Figlia di nessuno: un progetto di successo (4)

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Sempre parlando del “Progetto Figlia di Nessuno”, arriviamo infine alla promozione.

Conosco Lucia C. Silver di E’ scrivere da qualche anno. In chat, di sera, insieme a un’altra amica e grande professionista in campo editoriale, chiacchieriamo amabilmente di drama, di manga, di anime e di editoria, scambiandoci pareri e consigli preziosissimi a riguardo. Lucia ha corretto e dato opinioni sulla quarta di copertina degli altri miei libri auto-prodotti (Duel, Misterioso è il cuore e Vorrei averti adesso), per cui della sua pignoleria e  scrupolosità ero già al corrente in anticipo. Quando mi ha proposto di occuparsi della promozione di Figlia di nessuno, non mi sembrava vero. Sapevo di non poter chiedere di meglio. E non ne sono stata delusa.

Lucia ha seguito le fasi antecedenti la pubblicazione passo passo, più volte interagendo sia con Luana che con Luna; mi ha composto un Comunicato Stampa magnifico e lo ha divulgato in maniera capillare tra testate giornalistiche e blog-lit. Ancora oggi arrivano alle nostre caselle di posta segnalazioni dai vari blog che si occupano di recensioni di libri e del genere di Figlia di nessuno e tutto grazie al suo mailing.

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Grazie al suo interessamento, Figlia di Nessuno è stata recensita dai migliori blog della rete e quelli il cui giudizio e sempre onesto e severissimo.

Segnalazioni su blog:
REGIN LA RADIOSA
WHAT REGIN WANTS ABOUT LOVE&BOOKS
ROMANTICAMENTE FANTASY
SOGNANDO LEGGENDO 
EMOZIONI FRA LE PAGINE
SILENTLY ALOUD
BRICIOLE DI PAROLE 
THE READING’S LOVE BLOG
LIBERARTI
READING AT TIFFANY’S
CHICCI DI PENSIERI
RETE-NEWS

Recensioni su blog
BABETTE BROWN
SOGNANDO TRA LE RIGHE
SOGNANDO LEGGENDO
LA MIA BIBLIOTECA ROMANTICA
INSAZIABILI LETTURE
SOGNANDO TRA LE RIGHE
I MIEI SOGNI TRA LE PAGINE

Ha progettato, realizzando anche le schede grafiche relative, un gioco/quiz a premi riguardante il Brasile e le sue caratteristiche,  che ha divertito gli aspiranti lettori.

Ha pianificato inoltre un blog-tour meraviglioso che in più occasioni mi ha lasciata a bocca aperta e con il cuore gonfio di emozione, occupandosi non solo della logistica ma anche delle cover grafiche che lo presentavano.

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Lucia C. Silver (qui il suo sito web professionale, da pochissimo in rete) si è dimostrata una professionista di grande competenza e talento.

Figlia di nessuno è, per quello che mi riguarda è un gran bel prodotto. Non dovrei dirlo, forse, perché sono di parte? Io lo faccio ugualmente, perché dopo tanti anni passati a lamentarmi, ora qui ora là, per le scelte non condivisibili di alcuni miei ex-editori, oggi posso confermare, assolutamente convinta di ciò che affermo, di esserne pienamente, totalmente soddisfatta. E permettetemi inoltre di dire anche che Figlia di nessuno dimostra, una volta di più che, a parte la scrittura, attività creativa che richiede molto lavoro e sudore a priori, in un libro ben fatto e ben prodotto anche se autonomamente ci deve essere a monte anche un lavoro di editing, grafica e confezionamento professionale e attento. Figlia di nessuno, direi che ne è la prova tangibile.

Probabilmente non sarà un successo di vendite, non sarà schizzato in vetta alle classifiche di Amazon, ma lasciatemi dire “chissenefrega!” Figlia di nessuno ha ottenuto sempre e soltanto recensioni positive e questo basta ad assicurarle un piccolo posto sul podio dei progetti riusciti bene.

E’ un successo in termini di collaborazione, professionalità e competenza. Che sono le ragioni principali e le caratteristiche fondamentali per cui si inizia e si porta a termine un progetto degno di tale nome.

