RECENSIONI, BELLE O BRUTTE, SI ACCETTAN TUTTE

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Micro Recensione per MIRA DRITTO AL CUORE

(grazie infinite, Gianna Martelozzo!)

Micro Recensione per VORREI AVERTI ADESSO

Grazie infinite, Erika! Di cuore!

Micro Recensione per FIGLIA DI NESSUNO

Dispiace non averti soddisfatto, Sofia Abbate. Sul serio.

 

Micro Recensione per FIGLIA DI NESSUNO

Grazie di Cuore, Bruno Barillà!

 

Ma per favore, non smettete di postarle. Belle o brutte che siano, le accetterò tutte!

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NUOVA RECENSIONE PER FIGLIA DI NESSUNO: ROMANTICAMENTE FANTASY SITO

E’ passato un po’ di tempo da quando Figlia di nessuno è uscito su Amazon come self-published ma continuano ad arrivare recensioni. E sono sempre belle soddisfazioni perché sono positive. Perciò grazie a Romanticamente Fantasy per questa attenta lettura. In fondo basta poco per far felice un autore che ce la mette tutta per creare un buon testo ed esprimere un pensiero, un’opinione, descrivere un mondo con tanto impegno: basta fargli sapere che lo si è letto e cosa si pensa di ciò che si è letto. Non necessariamente positivo, nel caso. Anche se, come in questo caso, fa piacere che sia stato accettato con entusiasmo. 4 Stelline sono davvero tante.

 

Grazie a Romanticamente Fantasy per avermi letta e recensita!

CHICCHI DI PENSIERI: RECENSIONE A FIGLIA DI NESSUNO

Che se poi uno ci pensa bene, è per avere feedback come questo di Chicchi di Pensieri, che uno scrive…
Grazie al blog Cdp per questa recensione bellissima!

Nivea Maria Gonçalves Mello Branco è figlia di Adelaide, ballerina di Samba al Copacabana Cafè.
Suo padre?
Sull’identità paterna ci sono davvero poche certezze e la stessa madre non ha mai saputo dire se la piccola Nivea fosse figlia del marito sposato a sedici anni, o forse di un certo Thiago, scuro e bello, o magari di un giovanotto timido ed impacciato con cui ha vissuto una notte di tenerezza (finita in un brutto incubo…).
Sua madre le ha sempre raccontato con trasporto dei suoi amori, dei suoi sogni ad occhi aperti che l’hanno fatta soffrire, e sua figlia – questa figlia di nessuno -, la bellissima Nivea, con gli occhi scuri, lo sguardo malizioso, il sorriso seducente, il corpo sodo e desiderabile, mentre la ascolta pensa che lei non farà mai come la sua povera mamma: non si lascerà prendere in giro dagli uomini che vogliono solo giocare col suo corpo e possederla come un oggetto.
Lei, Nivea, cresce col pensiero che mai nessun uomo la umilierà: potranno insultarla, urlarle contro disprezzo e cattiverie, ma non si lascerà maltrattare e picchiare da nessuno.
Ma soprattutto è determinata a non cedere alla tentazione di sognare…: di sognare una vita felice, un uomo che l’ami e da amare, dei figli…
E’ vero, sognare non costa nulla ma nelle povere e squallide baracche in cui è nata e cresciuta è difficile che si realizzino dei bei sogni; piuttosto, quelle come lei – che da ragazzine sono costrette a incamminarsi per una vita non proprio rispettabile, concedendosi e vendendo il proprio corpo a uomini viscidi – hanno già il destino segnato, e non si tratta di un destino felice.Nivea non passa inosservata e gli uomini la desiderano perchè lei sa come incantarli; la ragazza usa il proprio fascino selvaggio, senza freni, per conquistare, e lei stessa viene attratta da alcuni uomini che, per ragioni e in momenti diversi, faranno parte della sua vita.
Nivea sa che non deve dare a nessuno il proprio cuore, se vuole evitare di soffrire, ma non sarà così semplice, neppure per una donna decisa come lei.
Infatti, anche la sensualissima Nivea ha bisogno di amare ed essere amata, e del resto amare è l’unico lusso che può concedersi, anche se questo significa star male e fare scelte dolorose.

