._SX331_BO1,204,203,200_Perché ci provo con tutta l’anima da anni, a scrivere storie che siano un po’ diverse. Le mie, infatti, a volte sono crude e devastanti; non sempre, lo ammetto, hanno un lieto fine, o per lo meno, il lieto fine classico che ci si aspetta dalle favole.

Dal primo racconto scritto ho deciso che avrei “cercato di trasformare il “comune” in “straordinario”. Per cui, nelle mie storie non troverete (quasi) mai il bellone palestrato e ricchissimo che si innamora perdutamente della ragazza goffa e “seeemplice” che poi si trasforma e da bruco diventa farfalla.

No, nelle mie storie troverete la donna con i “denti davanti sporgenti” che vive di stenti in un paesino sul mare della Calabria degli anni ’50, la Zannuta, o la Sirena che nasconde un passato misterioso, la sedicenne ingenua che si innamora del suo migliore amico e che per vent’anni lo inseguirà, la fanciulla delusa e depressa che riscopre se stessa attraverso il ritratto di un pittore scorbutico, i compagni di banco che si ritrovano innamorati, o, come in Figlia di Nessuno, la bella ballerina dell’Hotel Meridien, che vive in una favela del Brasile e che ha a che fare con turisti in cerca di attimi di piacere.

51JVVe52cILEcco, dovreste leggermi se cercate storie “normali”, laddove la normalità è intesa come “storie di tutti i giorni e comuni”: niente di eclatante o stupefacente, niente suspense o rocambolesche capriole su divani o ascensori, ma la vita. Quella che per tanti scorre senza fermarsi e senza che nessuno si fermi a osservarla.

Ed è invece quello che faccio io: nel gruppo di persone che tutti i giorni corrono verso il loro quotidiano, io ne fermo una dal mucchio e ne osservo la vita. E la racconto. O per lo meno, questo è ciò che tento di fare.

I libri e i racconti di Amneris Di Cesare li trovate QUI.

VORREI AVERTI ADESSO: ALTRE BREVI RECENSIONI (wOw!)

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Nuove recensioni a Vorrei Averti Adesso su Amazon.it, non tutte positive, ma non si può piacere a tutti…

 

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Le precedenti, qui.

 

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QUANDO I TUOI LIBRI IMPARANO UN’ALTRA LINGUA E INIZIANO A VIAGGIARE.

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Era già successo. Prima con Misterioso è il cuore e poi con Duel. Avevano “imparato un’altra lingua”, grazie alla meravigliosa Sandra Santos, ed erano andati in giro per i paesi di lingua portoghese. Oggi è il turno di Sirena all’orizzonte. Sempre tradotta mirabilmente da Sandra Santos, a breve uscirà in tutti gli store, per Amarganta, e sia in versione ebook, stavolta, che in versione cartacea.

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Perché questa volta è diverso?

La lingua portoghese, per me, voi lo sapete già, ha un particolare valore. E’ la lingua che mi ha accolto quando sono nata ma nella quale non sono stata cresciuta, poiché essendo di genitori italiani rientrati in Italia subito dopo la mia nascita, sono cresciuta ed educata con la lingua italiana. L’italiano è la mia lingua madre. E ho imparato il portoghese relativamente molto tardi, quando avevo già trent’anni. Ma tra me e il portoghese è stato amore a prima vista (o ascolto). Un colpo di fulmine così intenso da farmi quasi vacillare. Ho curato ogni suo aspetto nell’apprendimento con la precisione maniacale di chi vuole possedere un oggetto prezioso e raro. L’ho fatto da autodidatta e mi mancano le conoscenze culturali di base ma il parlato e parte della grammatica sono miei e non mi lasceranno mai più. Altre lingue mi hanno lasciato, ma il portoghese no. E’ sempre qui, fedele, vicino a me. E la gioia di parlarlo, quando mi capita, è sempre immensa.

