SIRENA ALL’ORIZZONTE: ESAURIMENTO COPIE

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Il mio secondo romanzo, Sirena all’orizzonte è in via di esaurimento. Chiunque abbia il desiderio di leggerlo può contattare la Edizioni Domino, Casa Editrice che lo pubblica alla email informazioni@edizionidomino.eu oppure inviare alla sottoscritta un messaggio privato su Facebook o su Twitter, o lasciare in un commento qui sul forum la mail dove poter essere ricontattati.

Qui, la scheda del libro https://amnerisdicesare.wordpress.com/sirena-allorizzonte/

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SIRENA ALL’ORIZZONTE 2° CLASSIFICATO AL PREMIO MAGICHE ROSE

Sirena all’orizzonte, il mio romanzo edito da Edizioni Domino, si è classificato al 2° posto al Premio Letterario Magiche Rose 2014, indetto dall’Associazione I Sogni nel Cassetto nell’ambito della manifestazione DeepCon15.

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Alla stessa manifestazione premiate al Premio Cittadella Adriana Comaschi e al Premio Magia Urbana Paola De Pizzol, alias M.P.Black, sempre autrici Edizioni Domino. I miei più vivi e sentiti complimenti alle colleghe autrici e alla Edizioni Domino per aver creduto in noi.

COSE BELLE CHE NASCONO SUL WEB (MA CHE ARRIVANO PER POSTA)…

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Mi sono fatta un piccolo regalo. Una bravissima creativa scoperta in rete grazie a Cristina Lattaro, Manuela Costanzo ha realizzato un ciondolo (bellissimo, non posso smettere di guardarlo e rigirarmelo tra le dita!) sulla copertina del mio libro Sirena all’orizzonte. Questa copertina per me ha un valore che va oltre alla gioia dell’avere finalmente questo romanzo pubblicato: è un acquerello, realizzato dalla mia dolcissima e tostissima amica pittrice Gabriella Frustaci proprio ispirandosi a Cecilia, la “Sirena sullo scoglio” protagonista del romanzo suddetto e che io ho amato fin dalla prima volta che l’ho visto in foto. Ho voluto così fortemente questa copertina da provare ogni volta che vedo il mio libro un’emozione fortissima. La amo. Incondizionatamente. E non mi importa se ad altri non è piaciuta.

Ed ecco che adesso è diventata addirittura un gioiello! Il più bello che ci sia.

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Cose belle che nascono sul web ma che arrivano per posta…

#SIRENAORIZZONTE: OGGI E’ IL GIORNO DELLA SIRENA!

Domenica intensa per la mia Sirena all’orizzonte! Pare che molte delle lettrici del mio libro si siano date tutte appuntamento proprio oggi sul mio FaceBook per parlarmi di lei.

Ha iniziato Lorella, con un commento stupendo e che mi ha commossa perché ha anche condiviso un video a me molto caro: quello del duetto tra Mika e Chiara Galiazzo nel 2012 a XFactor6, quando cantarono insieme Stardust. Ecco il commento di Lorella

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Ovviamente la citazione delle parole di Mika a Chiara durante la sua prova della canzone mi hanno colpito direttamente al cuore. E ogni scusa è buona sia per nominare Mika che per condividere quel video e quell’esibizione che ancora oggi mi emoziona.

 

Poi è stata la volta di Laura Costantini, che ha pubblicato su Anobii questa recensione:

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Infine Sara, dolcissima mamma di Cuneo, fan di Mika come Lorella e amica tenerissima:

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Sara è una conoscitrice straordinaria di musica e infatti mi ha segnalato un video e una bella canzone di Vinicio Capossela, Sirena appunto:

 


Ecco. Diciamo pure che oggi è stata una gran bella Domenica!

LA PLAYLIST DELLA #SIRENA: SELF CONTROL di RAF

Raf – Self Control – Hit Parade Agosto 1984

City light painted girl
In the day nothing matters
It’s the night time that flatters
You take my self, you take my self control
You got me livin’ only for the night
Before the morning comes the story’s told
You take my self, you take my self control
I, I live among the creatures of the night
I haven’t got the will to try and fight
Against a new tomorrow
so I guess I’ll just believe it
that tomorrow never comes
You take my self, you take my self control

Nel 1984 viene publicata con l’etichetta francese Carrere e cantata interamente in inglese da Raf (al secolo Raffaele Riefoli) in Italia, e dalla newyorkese Laura Branigan per il mercato americano. Scritta da Raf per i testi e gli arrangiamenti e da Steve Piccolo, fondatore del gruppo new wave Lounge Lizards , che ne firma la musica, è stata prodotta da Giancarlo Bigazzi. Il singolo dà il titolo all’intero Long-Playing, Self control, è un brano eurodance che raggiunge il primo posto nelle classifiche di tutto il mondo quasi immediatamente, Stati Uniti compresi.

