STORIE D’AMORE IN PILLOLE: T’INNAMORERAI DI MARCO MASINI

Si conclude qui, con la numero 17 (il mio numero fortunato), la mia “carrellata” di “Storie d’amore in pillole”, una panoramica di tutta la mia produzione “romance” fino a oggi mai scritta.  La concludo con un pezzettino tratto da “Mira dritto al cuore”, anticipazione del romanzo che sta per uscire, probabilmente in Aprile, per Runa Editrice.


T’innamorerai – Marco Masini

T’innamorerai, forse non di me, 
starai ferma lì 
e succederà da sé
…da sé
Della libertà degli amici tuoi
te ne fregherai
quando t’innamorerai
…vedrai
Sarà bello da guardare
come un poster di James Dean
sarà dolce la paura
sganciandosi i blue jeans
sarà grande come il mare
sarà forte come un Dio
sarà il primo vero amore
quello che non sono io 

Eravamo rimasti soli. Brian e la madre erano già andati a dormire. Avevamo guardato un po’ la televisione ma ci eravamo stancati subito di assistere al programma insulso in onda quella sera. Si era accoccolato su di me, appoggiando la testa sulla mia spalla, e abbracciandomi si era appisolato. Ogni tanto mi stringeva forte, e rivolgeva il viso verso il mio, sorridendo. Mi sentivo soffocare, ma era piacevole, perché quella stretta mi raccontava il bene che mi voleva. Giocavo con i suoi capelli ribelli, e gli carezzavo le guance. Le ciglia bionde erano bagnate da lacrime; aveva nascosto alla madre e al fratello il suo dolore, ma ora che era rimasto solo con me, sapeva di essere libero di lasciarlo scendere in un’ultima corsa verso il nulla. Alzò di nuovo il volto in direzione del mio, e sempre a occhi stretti, rispondendo alle mie affettuose carezze, cercò la mia bocca. Non gliela rifiutai, pensando a un bacio casto tra fratelli. E invece fu un bacio vero, pieno di passione e di tormento.

Per un attimo il tempo si fermò in bilico tra lo stupore e la paura. Cosa stavamo facendo?
Lo sentii irrigidirsi e quindi staccarsi da me bruscamente, aprendo gli occhi e guardandomi interrogativamente. Sostenni il suo sguardo, imbarazzata.
«Che ore sono?» finse un risveglio confuso a cui risposi con falsa naturalezza. Tremavo e il cuore mi scoppiava in petto, ma non sapevo spiegare se fosse a causa del bacio, che sì, era stato davvero magico o del senso di colpa per aver baciato chi? Un fratello? Un amico? Il mio migliore amico? Avevo forse commesso un peccato mortale? Un incesto? Mi sentivo ondeggiare come fossi sul ponte di una nave e non riuscissi a restare in equilibrio. E lo sguardo che vedevo adesso su Thomas mi faceva stare ancora peggio. Era indecifrabile. Né indifferente, né partecipe. Davvero non si era reso conto di nulla?
«È meglio andare a dormire» disse alla fine, e barcollando si diresse verso la porta della camera richiudendola alle sue spalle e lasciandomi seduta su quel divano a ripercorrere i nostri ultimi gesti. E poi di nuovo, e di nuovo ancora, come un disco rigato che arresti la puntina e ripeta all’infinito l’ultima parola. Restai sveglia tutta la notte a chiedermi che conseguenze avrebbe avuto quel nostro incontro così ravvicinato.

Mira al cuore
di
Amneris Di Cesare
Runa Editrice
Aprile 2014

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