Per cui, figuratevi l’emozione di vedere Sirena all’orizzonte diventare Sereia ao horizonte.
Sirena è il mio primo libro scritto in assoluto. Quando decisi che sarebbe diventato un romanzo, misi dentro a questo racconto-che-non-voleva-essere-solo-un-racconto tutto l’amore e il desiderio che la scrittura suscitava in me. I miei protagonisti sono stati i primi a diventare reali, a parlare, a muoversi, a ridere e piangere di fronte a me. Li ho amati di un amore immenso. Immaginatevi oggi che ritornano, parlando la lingua che amo di più al mondo (dopo l’italiano, s’intende). Immaginatevi Marco, Federico, Gaetano, Luisa e Cecilia che parlano portoghese. E tornerà anche Rafael.

Oggi per me è un giorno speciale.

La mia casa editrice, Amarganta, ha creduto tanto in questo libro da volersi spingere con il mio romanzo in un’avventura estera e lo fa, come primo paese al mondo, con il Paese che ha visto i miei natali (e ovviamente, gli altri paese che questa lingua parlano, in primis Portogallo.).

Quando un anno e mezzo fa è iniziata la mia avventura in Amarganta, non sapevo dove sarei andata e che percorso avrei seguito. Oggi, posso affermare con certezza assoluta che il percorso che sta seguendo Amarganta è bellissimo e amo camminare insieme a tutti loro.

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Original Title: Sirena all’orizzonte
Tradutora: Sandra Santos
Editora: Amarganta http://www.amarganta.eu/
ASIN:B01GF9RUCA
Edition Language: Portuguese
Preço: Euro 2,49
Marco, Federico e Gaetano, passam juntos um verão quente, em uma localidade descoberta por acaso. Ligados por um fio visível e invisível, unidos pela amizade e pelo desejo de amar, encontrarão Cecilia, a sereia loira que se deleita ao sol sobre uma rocha, e que iluminará os dias deles sobre a toalha de praia e habitará em seus sonhos, dissolvendo, enfim, os seus pesadelos. Quando cada nó for desfeito, diante a cada um deles, se abrirá um horizonte cheio de promessas.
L’incipit di Sereia ao horizonte
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BELLE PERSONE CHE INCONTRI AL SALONE: CRONACA DAL PARADISO DEI LETTORI

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Devo lasciare decantare un po’ le sensazioni che ho accumulato in questi due giorni di Salone Internazionale del Libro di Torino. Ho per il momento molta stanchezza da smaltire e piedi gonfi e terribilmente doloranti. Ho camminato in questi due giorni come non ci fosse un domani, ma senza avvertire né fatica né disagio, volando letteralmente da un Padiglione all’altro, da uno Stand all’altro ubriacandomi di libri e odore di carta stampata.

Il Salone di Torino, panoramica

Aver male alla schiena e i piedi gonfi, in questo caso è un buon segno. Significa che ho speso tutta la mia energia nel visitare, incontrare, sorridere, abbracciare. Conoscere di persona chi, spesso, condivide con me una passione virtuale. Quella per i libri.

A Torino c’erano molte persone che volevo incontrare.

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Io e Isabella. Il selfie era d’obbligo.

La prima, amica mia carissima, è Isabella. Persona con cui ho da sempre un grandissimo feeling virtuale, e con la quale condivido molte passioni (in gergo faisbukkese chiamati “tunnel”): Mika, Outlander, Harry Potter tra le tantissime che ci accomunano. Da anni progettiamo di incontrarci senza mai esser riuscite a realizzare questa possibilità ma l’occasione è spuntata dopo che Isabella si è trasferita a Torino. Finalmente Sabato ci siamo riuscite.
Che dire?
Il virtuale non esiste, dicono, ed è vero.
Perché dal momento in cui l’ho riconosciuta sulla piattaforma della stazione dei treni, con Isabella è stato come se fossimo andate a scuola insieme, se ci fossimo salutate due giorni prima, quel feeling che avvertivamo via web si è dimostrato essere semplice e naturalissima intesa. Lasciarla, infatti, oggi, per tornare a Bologna è stato doloroso.
Con Isa abbiamo passeggiato tra i libri della Fiera, ho riso, scherzato, condiviso.