“Questa canzone adesso mi sembra preistoria. Sinceramente non l’ho mai sentita del tutto come mia, a quell’epoca mi sarebbe piaciuto fare altre cose. Ma in quel momento era quasi questione di sopravvivenza”. (Raf)

Sono i primi anni ’80, nelle discoteche impazzano musiche altamente ritmate dai ritornelli ripetitivi e dalle strofe accattivanti a cui si alternano brani con sintetizzatore. E’ il momento della dance, della musica facile da masticare con voracità e digerire con altrettanta fretta. E’ il periodo dei tormentoni estivi e questa di Raf, Self Control sarà uno di quelli che l’estate 1984 ricorderà con più facilità. Sono gli anni dei Gazebo, Baltimora, Dan Harrow e P. Lion. Anni in cui si canta in inglese nascondendo quasi con vergogna la provenienza tricolore. Anni in cui molti cantanti scaleranno le vette delle hit parade macinando vendite e soldi in quantità industriali ma che in breve con altrettanta rapidità scompariranno dalla scena musicale. Raf non si sente bene a scrivere questo tipo di musica, vorrebbe fare altro ma Self Control è un successo mondiale e gli vale la popolarità nazionale e internazionale. Riuscirà, grazie al suo spessore musicale a non scomparire come i suoi colleghi, pubblicando successivamente in italiano canzoni che raccoglieranno consensi e che lo eleveranno sulla scena nazionale come cantante e musicista di rilievo.

— Cecilia, hai detto che ti chiami vero? —  chiese Marco quasi soprapensiero.
— Sì, vero…
— Bel nome, Cecilia… il nome adatto per  una sirena
— Le sirene ammaliano e poi uccidono. Pensi che sia così crudele? — sorrise lei divertita.
— Le sirene conoscono l’animo degli uomini. Per questo sanno come manipolarli
Cecilia rise divertita, ma Marco percepì una nota di paura tra gli squilli argentini di quella risata.

Sirena all’orizzonte
di
Amneris Di Cesare
Edizioni Domino
2013

#SIRENAORIZZONTE: I RINGRAZIAMENTI

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Ho all’attivo due romanzi pubblicati: Nient’altro che amare, con la Edizioni Cento Autori e Sirena all’orizzonte, con la Edizioni Domino. Entrambi i romanzi sono nati da un racconto che non voleva saperne di essere solo un racconto e per questo non riuscivo a scriverlo come volevo. Sirena all’orizzonte è un’idea che nacque dieci anni fa mentre frequentavo le web communities di MSN e che poi ho sviluppato nell’arco di tre anni. In quel periodo, il racconto che non voleva saperne di essere solo un racconto, fu letto da Chicca, gestore di una community bellissima (che oggi purtroppo non c’è più), C’è una solitudine di spazio, e che è stata tanto importante per me, e tanto ha influito nel mio processo creativo e non solo. Fu Chicca a farmi conoscere i blog su Splinder. Fu Chicca a farmi ascoltare Leonard Cohen per la prima volta. E sempre Chicca mi ha accompagnato per mano a conoscere i pittori contemporanei più importanti e significativi. Artista e pittrice di grande talento, Chicca è stata davvero una presenza sul web per me importantissima. A lei feci leggere per la prima volta questo “racconto ribelle“. E quando ho avuto la notizia che il racconto sarebbe diventato un romanzo vero pubblicato su carta, ho dovuto scrivere due righe per ringraziarla. E che qui riporto.

Ringrazio altre persone, in questa pagina. Soprattutto ringrazio Antonio Sorrentini, l’allora editor che su WMI mi massacrò un passaggio, uno di quelli di cui andavo più fiera, di questo libro e che smontandomelo completamente mi invitò a riscriverlo con nuove parole e di sana pianta. Perché lo ringrazio? Perché sebbene distrutta nell’ego, quel “massacro” mi ha aiutata a scoprire la mia scrittura. E da allora non l’ho mai dimenticato.

Ringrazio anche le amiche che da sempre credono in me e mi leggono sempre, se presa da bisogno di conferme mi rivolgo a loro per un consiglio, un parere, una sensazione. E’ sempre il consiglio, il parere, la sensazione più giusta, alla fine.

E ringrazio il mare, che è per me fonte di ispirazione immensa. Perché il mare sa scrivere dentro di me pagine di azzurro bellissime e di  rara intensità.

Grazie, dunque Chicca, Antonio, amiche mie.

E grazie mare.

a.