“Figlia di nessuno” è un breve romanzo che ruota attorno alla protagonista femminile, la cui bellezza e il cui modo di fare attraente esercitano un potere seduttivo sugli uomini, come un incantesimo, una malia, e questo fa sì che incontri, sul suo cammino, tanti uomini, da quelli che vogliono soltanto divertirsi, ad altri che invece perdono la testa per lei; c’è pure chi cercherà di toglierla dal mondo della prostituzione.

La vita di Nivea è breve ma intensa e in qualche modo la ragazza riesce a sfuggire alla triste e dura realtà delle favelas e addirittura a inseguire ideali civili importanti, lottando per essi, sempre con quella veemenza, con quel calore che le appartiene per natura.

Gli amori vissuti da Nivea le daranno tante sensazioni ed emozioni travolgenti, donandole piccoli momenti di felicità ma anche di tormento, e sarà costretta a prendere decisioni che la faranno soffrire.
Ma l’importante per lei è vivere ogni giorno con intensità, amando, anche quando ciò comporta rinunce e sofferenze.
L’ambientazione brasiliana ha quell’esoticità (alla quale contribuisce anche l’utilizzo delle tante espressioni e parole in lingua) che immerge totalmente il lettore nel contesto, lo affascina e, al contempo, mette un po’ di amarezza al pensiero della miseria che caratterizza determinati luoghi del mondo.
Nivea è un personaggio femminile particolare, che ha un fuoco dentro di sè, il sesso e l’eros contano nella sua vita e lei è piena di passione, non si vergogna di abbandonarsi al piacere dei sensi; ma è anche alla ricerca dell’amore e l’idea di amare per davvero e in modo assoluto un uomo, fosse anche per un tempo breve, è ciò che davvero aspetta per dar senso alla propria esistenza; anzi, fino a quando non farà l’esperienza dell’amore vero, è come se fosse eternamente insoddisfatta e prendesse a morsi la vita spinta dalla fame inspiegabile per qualcosa di sconvolgente che finalmente la faccia sentire davvero viva.

Il modo di scrivere dell’Autrice intriga il lettore, è una scrittura vivida, che ci fa percepire tutte le sensazioni della protagonista, e ha un che di “musicale” perchè il suo racconto giunge a noi come una nenia, lasciandoci un po’ di malinconia, di nostalgico rimpianto per questa donna che, a dispetto di una sicurezza e sfrontatezza ostentate, nascondeva uno spirito libero e una fanciullesca voglia di vivere la vita senza legami e gabbie.

Una lettura breve ma coinvolgente. 

FIGLIA DI NESSUNO: LE PICCOLE RECENSIONI CHE VALGONO MILIONI.

Un grazie sentito, sincero, di cuore a tutte le persone che hanno recensito la mia Figlia di Nessuno su Amazon.it e su Goodreads. Forse non sanno quanto importanti siano le recensioni, anche minime, a un libro per un autore.

Grazie, di cuore nuovamente.
a.
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FIGLIA DI NESSUNO: LA RECENSIONE DE LA STAMBERGA DEI LETTORI