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Isabella infiltrata agli accrediti. Che è comunque una bellissima sensazione.

Altro incontro a cui tenevo particolarmente era con Cristina Lattaro, la mia bossa, e Paola Fallerini, “bossa in seconda”. Cristina è forse la persona con cui mi sento più spesso per ragioni di Casa Editrice, ma non avevo ancora mai avuto occasione di incontrare Paola prima. L’anno scorso a Farfa, per un caso fortuito l’ho mancata per un soffio. Conoscerla è stato piacevole, perché mi ha dato a conferma di quanto avessi già intuito via internet: Paola è una donna competente, professionale e dotata di un’intelligenza acuta che mescolata a una gentilezza rara la rendono persona chiave in questo duo editoriale: oggi comprendo perché Amarganta sia cresciuta così tanto in così poco tempo e soprattutto sia riuscita a costruire un catalogo d’eccellenza. L’energia esplosiva e la curiosità entusiasta di Cristina viene arricchita dalla capacità riflessiva e profonda, dalla critica meticolosità di Paola. E questo permette di ottenere libri perfetti e di particolarissima raffinatezza.

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Le “bosse” Cristina e Paola sono ROCK!

Ho avuto modo di incontrare di nuovo Babette Brown (al secolo Annamaria Lucchese) con la quale mi trovo benissimo a collaborare al  blog http://www.babettebrown.it che porta il suo nome. Donna forte, lucida, dalla mente “acuminata” (sì, Babette, acuminata. Non è la replica dei “capelli fluidi” questa, è voluto, il termine e ti spiegherò perché!) perché l’intelligenza di questa donna è una sorta di freccia che punta diritto al cuore delle questioni e delle persone, senza tentennamenti, senza piaggerie. E’ dotata di un umorismo pungente, infatti, e vivacissimo, ed è impossibile non amarla subito. Ecco, Babette è una di quelle persone che mi piacerebbe frequentare spesso, e mi dispiace che abiti lontano.

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Scusatemi se gongolo. Ma Babette con maglietta in pendant col mio libro è un MUST!

E poi i “miei amori” Francesco e Guido. Felicissima di ritrovarli, abbracciarli, ritrovare quell’atmosfera di scanzonata allegria e ilarità che avevo scoperto a Farfa, riscoprire la goliardia cameratesca con Francesco, che mi ha subito riportato alle “nottate di editing condiviso” di due anni fa, quando in torride notti d’Agosto ci scambiavamo testi e riscrivevamo romanzi sulla base dei suggerimenti e delle reciproche stroncature.  Rispolverare la semplicità che l’empatia trasmette e che ha solo bisogno di uno stimolo, di una scintilla per accendersi nuovamente.

La presentazione di Amarganta a 360° è stata bellissima. Tanta gente tra il pubblico, tantissimi gli autori Amarganta a parlare delle loro “creature”. Babette ha moderato l’evento in maniera magistrale e coinvolgendo gli astanti con le sue domande sempre a fuoco e sempre dirette e intelligenti.

E poi l’incontro con Clara Cerri, finalmente. Che dire di lei? E’ bellissima, intelligente, piena di talento, così amabile da non poterla odiare neppure un pochino per quella sua scrittura così “cremosa” e suadente. Così simpatica da volerla come migliore amica, se non fosse che abita anche lei lontano.

Ma perché non abitate tutti a Bologna, ecchecca…volo?

Le “Ragazze di EWWA“. Le cito tutte insieme, perché erano tante, ed è stato stupendo vederle alla presentazione di Amarganta tra il pubblico a fare la hola e la clac! Grazie. Uno dei più bei regali avuti quest’anno è stata l’iscrizione alla EWWA. E che bello abbracciarvi e salutarvi. Ma tanto, con voi, riavrò presto occasione in altri incontri e workshop.