#SirenaOrizzonte: Recensione di Diario di Pensieri Persi

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Era solo, Marco. Una solitudine che lo seguiva dappertutto. Anche lì, adesso, al mare insieme a loro. Solo con se stesso, e con il suo vuoto incolmabile.

sirena7Sirena all’orizzonte è un breve romanzo di formazione in cui tre amici poco più che adolescenti (uno dei tre, Gaetano, è un po’ più grande) si concedono una vacanza senza meta per andare a finire in una cittadina di mare del sud Italia dove, come richiamati dal suo fascino, si fermano a contemplare una ragazza bellissima che prende il sole su uno scoglio. È Cecilia, una versione italiana di Daryl Hannah, che proprio quell’anno ha impersonato il ruolo di sirena in Una sirena a Manhattan di Ron Howard. Siamo nel 1984 e il tormentone dell’estate è One Night in Bangkok di Murray Head.

I ragazzi conosceranno Cecilia e ne saranno tutti e tre un po’ infatuati, cercando le sue attenzioni, le sue confidenze. E, attraverso lei, arriveranno a guardarsi dentro e a fare pace con se stessi e con i loro sentimenti.

Marco e Federico sono cresciuti insieme a Bologna, nello stesso quartiere, con gli stessi amici. Francesca è cresciuta assieme a loro, cercando di sentirsi una di loro. Poi, quando i ragazzi sono diventati più grandi, Federico ha convinto Marco che Francesca era innamorata di lui e Marco si è fatto avanti, non riuscendo, però, a colmare quel vuoto che sentiva dentro, il vuoto che sarebbe stato riempito soltanto dall’amore vero.

Quando è partito per la visita del militare (i famosi “tre giorni”), Marco ha avuto una sorta di impulso a firmare per fare il vigile del fuoco. Il servizio di leva l’ha portato a Roma per un anno e qui ha incontrato Luisa, una giovane che ogni sera si annulla nell’alcol per dimenticare un dolore grandissimo, un dolore legato a un uomo ormai perduto. Luisa chiarisce fin da subito a Marco che non sarà lei a riempire il vuoto che si porta dentro, sebbene Marco senta che – al contrario – il vuoto si stia riempiendo un po’. Grazie alle sue attenzioni, Luisa sembra uscire dall’apatia che la porta a ubriacarsi, ma poi, all’improvviso decide di andare via, lasciando Marco solo col suo vuoto. Mentre cerca di capire perché Luisa sia scomparsa, Marco incontra Gaetano, un ragazzo più grande, ma con cui entra immediatamente in sintonia.

“Piacere, Gaetano. Dicevi dunque che è un viaggio? Può essere, in effetti. I viaggi sono sempre una soluzione, del resto.”
“Una soluzione per cosa?”
“Una soluzione per tutto. Soprattutto per le voragini che uno si porta dentro l’anima. Si viaggia, non si pensa. Si vedono posti ogni giorno diversi. E si vive. O per lo meno, si sopravvive. A volte si riesce persino a dimenticare.”

Federico, invece, è innamorato di Francesca e ha sempre provato una punta di gelosia nel vederla assieme a Marco. Quando a Roma Marco stava con Luisa, però, Federico non ha avuto il coraggio di dire nulla, attendendo che fosse lo stesso Marco a decidere se lasciare Francesca o meno. La ragazza ha sofferto molto questo doppio tradimento da parte del fidanzato e dell’amico, perché si è vista abbandonata da entrambi i suoi cavalieri, i pilastri della sua infanzia. Questo l’ha destabilizzata, portandola a fare scelte avventate, a causa delle quali Federico decide di partire per il famoso viaggio senza meta con Marco e con Gaetano.
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SIRENA ALL’ORIZZONTE: GLI ANNI ’80 PER ME. E PER VOI?

Peter Gabriel – Sledgehammer – 1986

Sirena all’orizzonte è ambientata nell’Agosto del 1984. Un’estate particolare che cambierà la vita a 4 ragazzi e svelerà il mistero di due donne sfuggenti ma molto intriganti.

Io ero già grande negli anni 80. E per me gli anni 80 rappresentano un momento forte, di grandi possibilità, di innovazioni, scoperte, sperimentazioni. Sono gli anni che meglio ricordo e che forse di più rimpiango.

Sono gli anni di Drive In, Dallas & Dinasty, gli yuppie e i paninari, Marisa Belisario, le prime cravatte indossate dalle donne (grande trasgressione!), le giacche avvitate e le gonne a tubo, i tacchi a spillo, le mises professionali… I CD, il Walkman, il Kway, Ronald Regan e Gorbaciov. Il muro di Berlino. Spandau Ballet e Depeche Mode. E ovviamente Mike Oldfield. Murray Head e la sua One Night in Bangkok. Per voi cosa sono gli anni ’80?