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Una premessa è obbligatoria:
Il volume, oltre alla novella principale che dà il titolo all’intera opera, racchiude mediante un appendice anche altri testi quali racconti brevi, articoli o stralci di altri romanzi (come Mira dritto al cuore, recensito qualche tempo fa sempre su questi schermi), in qualche modo connessi sempre al Brasile e all’amore dell’autrice stessa per la sua terra natia, che traspare dalle pagine.
Una scelta che se da un lato può sembrare interessante, perché denota la conoscenza sostanziale che l’autrice detiene con l’ambientazione o risultare anche simpatica, se per esempio ci si concentra sul racconto dalle tinte autobiografiche “A Senhora” che ci svela le vicissitudini del nome della Di Cesare, dall’altro però potrebbe rischiare di togliere l’attenzione del lettore dall’intensità della storia principale, sulla quale comunque vogliamo concentrare la recensione di oggi.
Figlia di Nessuno è una novella che basa la storia sul riscatto sociale, affrontato in modo ampio, truce e coinvolgente, ma assolutamente delicato da leggere. Al centro c’è Nivea, una giovane donna delle Favelas, che ha vissuto sin dalla prima infanzia l’orrore di una vita frettolosa, a grandi balzi.
Figlia di una delle donne più belle del morro e cresciuta sola in un ambiente ostile, che permane il suo ambiente di vita e ne costituisce con un legame invisibile le sue stesse origini, ha visto prima sua sorella morire, e poi la madre divenire un peso, investendo lei dell’ingrato compito di mandare avanti la carretta, con l’unica cosa che sa fare: sfruttare la sua bellezza e ballare.
Il legame materno è uno dei temi centrali della storia, sia per come Nivea è attaccata a sua madre, sino a quando non diventerà orfana, sia perché lei stessa ha modo di sperimentare la forza di un cordone ombelicale teso e poi spezzato, situazione che comunque tormenterà la sua breve ma intensa esistenza sino all’ultimo respiro.
Il legame paterno invece, è più che altro immaginario: la madre non ha fatto altro che raccontarle di Thiago, il grande uomo passionale con cui ha avuto una breve relazione, ma la stessa Nivea ci propone due situazioni diverse, parlandoci anche di un giovane italiano che potrebbe essere in realtà il suo vero padre e che sarà, a causa dei familiari, il motivo stesso dell’improvviso declino di sua madre. In entrambi si coglie tra le pagine un cumulo di aspettative irrisolte nel rapporto, che per farle detenere l’equilibrio deve mantenersi un affetto sicuramente sentito, ma più che altro immaginato.
Nivea è proprio libera nel suo essere di nessuno, e non si arrende mai. Forse proprio questa sua determinazione, oltre a farla crescere e conoscere il sesso e la prostituzione troppo presto, riesce in qualche modo a salvarla, facendole raggiungere pian piano una sua emancipazione dalla Favela, mettendola in condizioni di poter toccare i fili del potere.
Questo di certo avviene con le relazioni che intesse, portandola prima a esibirsi in locali prestigiosi e poi a diventare la donna di Agenòr, un influente politico che vede nel popolo ai margini una risorsa e sfrutta proprio la sua appartenenza per attrarre la popolazione della Favela, solitamente esclusa dal dialogo sociale, per rappresentare le istanze. E così Nivea, che comunque non rinuncia al potere del suo sangue sensuale, diventa interlocutrice e rappresentante di tutta una nazione, che lotta per affermarsi ed essere presa in considerazione.
Un aspetto di certo prevalente è l’ambientazione della storia: il Brasile, dalle casette di cartone alle sparatorie, al traffico di droga, alla gioia di vivere nonostante una vita di stenti, un ambiente lontano dai noti circuiti turistici ma ben presente nell’immaginario collettivo.
In questo senso aiuta non solo il potere descrittivo dell’autrice, che trasforma le immagini in maniera nitida e immediata, ma agevola l’interlocuzione che sa mischiare la lingua portoghese nei momenti giusti al narrato, rendendo tutto il quadro sinceramente più dinamico.
La scrittura è pulita e curata, con uno stile accattivante, che mai casca in errore, un pregio abbastanza raro di questi tempi. Il racconto esprime la sua visione in prima persona, tutti i personaggi pertanto acquisiscono spessore o sfumano sulla base dell’onda emotiva di Nivea, che idealizza a volte ma più spesso riesce a concretizzare in modo oggettivo l’interlocutore. Poche pennellate ma decise compongono le scene, con la costante presenza dei colori, degli odori e delle sensazioni a essi correlati.
Di sicuro l’esperienza di lettura è positiva: Figlia di nessuno ci parla in modo sintetico eppure puntuale di una dimensione di vita precaria, ma che reca in sé oltre all’orrore degli stenti anche la voglia di cantare la speranza, la rivalsa, il potercela fare.
Un libro di sicuro che merita attenzione, da dedicare a tutti coloro che hanno bisogno a volte di trovare un motivo per andare avanti e quindi di un confronto con un’esperienza, ben lontana da noi, con la quale fare i conti prima di ripartire.

Un grazie di Cuore, La Stamberga dei Lettori.
Ma proprio di cuore grazie.

FIGLIA DI NESSUNO SU ROMANCE NON STOP: PRESENTAZIONE

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Figlia di nessuno è stata ospitata sul blog ROMANCE NON STOP e il Gruppo Facebook di appoggio LE HARMONYNE. Ringrazio Silvia Cossio per l’ospitalità e accoglienza calorosa.

Spesso mi capita di ascoltare una melodia e di avere la sensazione che quella canzone, o più semplicemente la voce che la canta, mi racconti qualcosa di altro, che va oltre  il significato o la storia inizialmente trasmessa.