Alessandro Fieschi, “papà” di Oliver Lifeless e Monica Nicolosi, mamma premurosa che lo ha saputo disegnare così bene, ha presentato il suo libro “Oliver Lifeless” a un pubblico attento e curioso e il libro è andato ruba. Sono felice, perché questo piccolo romanzo Under15 mi è piaciuto immediatamente e in lui credo moltissimo.

Oliver Lifeless

Oliver Lifeless

E poi Fabio, Francesca, Cathlin, (sei andata via troppo presto, neppure il tempo di scambiare due parole!) Isabella, Stefano, Lidia, Lucrezia, Manuela… Sono felice di avervi incontrato. Un po’ meno che l’evento sia finito per me, perché avrei voluto restare di più in vostra compagnia.

Avevo, dicevo, tanta gente da incontrare al Salone di Torino. Una persona in particolare. Un’anima bellissima che è sempre disponibile a rispondere a qualunque richiesta io abbia e con la quale ho avuto l’onore di collaborare per anni in quella realtà bellissima che è Rete-News.it, Sara Frison. Una persona dolcissima che proprio non potevo mancare di incontrare e che purtroppo, le circostanze hanno impedito di trascorrere con lei più tempo in compagnia. Ma almeno un bacio e un abbraccio ce lo siamo potute scambiare con la promessa che in futuro non mancheranno altre occasioni di incontri. Insieme a lei una stupenda Beatrice Latella che, durante una chiacchierata qualche mese fa, mi promise una torta al cioccolato (in sostituzione di quella che io avevo ripetutamente bruciato) e che mi ha portato al Salone dopo essersi messa ai fornelli alle 6:00 del mattino. Grazie, Beatrice, mio marito sta apprezzando tantissimo, e io sono profondamente commossa dal tuo gesto dolcissimo (in tutti i sensi)!

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Gli angeli Beatrice e Sara. SMUACK!

Due giorni a Torino, tra amici vecchi, amici nuovi, e tanti libri. Due giorni bellissimi che già mi mancano tanto. E come sempre mi succede in queste occasioni, son pentita di non aver prolungato il soggiorno ed essermi goduta anche il lunedì di questa maratona editoriale così piena e soddisfacente.

Carissime Bossa1 e Bossa2 di Amarganta: rifacciamolo presto!

 

 

TORINO, SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO.

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Amarganta quest’anno sarà presente al Salone Internazionale di Torino con uno stand dedicato ai suoi libri. Si tratta dello Stand D/14 presso il Padiglione n.1.

Era da anni che agognavo la possibilità di parteciparvi, di poterci andare anche solo come visitatore innamorato dei libri. E invece quest’anno l’occasione si è presentata in qualità di direttore di collana dei generi Fantasy e Under15, e in particolare per la presentazione di OLIVER LIFELESS, romanzo Under15 mistery urban fantasy da me selezionato per Amarganta e scritto da Alessandro Fieschi e illustrato da Monica Nicolosi. Ma non sarà solo questa la novità del Catalogo Amarganta. La presentazione del catalogo 2016 e della Casa Editrice con i suoi collaboratori e autori sarà Sabato, alle ore 15:00.

 

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Se passate dallo Stand Amarganta Sabato o Domenica 15 maggio, venitemi a salutare.
Stay Tuned!

OLIVER LIFELESS UN MISTERY TUTTO UNDER15

Oggi vi presento OLIVER LIFELESS di Alessandro Fieschi selezionato da me per Amarganta.
E’ un romanzo per ragazzini Under15, un po’ spy-story, un po’ mistery, un po’ paranormal, un po’ fantasy. E’ divertente – io mi sono divertita un mondo a leggerlo – e anche profondo. Esce oggi e sarà presentato alla Fiera del Libro di Torino, insieme al suo autore e l’illustratrice, NiMò Monica Nicolosi.