Un grazie dal profondo del cuore, pertanto, a Luana, Luna e Lucia.
(p.s.: avete notato che tutte e tre – pseudonimo o meno – hanno il nome che inizia per Lu? Coincidenze? Io non credo. )

 

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C’E’ UN POSTO CHE MI PIACE, SI CHIAMA…

Ci sono giorni in cui vorrei essere Americana. Ho vissuto negli States, ho due carissime amiche americane che non vedo da anni ma a cui penso con affetto continuamente.
Ci sono giorni in cui mi piacerebbe essere Giapponese per un giorno almeno. Adoro quella lingua, i manga, gli anime e anche quella loro millenaria cultura e tradizione che vorrei conoscere ma che non credo riuscirò mai ad apprendere.
Poi ci sono giorni in cui vorrei essere Coreana, Finlandese, Norvegese. Sono i giorni in cui mi appassiono a una lettura, un film, una serie TV un drama.
E oggi…
Oggi vorrei essere Danese.
Per via di questo spot meraviglioso.
Che mi ha commosso.
Una cosa è sicura.
Amo il mondo. Amo la gente, qualunque essa sia e comunque sia.
Amo la vita in quest’epoca mia.
Diciamo che sono sempre io.
E che sono sempre stata una cittadina del mondo.

 

BABETTE BROWN PER IL TERREMOTO: UN GESTO D’AMORE

Riprendo a scrivere sul blog dopo alcune settimane di silenzio. Troppe cose sono successe e troppo poca è stata la voglia, il bisogno, le cose effettivamente importanti da dire. E poiché sono ligia alla regola carveriana del “Si scrive perché si ha qualcosa da dire, non per dire qualcosa”, ecco che fino a oggi sono stata zitta. Ma dopo quanto è successo in provincia di Rieti (Amatrice, Accumoli ecc…) restare inermi e in silenzio è quasi impossibile.

E dal blog di Annamaria Lucchese, aka Babette Brown, la voce di autrici e autori amici del blog si è alzata e vuole farsi sentire quasi con prepotenza.

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Federica D’Ascani ha avuto un’iniziativa lodevole. Ha lanciato un appello a tutti gli autori e le autrici di buona volontà: regalare un racconto, da pubblicarsi sul blog per spingere i lettori a riflettere e, senza obbligo alcuno, donare qualcosa per i terremotati di Agosto 2016; alla fine del progetto, un ebook i cui proventi saranno devoluti completamente in beneficenza e sempre in favore dei terremotati di Amatrice.

Terremoto. C’è stato un terremoto. Lo sappiamo tutti, come ignorarlo? La Terra s’è sgranchita le ossa e sulla superficie le case non hanno retto. Con loro, anche le persone che vi abitavano. Città rase al suolo, altre in bilico tra il crollo e la resistenza, altre ferite di striscio che ancora si guardano attonite, come fossero persone sopravvissute, ascoltando l’eco straziante che si è levato in pochi istanti e che ha inglobato tutto il resto. Di notte, sempre di notte. Come fu in Emilia, come avvenne per l’Aquila. La Terra sembra sentirsi a proprio agio al buio, ma noi non riusciamo a dire la stessa cosa. Al buio non si vede a un palmo dal naso, al buio ci si sente ancora più piccoli, ancora più fragili. Al buio tutto acquista l’aroma inquietante dell’ignoto. E noi non siamo fatti per stare al buio. Noi vogliamo la luce, la vita, la speranza. Non mi dilungherò su ciò che è stato, sulle persone che dormivano e che sono state buttate giù dal letto con una violenza inaudita. Le notizie si rincorrono, anche troppo. Forse l’offerta, questa volta, ha superato la richiesta, eppure siamo informati abbastanza di ciò che avviene nel Centro Italia da voler chiudere gli occhi per respirare. Sapete? È stato proprio questo bisogno a cui ho pensato la mattina dopo il terremoto di Amatrice e Accumuli. Il 24 agosto mi sono svegliata nel mio letto, accanto a mio marito e mio figlio, e ho pensato al respiro che i miei polmoni chiedevano, un respiro pulito, privo di polvere, calcinacci, ansia, terrore. Come me, tutti gli altri. Specialmente loro: le vittime. E allora mi sono chiesta cosa fare, come intervenire. Per dare una mano, sì, ma anche per regalare a chi vive questi momenti in presa diretta un momento di grazia. Quella grazia che la Terra si è presa e che non restituirà tanto velocemente. Tra le pagine del blog di Babette abbiamo imparato a condividere le nostre conoscenze, le sensazioni e i sentimenti. Perché non farlo anche adesso? Perché non regalare un po’ del nostro tempo ai lettori, chiedendo in cambio di tendere una mano a chi ne ha bisogno? Non raccoglieremo fondi, non siamo una onlus e siamo per la maggior parte scrittori. A ognuno il suo e, al di là delle polemiche, ci sono professionisti seri che stanno lavorando per le persone colpite dal sisma, ma anche per noi. Perché Amatrice siamo noi, come lo sono Accumuli, Camerino, Pescara del Tronto, Norcia… Lì avremmo potuto esserci noi, dobbiamo pensarci. La Croce Rossa lo fa. La Protezione Civile lo fa. Save the Children lo fa. Per questo abbiamo deciso di mettere in campo la nostra arte. In maniera gratuita, certo, ma con un occhio alla calamità che ha devastato vite e speranze. <<< continua sul blog di Babette>>>