È stato il caso di Sohnar não custa nada, enredo oficial al Carnevale del 1992 della Escola di Samba Mocidade Indepentente de Padre Miguel di Rio de Janeiro. Ogni anno, infatti, tutte le scuole di samba scrivono un inno ufficiale che sarà cantato durante la sfilata nelSambodromo e nei giorni di festa ininterrotta. Tre giorni di canti, balli a ogni angolo di strada nella Zona Sul (Zona Sud, la parte più luccicante e turistica di Rio) e di fronte alla Bahia di Guanabara, sullo sfondo del Pão de Açucar e con la benedizione del Cristo Redentor, statua che svetta a braccia aperte dal Corcovado. Quella canzone, ascoltata durante l’unico Carnevale a cui io abbia mai partecipato, mi entrò così tanto sotto pelle e dentro il cuore che decisi un giorno gli avrei dedicato un racconto.

Ma nel mio caso, spesso, i racconti che scrivo si animano di vita propria, si ribellano alla loro creatrice e non accettano di restare soltanto tali. È stato il caso di “Figlia di nessuno”, il mio canto d’amore per il Brasile, paese che mi ha visto nascere e che mi ha accolto per i tre anni più importanti e formativi della mia vita e che ancora palpita nel mio cuore e nella mia anima un pochino carioca.

Nivea Maria Gonçalves  Mello è una donna delle favelas di Rio de Janeiro. Balla e si prostituisce per causa di forza maggiore. Non conosce l’identità dell’uomo che l’ha generata, ha perso la madre molto presto. Non le importa comunque di scoprire il segreto del suo passato, quello che le interessa davvero è attraversare la vita senza illusioni che, secondo lei, possono essere fatali. Riuscirà a uscire dal fango in cui ha vissuto ma sarà costretta a farvi ritorno, attratta dal richiamo irresistibile della vita stessa. Un racconto breve, oggi divenuto in realtà una novella, che è stato scritto di getto e su cui ho poi meditato a lungo, perché la mia più grande preoccupazione era quella di essere rispettosa nei confronti dei brasiliani, della loro cultura e del loro meraviglioso modo di essere.

A gennaio 2016 con una versione più corta, partecipai al Concorso Letterario Verbania for Women 2016, presieduto dalla meravigliosa Mariangela Camocardi e, con mio sommo stupore, risultai tra le finaliste. Quando Mariangela mi informò che si sarebbe realizzata una raccolta con tutti i testi finalisti, le chiesi il permesso di tenere quel racconto per me perché… aveva ancora qualcosa da dire. Nivea, la mia protagonista, ballerina di samba e prostituta, doveva ancora rivelarmi la storia di violenza per cui la madre aveva perso la vista e anche del suo forse unico, vero amore, João. Una parte di storia che nemmeno io, allora conoscevo.

E con il sottofondo musicale di Sonhar não custa nada, ho ripreso questo testo e ne ho fatto il romanzo breve che il 25 novembre uscirà in ebook e in cartaceo.

Un romanzo di cui sono orgogliosissima per una serie di motivi, non solo per il contenuto che raggiunge personalmente il mio io più intimo.

<<<continua sul blog>>>

FIGLIA DI NESSUNO NUOVA RECENSIONE: IL GIORNALE DI ROBERTO B.

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Nivea nel cuore, non sul corpo…
Prendere in mano la propria vita. Nivea Maria Gonçalves Mello Branco. Tante parole per indicare un cuore puro, un’anima lacerata dalla violenza che chiedeva soltanto un po’ d’amore e comprensione. Nivea è la protagonista di questa storia che non può essere reale, e non lo dico perché so per certo che sia così, la mia affermazione dipende dal fatto che mi auguro che nessun essere umano possa mai soffrire come la dolce Nivea. Anche se so che accade… La madre è una mulatta e vive nelle favelas. Cosa fa per tirare avanti? Di tutto e di più. Il suo sogno? Essere amata e vivere in America, un giorno… sognare è l’unica cosa che può permettersi, perché non costa niente. Nivea ha capito che i sogni sono gratis, eppure possono esserti strappati anche quelli, in ogni momento. Quindi ha deciso di affrontare la vita per quella che è, senza cinismo, semplicemente imparando cosa sia la realtà, imparandola sulla propria pelle, toccata da mille mani eppure mai accarezzata… Nivea ha capito le regole del gioco, soprattutto la numero uno, la più importante: lei è figlia di nessuno. Tutto il resto non conta, sono solo granelli di polvere da scrollarsi dal cuore, in attesa di un po’ di felicità che, prima o poi, arriva…
Amneris Di Cesare ha un dono: riesce a penetrare nella nostra mente e nel nostro cuore senza che nemmeno ce ne rendiamo conto, finché i nostri sentimenti e le nostre percezioni non impazziscono, destandoci da un lungo torpore.Un libro che vi donerà gioia? Non lo so.
Un libro che vi lascerà qualcosa dentro? Potete scommetterci…