 

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Oliver Lifeless ha tredici anni ed è stanco di seguire suo padre, famoso documentarista, in giro per gli Stati  Uniti. Quando con lui si trasferisce a Jackson, nel Wyoming, non immagina lontanamente di poter trovare l’amicizia e l’avventura. Jack, Jacob, Timothy, Emily e Rebecca lo coinvolgeranno in una storia al limite tra la realtà e l‘immaginazione. In sella alle bici o tra i boschi del  Parco Nazionale di Yellowstone, sotto lo sguardo indagatore dello sceriffo Morris o tra le grinfie del professor Connor, i ragazzi sfideranno antiche profezie e pericoli mortali legati all’antica origine del cognome di Oliver, portatore di un destino unico e tutto da scoprire.

Pagine: 100
Prezzo ebook: 1,49 euro
Prezzo cartaceo: 10,00 euro

Uscita: 9 maggio 2016

ISBN Cartaceo: 9788899344481

ISBN Ebook: 9788899344498

ANNELISA BONETTI: GRAFICA PER PASSIONE

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11220475_10207991497935629_3584758921649315620_nCome si diventa grafico e perché?BPer diventare grafico, normalmente si seguono scuole e corsi di formazione. Io vengo da un percorso alternativo. Fin dall’infanzia sono stata dissuasa da insegnanti e tutor dal seguire la strada artistica, così ho intrapreso un percorso di studi come Perito Turistico. Ma si sa, alla fine si trova sempre la propria strada, così finiti gli studi, di giorno facevo mille lavori diversi e di sera studiavo per diventare prima fumettista, poi grafico e illustratore. Posso dire con orgoglio di essere in gran parte autodidatta, adoro imparare ogni giorno qualcosa di nuovo.

Il perché diventare grafico? Per me è stato semplice… l’amore per il disegno ha trovato la strada per diventare oggi il mio lavoro.

La giornata tipo di un grafico: ce la puoi descrivere? La giornata di un grafico non è mai la stessa,Anne è il bello di fare un lavoro che ogni giorno ti propone sfide diverse, oggi una locandina, domani una newsletter in html, il giorno dopo un Adv… però si possono facilmente individuare delle attività ricorrenti. Assumere svariati caffè in una sola giornata, consultare siti di riferimento per grafica, web e illustrazione (adoro perdermi su Pinterest). Iniziare a gestire le numerose e-mail, crearsi una lista di consegna dei lavori, confrontarsi con il team degli account. Finita la giornata per me è fondamentale dedicarmi del tempo, stacco la spina uscendo con gli amici, leggendo un libro, guardando un film o una serie.

Pittore/artista preferito? Ho una classifica oramai invariata da anni per quello che riguarda i pittori, nell’ordine Klimt, Mucha e Boldini.