All’iniziativa parteciperò anche io, ovviamente. E chi vorrà, potrà leggere un mio racconto, prossimamente pubblicato sul blog. Per il momento, questo il booktrailer, realizzato da Maddalena Cafaro, commovente ed emozionante per presentare l’iniziativa.

 

Quindi che dire?
Buona riflessione e buona lettura.

PREMIO DARDOS – UNA SORPRESA INASPETTATA

premiodardosblogaward-2Il blogger Antonio Falcone, autore del bel blog Sunset Boulevard (che consiglio a tutti di andare a vedere perché è davvero un bel blog, interessante e soprattutto intelligente), ha nominato il mio blog Scarabocchi al Premio Dardos, riconoscimento assegnato per la prima volta nel 2008 dallo scrittore spagnolo Alberto Zambade e rivolto a quei blogger che si sono distinti per il loro impegno a trasmettere contenuti di carattere culturale, etico e letterario.
Quanti accettano il premio sono tenuti a pubblicarne il logo, segnalare tramite link chi ha espresso la preferenza ed infine nominare altri 15 blogger ritenuti altrettanto meritevoli e provvedere a dar loro opportuna comunicazione.

Ringrazio quindi nuovamente Antonio Falcone e il suo blog Sunset Boulevard e tutti i lettori del blog, abituali o di passaggio, che da tanti anni accompagnano questo mio scrivere, e provvedo ad elencare i 15 nominativi in ordine rigorosamente sparso:

Wormhole Diaries
Storie d’altrimenti
Silently Aloud
Rete News.it
Nuovo cinema Locatelli
Diario dei pensieri persi
Babette Brown legge per voi
Vibrisse
Scribacchini per passione
Speechless Magazine
Newwhitebear’s Blog
Briciole notturne
La Torre di Babele
Liberi di scrivere
Personaggi in cerca di editore

Ce ne sarebbero davvero tanti altri, ma la lista può aumentare se questa catena sarà rispettata e chi è stato nominato vorrà continuarla. Io ringrazio chi mi legge con costanza e auguro a tutti buona scrittura!

LE DUE ANIME DELLA SCRITTURA A ROMA PER EWWA

Il logo di Ewwa (European Women Writing Association). Roma, 17 febbraio 2015. ANSA/ US EWWA +++ HO - NO SALES - EDITORIAL USE ONLY ++

Messaggio Facebook scritto alle EWWA sull’incontro di Sabato 16 aprile 2016 a Roma:

Ok, preparatevi perché sarà un post lungo e logorroico.
Allora…
Da tempo avevo questa voglia, questo desiderio di far parte di EWWA. L’idea di appartenere a un gruppo di persone, più o meno qualificate professionalmente, più o meno “famose”, mi intrigava. Perché, appunto non era il successo professionale o la fama/popolarità che mi interessavano quanto la capacità di aggregazione, di fare gruppo, di fare “casa”.
E, dal di fuori, dal sito e da quanto potevo vedere, qui si faceva; EWWA sembrava proprio quel tipo di organizzazione/gruppo.
Lo confesso. Vi ho stalkerate per almeno due anni.
E a chiunque mi chiedesse consiglio, indicavo il gruppo. Vai a guardare. Chissà, magari ti piace…
Ma non mi sono mai iscritta – oh, sì, ho chiesto millemila volte informazioni via mail, alle quali arrivava sempre risposta paziente ed esauriente dalla gentile socia che ogni volta mi spiegava tutto di nuovo (e chissà quante volte mi avrà mandato a quel paese), ma ogni volta dicevo: domani, domani vado in banca a fare quel bonifico, e poi niente. Passavano i giorni, che diventavano settimane, che diventavano mesi.
Ecco, oggi a pensarci, a quanto tempo ho sprecato inutilmente, un po’ mi arrabbio. Ma vabbe’…
Devo tutto a una mia cara, carissima amica. La considero tale, perché, lo ammetto, l’ho conosciuta sul web, ci siamo viste qualche volta di persona, spesso ci parliamo via facebook, ma per me non è solo un’amicizia virtuale. Né con lei né con la sua socia. Quando penso a Laura e aLoredana, le penso con affetto. E si sa, quando l’affetto affiora, il virtuale scompare.
Ecco, dicevo, devo tutto a lei.
Perché un giorno mi ha regalato l’iscrizione a EWWA.
E finalmente sono stata catapultata, letteralmente, qui dentro.
Tra le socie, conoscevo già da tempo alcune altre: Antonia, Federica,Federica, Babette, Ledra e molte altre che a nominarle magari sbaglio perché poi me ne dimentico qualcuna e faccio loro un torto. Ma consideratevi tutte nominate, tutte egualmente considerate con stima e simpatia.
Altre ne ho conosciute subito dopo, a Imola, partecipando al primo incontro + workshop. Con alcune di loro è stato “sorellanza a prima vista”. Sapete quando accade che tutto è facile, naturale, ogni gesto è semplice e fluido e fluente ( Emoticon wink ) e ti sembra di stare proprio nel posto dove avresti desiderato essere e adesso che ci sei, hai la conferma che quello è esattamente il posto dove dovevi stare?
Ecco. Così.
Insomma, se Imola è stato il “battesimo”, ieri a Roma è avvenuta la mia “cresima”. La “confermazione” che EWWA è il posto per me.
Ripeto, non tanto per l’essere in mezzo a scrittrici di successo e sentirmi tale anch’io, ormai da tempo ho lasciato alle spalle questo bisogno di conferme, di ratificazione, di adeguatezza. Io sono quella che sono, nella vita e nella scrittura, e mi va bene (magari un pochino ancora vorrei crescere, ma c’è tempo, c’è vita e quindi c’è spazio per altre scritture, forse, e anche altri progetti) così. Vi sembrerà strano ma a me piace come sono fatta, così dispersiva e golosa da girarmi attorno e dire: “voglio fare anche quello!”
No, la conferma in EWWA è stata quella di trovarmi insieme ad altre donne. Punto. Donne che scrivono, che condividono con me la stessa passione aliena e che amano parlarne. Amano discuterne per ore. Ieri, a sentire raccontare di Laura e Loredana, ma anche di Gabriella edElisabetta dei loro inizi, dei loro metodi di scrittura, delle loro lunghe discussioni su personaggi e ambientazioni, ecco, io mi sentivo come se fossi stata a sentir di persona Mika parlare della sua vita (e chi mi conosce SA cos’è Mika per me) o che ne so, la Rowling o la Clare? (Gabriella ed Elisabetta, per favore, non abbiate remore a parlare di voi, dei vostri inizi, della vostra scrittura e del vostro lavoro. Sapete quanto è utile per chi scrive e non semplicemente per “le nuove” ma anche per le “vecchie” affamate di sapere, di conoscenza, di ogni più piccolo dettaglio di questo mondo fantastico che è la scrittura? Sapete quanto è importante per chi, come noi, si sente alieno perché si isola a scrivere e magari viaggia in mondi altri e sente su di sé quello sguardo, lo sguardo di chi non ci capisce, di chi ci sente dei marziani caduti sulla terra e completamente lontani dal “mondo reale”? Non pensate mai, non pensate più che parlare di voi annoi ormai chi vi ascolta. Non ne abbiamo mai abbastanza).
Dicevo, la bellezza del momento è stato quello di poter parlare, liberamente, con la semplicità e la naturalezza nel sentire e nel dire, di scrittura, di editing, di traduzione, di libri, di mondi altri, di fantasia, di creatività.
La bellezza è stata ascoltare Vittoria Corella e Federica Soprani del loro mondo particolare, del loro modo stranissimo e incantevole di scrivere le loro storie. Federica già la conoscevo, incontrata al Premio Mondoscrittura nel 2013, ma Vittoria era la prima volta che la incontravo.
La bellezza è stata incontrar di persona Babette, con la quale sarei rimasta a parlare per altre dieci ore.
E’ stato approcciarmi a tutte con semplicità e allegria ed essermi sentita libera.
Ecco.
Adesso la pianto.
Perché poi noiosa lo divento io.
Però, per finire, una cosa la dico ancora:
grazie.
Per avermi permesso di immergermi nel mondo che amo e averlo potuto condividere con altre che sentono le stesse emozioni pensando alla scrittura.