<<<Qui la recensione completa>>>

SEMPRE SU FIGLIA DI NESSUNO: EMILIA CINZIA PERRI MI HA RECENSITA

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La scrittura precisa e ammaliante dell’autrice trascina il lettore in una favela di Rio de Janeiro e gli fa vivere la vita attraverso gli occhi, la mente e il cuore della protagonista, Nivea, che trascorre la sua esistenza nell’unico modo concesso a chi, come lei, è “figlia di nessuno”. Vivere per Nivea significa sopravvivere, fare parte di una realtà dura, priva di sogni e ricca di prove da affrontare e superare. Eppure, anche se la protagonista afferma e ribadisce più volte che i sogni sono un lusso che non si può permettere, che i sogni non fanno parte del suo mondo sanguigno e spietato… proprio lei finisce col dimostrare quanto i sogni sono essenziali all’esistenza degli esseri umani e come, in definitiva, non li si possa separare dalla vita stessa. Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.

Bellissima recensione di Emilia Cinzia Perri sulla mia Figlia di nessuno. Grazie infinite!

 

Figlia di nessuno: un progetto di successo (4)

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Sempre parlando del “Progetto Figlia di Nessuno”, arriviamo infine alla promozione.

Conosco Lucia C. Silver di E’ scrivere da qualche anno. In chat, di sera, insieme a un’altra amica e grande professionista in campo editoriale, chiacchieriamo amabilmente di drama, di manga, di anime e di editoria, scambiandoci pareri e consigli preziosissimi a riguardo. Lucia ha corretto e dato opinioni sulla quarta di copertina degli altri miei libri auto-prodotti (Duel, Misterioso è il cuore e Vorrei averti adesso), per cui della sua pignoleria e  scrupolosità ero già al corrente in anticipo. Quando mi ha proposto di occuparsi della promozione di Figlia di nessuno, non mi sembrava vero. Sapevo di non poter chiedere di meglio. E non ne sono stata delusa.

Lucia ha seguito le fasi antecedenti la pubblicazione passo passo, più volte interagendo sia con Luana che con Luna; mi ha composto un Comunicato Stampa magnifico e lo ha divulgato in maniera capillare tra testate giornalistiche e blog-lit. Ancora oggi arrivano alle nostre caselle di posta segnalazioni dai vari blog che si occupano di recensioni di libri e del genere di Figlia di nessuno e tutto grazie al suo mailing.

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Grazie al suo interessamento, Figlia di Nessuno è stata recensita dai migliori blog della rete e quelli il cui giudizio e sempre onesto e severissimo.

Segnalazioni su blog:
REGIN LA RADIOSA
WHAT REGIN WANTS ABOUT LOVE&BOOKS
ROMANTICAMENTE FANTASY
SOGNANDO LEGGENDO 
EMOZIONI FRA LE PAGINE
SILENTLY ALOUD
BRICIOLE DI PAROLE 
THE READING’S LOVE BLOG
LIBERARTI
READING AT TIFFANY’S
CHICCI DI PENSIERI
RETE-NEWS

Recensioni su blog
BABETTE BROWN
SOGNANDO TRA LE RIGHE
SOGNANDO LEGGENDO
LA MIA BIBLIOTECA ROMANTICA
INSAZIABILI LETTURE
SOGNANDO TRA LE RIGHE
I MIEI SOGNI TRA LE PAGINE

Ha progettato, realizzando anche le schede grafiche relative, un gioco/quiz a premi riguardante il Brasile e le sue caratteristiche,  che ha divertito gli aspiranti lettori.

Ha pianificato inoltre un blog-tour meraviglioso che in più occasioni mi ha lasciata a bocca aperta e con il cuore gonfio di emozione, occupandosi non solo della logistica ma anche delle cover grafiche che lo presentavano.

