K-DRAMA, IL RITORNO

Chi appartiene alla mia generazione, o a quella immediatamente dopo si ricorderà senz’altro del video del gruppo A-ha, Take on me, dove una ragazza in una caffetteria viene attratta da un bel giovanotto, protagonista del fumetto che sta leggendo e risucchiata letteralmente nelle avventure disegnate in quel giornaletto.

Youtube, Take on me, A-ha

Io, come tante della mia generazione, ho visto e rivisto quel video su MTV fino alla noia, sognando di poter vivere un’avventura simile. Immaginatevi dunque la sorpresa di ritrovarsi, trent’anni dopo, a vedere un K-Drama dal titolo W – The two worlds dove questa trama viene sviluppata in maniera originalissima.

Da un po’ di tempo ho ripreso a guardare i K-Drama, trovandoli sempre più originali e d’ispirazione: la fantasia non eccessiva e non stucchevole dei coreani mi sorprende sempre ogni volta. W The two worlds è uno di quelli, usciti nel 2016 che mi ero persa e che solo qualche giorno fa ho potuto visionare. Inoltre è da qualche mese che il tema dei mondi paralleli mi sta letteralmente ossessionando, e ogni libro o drama o fiction che ne tratti l’argomento mi attira come la luce attira le falene.

In questo Drama, una giovane dottoressa Yeon-joo, specializzanda in chirurgia toracica, scopre che il padre, disegnatore di un popolarissimo webtoon, è scomparso. In casa sua scopre anche che l’episodio finale del cartoon prevede la morte del protagonista principale, Kang Cheol. Scioccata dalla notizia – lei stessa è da anni fan del personaggio creato da suo padre – si ritrova catapultata nelle avventure del webtoon perché trascinata dal personaggio stesso che le chiede aiuto e la implora di salvarlo. Kang Cheol è un giovane bellissimo, magnate dell’elettronica, ex-campione di tiro a segno, perseguitato da un maniaco serial killer che gli ha ucciso tutta la famiglia e da un procuratore ossessionato dall’idea che a sterminare la famiglia sia stato proprio Cheol. Il drama si svolge tutto attraverso l’alternanza tra vita “reale” e vita parallela nel webtoon, con momenti di altissima tensione e altri di delicatissimo romanticismo.

La trama è abbastanza semplice, gli effetti grafici la rendono interessante. Quello che mi ha affascinato particolarmente è la sotto-trama che a un artista può risultare assolutamente intrigante: il rapporto tra creatore – il grafico, l’autore, l’ideatore di un personaggio – e la creatura che esce dalla sua fantasia. I personaggi che un autore crea, spesso sono così vivi, tridimensionali da prendere vita, e ribellarsi, decidere delle proprie azioni e opporsi alle decisioni del proprio padrone. E’ ciò che i personaggi di questo drama faranno nei confronti del cartoonist che, arrivato a odiare il suo protagonista si trasformerà nel vero serial killer, osteggiato però dalla figlia, iniziale ideatrice del personaggio stesso e innamorata di lui. Le dinamiche tra creatore e creatura descritte in questo drama sono assai interessanti.

Non hai idea di quanta sofferenza mi hai provocato? Di quanto tu sia stato crudele con me? Di quanto dolore, di quanta…”
“Si chiama fiction. Tu sei solo un personaggio. Io ti ho disegnato così”

W The two worlds – immagine presa da Google Images

Sono rimasta incollata due giorni al pc visionando episodi su episodi. Un drama in 16 puntate, non tutte di grande livello, dopo il 13 episodio, ahimè, forse complice il fatto che programmi di questo tipo cambiano la trama a seconda del gradimento del pubblico, tutta la sceneggiatura si incarta in complicazioni forse inutili per generare una suspense che probabilmente non sarebbe stata necessaria, ma di sicuro un gran bell’esempio di originalità e freschezza. Da aggiungere alla mia lista di K-Drama preferiti.

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QUANDO LIBRO E’ SINONIMO DI AMORE

 

Tornare al mio blog personale, dopo tanto tempo significa anche tornare alle vecchie passioni. Una delle quali è quella dei K-Drama. Passione che non è mai tramontata, a dire il vero, il problema è stato che, impegnata a fare cose e farne tante tutte in una volta, non ho più avuto tempo per guardare la TV. Niente serie TV, niente K-Drama soprattutto.