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SIMONETTA SANTAMARIA, PER BABETTEBROWN.IT

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Quanto c’è di autobiografico nel tuoi libri? Non saprei quantificarlo ma c’è sempre un bel po’ di me. Per creare un personaggio convincente devo poter “sentire” come lui quindi faccio vere e proprie operazioni di transfert; divento uomo, assassino, bambino, gatto… Sperimento i dialoghi ad alta voce, mi compenetro al punto da portarmi dentro quelle emozioni anche dopo aver spento il pc. L’Actors Studio mi fa un baffo!

Quando scrivi, ti diverti e soffri, insomma! Come vedi, entrambe le cose. Non ci sarebbe divertimento senza sofferenza, e viceversa. Le emozioni statiche appiattiscono.

Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo? Certamente è più matura e consapevole, adatta al mio modo di sentire e vedere di oggi. Migliore, senza dubbio.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa? Vivendo e lasciando vivere. I miei spazi sono molto rispettati.

Ti crea problemi nella vita quotidiana? No, riesco a gestire i tempi incastrando tutto (o quasi).

Come trovi il tempo per scrivere? Facendo un lavoro freelance posso concentrare il tutto di mattina e lasciare parte del pomeriggio per me. Se poi gli impegni non me lo consentono pazienza, recupero quando posso.

<<<<INTERVISTA COMPLETA QUI>>>>

LA FIERA, IL BRASILE, LA KOREA E TANTI LIBRI..

E comunque la Fiera del Libro per Ragazzi è stata:
Ledra Ledra
Livia Rocchi
Claudia Souza
Sara Saorin
Lola Lola
Anna Tasinato
NiMò Monica Nicolosi
Alessandro Fieschi
Daniela Vanzini
e… rullo di tamburi….
Stand del Brasile
Stand della Korea

*OCCHI A CUORICINO*
Ho camminato, come mi ha ordinato il cardiologo, e ho fatto la cosa che mi piace di più al mondo: parlare di libri.

I libri i Koreani li sanno fare belli

A post shared by Amneris (@amneris991) on

‪#‎FieraDelLibroPerRagazziBologna‬
Riuscire a dire annyeonghaseyo e kamsahamnida a una hostess coreana dello stand della Korea non ha prezzo…

Ma anche il Brasile non è da meno

A post shared by Amneris (@amneris991) on

‪#‎Prevedibile‬
Ahah… Livia Rocchi che nel bailamme della Fiera del Libro per Ragazzi mi trova – perché andava sul sicuro – allo stand della Korea.
Sono prevedibile. Lo so.
Ma che bei libri!

‪#‎Prevedibile2‬
Comunque andare in Fiera del Libro per Ragazzi senza neppure uno straccio di biglietto da visita è roba da Triple Face Palm

‪#‎FieraDelLibroPerRagazzi‬
<<Conosci più tu del mio paese di me>> Hostess Stand Korea.
<<Eh, ma non si può amare una cosa e non volerla conoscere a fondo…>>
Massima Zen di fine pomeriggio.

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EWWA A 4 MANI: ROMA, 16 APRILE 2016

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Sabato 16 aprile, Roma, Hotel Polo.
Tre coppie di autrici (Laura ZG Costantini e Loredana Falcone,
Elisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti,
Federica Soprani e Vittoria Corella)
parleranno di come si scrive a 4 mani.
Modera Annamaria Babette Brown Lucchese

E nel pomeriggio Workshop sull’Emotività nella scrittura tenuto da Emma Chiaia

E’ ufficiale, ci vado. 

 

Due giorni nella Città Eterna a visitare monumenti e ascoltare (respirare) scrittura, e incontrare di nuovo amiche vecchie e nuove. Molto, molto happy me.
Scrittrici di Bologna, autrici EWWA, chi viene con me?