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Lucia C. Silver (qui il suo sito web professionale, da pochissimo in rete) si è dimostrata una professionista di grande competenza e talento.

Figlia di nessuno è, per quello che mi riguarda è un gran bel prodotto. Non dovrei dirlo, forse, perché sono di parte? Io lo faccio ugualmente, perché dopo tanti anni passati a lamentarmi, ora qui ora là, per le scelte non condivisibili di alcuni miei ex-editori, oggi posso confermare, assolutamente convinta di ciò che affermo, di esserne pienamente, totalmente soddisfatta. E permettetemi inoltre di dire anche che Figlia di nessuno dimostra, una volta di più che, a parte la scrittura, attività creativa che richiede molto lavoro e sudore a priori, in un libro ben fatto e ben prodotto anche se autonomamente ci deve essere a monte anche un lavoro di editing, grafica e confezionamento professionale e attento. Figlia di nessuno, direi che ne è la prova tangibile.

Probabilmente non sarà un successo di vendite, non sarà schizzato in vetta alle classifiche di Amazon, ma lasciatemi dire “chissenefrega!” Figlia di nessuno ha ottenuto sempre e soltanto recensioni positive e questo basta ad assicurarle un piccolo posto sul podio dei progetti riusciti bene.

E’ un successo in termini di collaborazione, professionalità e competenza. Che sono le ragioni principali e le caratteristiche fondamentali per cui si inizia e si porta a termine un progetto degno di tale nome.

Un grazie dal profondo del cuore, pertanto, a Luana, Luna e Lucia.
(p.s.: avete notato che tutte e tre – pseudonimo o meno – hanno il nome che inizia per Lu? Coincidenze? Io non credo. )

 

#FIGLIADINESSUNO BLOGTOUR: 4 TAPPA

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Quali sono i temi affrontati in Figlia di nessunoI temi trattati sono principalmente la forza e la caparbietà nel percorrere la vita, nel combattere con qualunque mezzo le difficoltà oggettive dell’ambiente in cui si nasce e si è costretti a vivere e il superare ogni ostacolo senza vacillare, cosa che la mia Nivea sa fare molto bene. Il romanzo lo considero in parte una “costola” del mio primo romanzo, Nient’altro che amare (Edizioni Cento Autori), pubblicato nel 2012. In Nient’altro che amare la protagonista, Maria a’zannuta, supera le brutture della vita e l’emarginazione a cui viene costretta dal suo stesso paese attraverso l’amore che non può fare a meno di provare per le sue creature e per gli uomini con cui li ha avuti. In questo primo romanzo, Zannuta usa l’amore come arma di riscatto. In Figlia di nessuno, invece Nivea non si concede che una volta sola, il “lusso di amare”. Quasi fosse una sorta di premio che la vita le deve dopo tanto lottare.

Sei di origini brasiliane e per la promozione del romanzo è stato organizzato anche un quiz sul Brasile. Che rapporti hai con questo Paese? Quando lo hai visitato l’ultima volta? Come ho accennato nella prima domanda, sono nata in Brasile, per anni ho sognato, sperato, anelato di poter un giorno visitare quel paese e a trent’anni mi si è presentata la possibilità di andarci a vivere per un certo periodo di tempo. Ho vissuto in Brasile per tre anni. Tre anni di grande difficoltà – il Brasile si affrancava allora da una lunga dittatura, vivendo una situazione politica critica e un tasso di povertà e violenza immensi, contro un’Italia che ancora doveva entrare in quello che sarebbe stato il lungo periodo di recessione degli anni ’90 – ma anche di indicibile bellezza. Ho studiato la lingua con una pignoleria inusuale (io parlavo già bene il francese e l’inglese, strumenti di lavoro) e ho cercato anche di studiarne la letteratura e comprenderne usanze e credenze. Non in maniera approfondita, purtroppo, il tempo per farlo è stato pochissimo. Ma il Brasile, i suoi profumi, la lingua meravigliosa, i volti delle persone mi sono rimasti dentro. Per anni guardavo ogni programma, saccheggiavo la rete alla ricerca di telenovelas o documentari sul Brasile. E ancora oggi, ne sento la mancanza quasi fisica. Purtroppo non sono mai più potuta tornare. Ormai sono venticinque anni che manco e la saudade si fa ogni giorno più forte.

<<<L’INTERVISTA COMPLETA QUI>>>