LA PLAYLIST DELLA SIRENA: NON VOGLIO MICA LA LUNA di FIORDALISO

Sanremo 1984 – Fiordaliso canta Non voglio mica la luna

Nell’estate 1984 risuonava ancora l’eco di un successo sanremese quasi inaspettato: Non voglio mica la luna, cantata da Fiordaliso. La canzone, infatti giunta a classificarsi solamente quinta nella gara della kermesse canora (ma Fiordaliso poteva dirsi prima classificata tra le cantanti donna in gara), aveva scalato le vette delle hit parade di molti paesi, oltre all’Italia e in quell’estate era diventata uno dei tormentoni che in genere accompagnano lo scorrere dei mesi più caldi.

Ancora oggi, famosissima, è spesso tra le canzoni prescelte dai karaoke e inserita nelle playlist dei piano bar ai party in musica italiani. E’ una canzone pop melodica, dal ritmo ballabile e parla di voglia di affrancarsi e di vivere qualche momento di solitudine, di prendersi un tempo per se stessi e magari vivere l’amore per il proprio partner in maniera più piena, libera.

La canzone porta le firme prestigiose di  Luigi Albertelli (paroliere con all’attivo oltre mille canzoni tra cui Zingara, Piccola e Fragile e, per le sigle TV Furia, Ufo Robot, Goldrake, Anna dai capelli rossi e  e L’Ape Maia)  Enzo Malepasso (autore e produttore discografico negli anni 80 e 90)  e Zucchero Fornaciari. Sarà una hit anche internazionale, che valicherà i confini italiani e farà molto successo soprattutto in Spagna e nei paesi dell’America Latina e sarà persino tradotta in spagnolo e il gruppo La Konga ne farà una cover negli anni 2000.

Lo ricordava come fosse stato oggi, quel pomeriggio piovoso d’autunno. Un grande camion stazionava davanti al palazzo ormai già dalle prime ore del mattino, scaricando mobili e suppellettili varie. Alcune persone si avvicendavano attorno a sedie e divani con fare guardingo e osservando con attenzione a che nulla fosse rovinato o rotto. E poi arrivò lei. Piccolina, minuta, una cascata di capelli mossi sulle spalle, e un vestitino bianco ricamato e intrecciato con perline. Non aveva la solita bambola in braccio come le altre bambine nei cortili del quartiere, cosa che lui disprezzava grandemente. Teneva in mano un mazzolino di fiori bianchi e trasportava con grande cura un lungo tulle che terminava arricciato su una coroncina dagli stessi fiori del mazzolino. Lo teneva disteso sulle braccia protese in avanti, osservandolo quasi con timore.
— Francesca, stai attenta a non strofinarlo per terra! — l’aveva ammonita la mamma, osservandola da lontano. Ma lei  senza una risposta era sparita subito dentro casa, per riapparire più tardi alla finestra della sua cameretta.

Sirena all’orizzonte
di
Amneris Di Cesare
Edizioni Domino

Vorrei due ali d’aliante
per volare sempre piu’ distante

e una baracca sul fiume
per pulirmi in pace le mie piume.
Un grande letto
sai di quelli che non si usan piu’
un giradischi rotto
che funzioni pero’
quando sono giu’ un po’.

Non voglio mica la luna
chiedo soltanto di stare
stare in disparte a
sognare e non stare a
pensare piu’ a te.
(Fiordaliso – Non voglio mica la luna – Sanremo Febbraio 1984)

#Sirena all’orizzonte: recensione di M.P.BLACK

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“Un romanzo dolce e delicato, che mi ha fatta ritornare indietro nel tempo, nel periodo delle “cotte”, ma anche degli amori impossibili, quelli che si idealizzano e che difficilmente, poi, si riesce a portare avanti. L’autrice scrive con maestria, senza sbavature e senza annoiare il lettore, regalandoci così un romanzo ben costruito e dalle mille sfaccettature, che ha il sapore del mare e del sale.Una storia che ci inonda della luce calda del sole di un’ estate di tanti anni fa, in cui i protagonisti si muovono tra eventi contemporanei e ricordi passati, legati comunque da un denominatore unico, quello dell’amore, che tutto controlla e col quale ognuno di noi, prima o poi, deve fare i conti. Un romanzo che si legge velocemente e che consiglio a tutti gli amanti del romance e della lettura piacevole. Una storia che può riempire un pomeriggio trascorso davanti al caminetto acceso, sognando una calda giornata al mare, con la mente libera da tutti i pensieri che giornalmente ci assillano”  M.P. BLACK