Ma, a dire il vero, avevo bisogno di qualcosa di tenero e leggero in questi ultimi tempi e così, per gioco, ho iniziato a guardarli di nuovo, approfittando dell’occasione fantastica che ti offre Netflix: perché su Netflix c’è una vastissima scelta di produzioni asiatiche di Film e Drama e i più particolari, le produzioni più interessanti per tematiche e cura della scenografia e della sceneggiatura si possono trovare sottotitolati in italiano. Non è una cosa da poco.

Romance is a bonus book è forse uno di quei drama che al primo vaglio su cosa scegliere da guardare passa inosservato: una storia d’amore tra un editor di successo, Cha Eun Ho, interpretato dal bravissimo Lee Jong-suk (già visto nel bellissimo drama Pinocchio, che consiglio!) di 32 anni, e la sua devota e migliore amica Kang Dan-i, donna divorziata di 37 anni che anni prima lo aveva salvato da un incidente d’auto e che gli era rimasta al fianco, con un rapporto quasi fraterno fino al suo matrimonio.

Dan-i è stata tradita, abbandonata dal marito con una figlia da mantenere e alla ricerca disperata di un lavoro qualsiasi. 37 anni, infatti, sono troppi per il mercato del lavoro, Dan-i pare non essere più idonea a livello professionale ma, paradossalmente, anche troppo qualificata, con una laurea in marketing presso una prestigiosa università e un curriculum come copywriter di tutto rispetto; gli unici lavori che trova sono come operaia in una lavanderia part-time e come donna di servizio presso la casa di… Cha Eun Ho, il suo grande amico, quasi un fratello per lei, che però non sa che la colf che gli mette in ordine le cose è proprio Dan-i. L’orgoglio sembra essere un forte sentimento tra gli asiatici, e Dan-i non è da meno, visto che non vuole essere compatita e spesata dall’amico.

Una selezione del personale presso la casa editrice dove lavora Eun Ho porta Dan-i a lavorare come assistente generale e a entrare nella realtà editoriale di Eun Ho. Sebbene assunta solo per effettuare lavori pesanti come fare pacchi, o fotocopie, o pulire la caffetteria e riassortire il frigorifero e l’area caffé, Dan-i si fa voler bene da tutti e riesce persino a portare a casa piccoli successi a livello creativo, proponendo alcune idee in merito ai libri di prossima pubblicazione. Nel frattempo, Eun Ho l’ospita a casa sua ma in casa editrice nessuno sa che i due si conoscono.

La storia prosegue leggera come le pagine dei libri che nel frattempo si leggono e si pubblicano in questi 16 episodi di delicatezza e poesia. L’ambiente stesso sono i libri: immense distese di libri e scaffalature fanno da sfondo infatti a questa storia d’amore che non disdegna di trattare seppur lievemente, argomenti importanti: la difficoltà delle donne – coreane in questo contesto, ma può essere estesa alla globalità della condizione femminile – dopo una certa età di essere reintrodotte nel mondo del lavoro, la fatica di rifarsi una vita dopo un matrimonio andato a finire male, il sacrosanto diritto, sempre delle donne, di decidere del proprio futuro e di conciliare matrimonio e carriera – attraverso le micro storie che gravitano attorno ai personaggi minori di questo piccolo grande drama – e ovviamente l’emancipazione delle donne dai condizionamenti di famiglia e relazioni sentimentali.

Insomma, grandi argomenti trattati con soavità, e soprattutto Libri. Protagonisti assoluti di questa storia d’amore delicata. Le lotte all’interno della redazione per far pubblicare libri di poesia, per esempio, poiché la poesia non “tira”, non fa guadagnare alla Casa Editrice, il difficile rapporto con gli autori dei best-seller, l’importanza e la difficoltà del lavoro degli editor che scelgono e creano i libri stessi.

Insomma, in questo drama si respira “editoria” – alla maniera coreana, è vero, ma è pur sempre una realtà per certi versi simile a quella nostrana – e l’amore è solo il filo conduttore ma non il protagonista principale. Eppure la chimica tra i due leader romantici e la bravura dei personaggi minori rendono questa storia una storia d’amore dolcissima e piacevole.

Io la consiglio vivamente.