<<<IL RESTO DELL’INTERVISTA QUI>>>

ARRIVA DI COLPO, E NON FA MALE SUBITO

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Arriva di colpo, ma non lo sento. Un sibilo forte, duro. Non riesco a crederci. Il mondo attorno si colora di bianco, e poi, un lungo fischio, prende a risuonarmi in testa. 
Adesso capisco perché si dice veder le stelle
Ascolto i miei pensieri per una frazione di secondo, e trovo il tempo per  dirmi che devo esser matta, perché non si pensano queste cose mentre si riceve un ceffone violento in faccia.
E’ buffo (buffo? è la parola giusta?) ma non fa male subito.
Sulle prime non fa male, no.  Poi eccolo, sordo, un fuoco che mi incendia la pelle. Vacillo, ma non perdo la forza e rimango comunque ferma, orgogliosa,  sprezzante, di fronte a lui. Neppure per un istante dimentico la ragione per cui ricevo quella percossa. E gli  urlo di nuovo, con tutto il fiato che ho dentro:
— Nooooooo, non vogliooooo!
Lo guardo, e mi chiedo chi sia. Non è  lui, il mio lui. Non può esserlo, perché quello che io conosco non ha occhi spaventosi, iniettati d’odio e di minaccia; il mio lui è dolce, gentile, sensibile e… innamorato. Ha appena terminato di coprirmi di baci, ha appena finito di amarmi come nessun altro al mondo sarebbe stato capace. Questo che ho davanti e che mi ha colpita, non è il mio cuore. Gli somiglia molto però, se non fosse per quelle vene sul collo verdastre che ora son grosse e pulsano di carne viva, mentre  quel viso stride, indurito dalla collera. Ma anche se fosse lo stesso uomo, io di certo  non avrò nessuna intenzione di cedere alla sua forza ora… alla sua  rabbia
Sostengo il suo sguardo con occhi di sfida. Mi insulta, e io rispondo alla stessa stregua
— Stronzo! — con la o finale gridata fino a quando non mi si  smorza nella gola il fiato per urlarla.
Fa meno male del primo… penso di nuovo mentre un secondo colpo mi annebbia la vista, un secondo bruciante dolore mi invade il volto e mi fa barcollare, mi fa cadere a terra
Perché quando picchiano, devono sempre colpirti in faccia?
Sento adesso salire una rabbia sorda alla gola. Devo…  ascoltare l’ odio che sale. Perché questo è odio vero? Questo che provo ora e  che mi dà  voglia di restituirgli indietro ciò che mi ha dato, fargli ciò che mi ha fatto…
Ah, che voglia di affondare  unghie affilate in quel suo bel faccino dagli occhi blu, ora mutati in una maschera gelida e impenetrabile!
Ma se gli rispondo, non mi comporto esattamente come lui?
Non è forse meglio una sfida all’estremo respiro?
Sì, meglio rialzarsi e fargli vedere di cosa è capace una donna
E se fosse tutta colpa mia?
Brava! Un applauso! Sempre in agguato il senso di colpa! Eh, già, perché anche questo esser picchiata, adesso diventa colpa mia. Magari avrei dovuto dire di sì, per farlo contento. Ma se io quel sì non voglio dirlo? Se io non voglio fare quello che lui mi chiede solo perché uomo, solo perché forte, solo perché io…
Io lo amo, sì, lo amo.
Ancora, adesso lo amo?
Potrà uccidermi, ma non lo accontenterò.
Non implorerò pietà o perdono. Io non cedo. Io mi spezzo ma non mi piego…
Mi vien quasi da ridere…io che scivolo per terra sul pavimento freddo e ho ancora il coraggio di fare la dignitosa… Massì, rido, perché no? Gli rido in faccia! Ahahahah!
Ecco, sì, così… sprezzante e altera, disprezzo e ironia… brava!
Tirati su, fai vedere chi sei, fai vedere che donna sei! E magari di nuovo gli rispondo con un insulto.
Gli ricaccio in gola quelli che sta rivolgendo a me.
— Figlio di…
Ancora, un altro colpo, ancora un altro fischio nella testa. Stavolta è più forte. Barcollo, ma non gliela darò vinta. Nossignore. Non mi avrai ai tuoi piedi.
La porta, meglio prendere la via della porta, ma dov’è la porta?
Meglio la fuga, meglio scappare che subire, meglio la fuga alla viltà della rassegnazione.
Un altro colpo, questa volta non me l’aspettavo. Non credevo che colpisse ancora, e con tale furia, con tale velocità.
Colpisce,
e ancora,
e ancora,
e ancora,
e ancora.
Non resisto. Non ci riesco. Non ce la faccio.
Devo farlo smettere e non so come. Non voglio colpirlo. Non posso colpirlo, nemmeno se volessi. E’ più forte, più pesante, più solido. E pensare che fino a un’ora fa, gli ho dato me stessa completamente, gli avrei dato il mio esser più intimo e fragile, sicura che lo avrebbe protetto, difeso.
Quanto siamo stupide noi donne quando amiamo!
Crediamo ciecamente nell’altro senza risparmiarci, senza proteggerci almeno un poco.
Non voglio rispondergli più. Non posso rispondergli più. Nemmeno se volessi.
Sono sfinita.  Finirà. Prima o poi finirà di colpirmi.
Dio fa che la smetta!
— Ti prego basta! —  ecco, l’ho detto.
Non potevo far altro. Mi sento vile.
E sconfitta.
E fa male.
Sulla pelle ma ancor più dentro.
Adesso fa male.
Sul serio.
Ho ceduto. Ho perduto me stessa nel soccombere sotto i suoi colpi, e nel chiedergli pietà.
Si è fermato. Si è allontanato.
Raccolgo i miei pezzi d’anima e sangue, striscio come una biscia verso il bagno a guardarmi allo specchio.
Ancora i lividi non si vedono. Ma domani lo so, oh! domani sarò tutta gonfia.
Come andrò in giro domani mio Dio? Cosa dirò?
Come giustificherò questi lividi, questi occhi pesti?
Devo andarmene da qui. Devo andar via.
Adesso che fa? Ritorna. Piange.
Si accascia per terra e mi chiede perdono.
Anch’io vorrei piangere.
Vorrei piangere con lui, vorrei piangere per lui, vorrei piangere e basta.
Aver la forza di farlo. Ma non ho lacrime.
I miei occhi sono asciutti.
Solo, dovrò fuggire via e non farmi trovare mai più.
E intanto lui dice: Mai più… mai più… mai più…