BUONA FINE E BUON INIZIO CON L’AUGURIO DI UN 2016 PIENO DI GENIO

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E’ stato un anno particolare e pieno di fermento per me. Amarganta, la novità editoriale nata proprio a gennaio, la collaborazione inizialmente per la collana fantasy e under15 e poi con lo scouting estero, le traduzioni dei libri, la mia prima esperienza in self-publishng, andata bene oltre le aspettative, Farfa, le amicizie appena accennate via online che in gran parte si sono materializzate e diventate parte integrante della mia vita (Francesco, Guido, Sara, Corinne, Ingrid), le amicizie appena accennate nella vita quotidiana cementate (Maria Silvia) e quelle un po’ perdute e impolverate dal passare degli anni che si sono affacciate alla mia vita quotidiana rivelandosi bellissime sorprese (Cinzia, Frenci), la scomparsa di un amico, Fabio, che mi ha straziato oltre ogni dire, e problemi, discussioni, tristezze e soddisfazioni nella vita di famiglia, il concerto di Marco Mengoni, il concerto di Mika a Milano.

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Un anno pieno.
E fervente di idee, di voglia di fare, di inventare.
Ecco, a tutti auguro un anno così.
Un anno pieno.
Un anno di genio e creatività, caratteristiche primarie della mia MUSA, l’Ispiratore di questo anno particolare.
Vi auguro un anno in cui la vostra mente non smetta mai di far girare le rotelle e tirar fuori idee strampalate, assurde, folli ma assolutamente creative.
Perché quando la mente lavora, tutto il resto va bene.

Happy 2016 to you all! 

It’s not the cowboys that are missing anymore
That problem was already old in ’94
Don’t be offended, this might seem a little wrong
Where have all the gay guys gone?

And to the romance when I was 14 years old
And to my heroes that were dressed up in gold
Only hoping one day I could be so bold
Where have all the gay guys gone?

If we are all in the gutter
It doesn’t change who we are
‘Cause some of us in the gutter
Are looking up at the stars

So tell me

Where have all the good guys
Where have all the good guys
Where have all the good guys gone?

Thank you Rufus, thank you Auden and James Dean
Thank you Emerson and Bowie for my dreams
Wilfred Owen, Kinsey, Whitman and Rimbaud
Thank you Warhol, thank you patience, thank you Porter and Cocteau

If we are all in the gutter
It doesn’t change who we are
‘Cause some of us in the gutter
Are looking up at the stars

(Michael Holbrook Penniman Jr. aka Mika)

CHIARA SEGRE INTERVISTATA DA ME PER BABETTE BROWN.IT

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Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto?

Devo dire che fino ad ora sì, sono sempre stata soddisfatta di tutto ciò che ho scritto e pubblicato. Credo che dipenda anche dal fatto che sono abbastanza lenta nella mia produzione, in media esce solo un mio libro all’anno, quindi ho tanto tempo per rivedere i miei testi, e limarli fino all’inverosimile. Anche se, ovviamente, la perfezione è impossibile da raggiungere.

Rileggi mai i tuoi libri, dopo che sono stati pubblicati?

Sì, sono di fatto obbligata a farlo: scrivendo per bambini e ragazzi, mi capita spesso di fare letture animate dei miei libri. Ma devo dire che è una delle parti del “lavoro” di scrittrice che preferisco.

Quanto c’è di autobiografico nei tuoi libri?

Moltissimo, direi praticamente tutto. Non tanto per gli episodi in sé, quanto per le emozioni e i personaggi che racconto. Tutto ciò che scrivo prende spunto da un fatto vero, da qualcosa che ho vissuto o che mi hanno raccontato, o di cui ho letto o studiato. Poi c’è la fase creativa, di rielaborazione. Penso che l’opera di ogni scrittore sia sempre un po’ autobiografica, in questo senso.

Quando scrivi, ti diverti oppure soffri?

In generale mi diverto un sacco. Nel mio romanzo “Una spiga per Kahlim” mi sono fatta tantissime risate insieme ai miei personaggi, e nella finzione letteraria, mi sono anche presa piccole rivincite che avrei voluto poter avere nella mia vita vera. In altri libri, ad esempio gli albi “Gedeone” e “Oscar il gatto custode”, dove tratto temi complessi e delicati come la morte e il ricordo, il sentimento preponderante è stato la commozione.

Trovi che nel corso degli anni la tua scrittura sia cambiata? E se sì, in che modo?

Non credo sia cambiata tanto nello stile, ma sicuramente è maturata la mia capacità di gestire la trama e la narrazione.

Come riesci a conciliare vita privata e vita creativa?

Eh…. Domanda di riserva? Scherzo! Ci vuole una grandissima organizzazione e forza di volontà. Sono fortuna ad avere un compagno molto comprensivo, che non si arrabbia quando mi “isolo” serate intere a scrivere.

<<<CONTINUA QUI>>>