8 marzo 2016, contro la violenza sulle donne.

Sirena all’orizzonte
Amneris Di Cesare
Amarganta 2015

BUONA FINE E BUON INIZIO CON L’AUGURIO DI UN 2016 PIENO DI GENIO

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E’ stato un anno particolare e pieno di fermento per me. Amarganta, la novità editoriale nata proprio a gennaio, la collaborazione inizialmente per la collana fantasy e under15 e poi con lo scouting estero, le traduzioni dei libri, la mia prima esperienza in self-publishng, andata bene oltre le aspettative, Farfa, le amicizie appena accennate via online che in gran parte si sono materializzate e diventate parte integrante della mia vita (Francesco, Guido, Sara, Corinne, Ingrid), le amicizie appena accennate nella vita quotidiana cementate (Maria Silvia) e quelle un po’ perdute e impolverate dal passare degli anni che si sono affacciate alla mia vita quotidiana rivelandosi bellissime sorprese (Cinzia, Frenci), la scomparsa di un amico, Fabio, che mi ha straziato oltre ogni dire, e problemi, discussioni, tristezze e soddisfazioni nella vita di famiglia, il concerto di Marco Mengoni, il concerto di Mika a Milano.

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Un anno pieno.
E fervente di idee, di voglia di fare, di inventare.
Ecco, a tutti auguro un anno così.
Un anno pieno.
Un anno di genio e creatività, caratteristiche primarie della mia MUSA, l’Ispiratore di questo anno particolare.
Vi auguro un anno in cui la vostra mente non smetta mai di far girare le rotelle e tirar fuori idee strampalate, assurde, folli ma assolutamente creative.
Perché quando la mente lavora, tutto il resto va bene.

Happy 2016 to you all! 

It’s not the cowboys that are missing anymore
That problem was already old in ’94
Don’t be offended, this might seem a little wrong
Where have all the gay guys gone?

And to the romance when I was 14 years old
And to my heroes that were dressed up in gold
Only hoping one day I could be so bold
Where have all the gay guys gone?

If we are all in the gutter
It doesn’t change who we are
‘Cause some of us in the gutter
Are looking up at the stars

So tell me

Where have all the good guys
Where have all the good guys
Where have all the good guys gone?

Thank you Rufus, thank you Auden and James Dean
Thank you Emerson and Bowie for my dreams
Wilfred Owen, Kinsey, Whitman and Rimbaud
Thank you Warhol, thank you patience, thank you Porter and Cocteau

If we are all in the gutter
It doesn’t change who we are
‘Cause some of us in the gutter
Are looking up at the stars

(Michael Holbrook Penniman Jr. aka Mika)