RECENSIONE A MIRA DRITTO AL CUORE DI ROMANTICAMENTE FANTASY


La recensione completa qui: http://www.romanticamentefantasy.it/recensione-mira-dritto-al-cuore-amneris-cesare/

RECENSIONE DI MIRA DRITTO AL CUORE: PERCHE’ UN LIBRO E’ PER SEMPRE

Mira dritto al cuore compie 3 anni in questi giorni. Per un romanzo, questo lasso di tempo potrebbe significare una sorta di “morte” o “messa a riposo”, perché ormai siamo abituati a bruciare ogni libro nei primi sei mesi dalla sua uscita, a valutarne il successo solo attraverso le vendite di quel breve lasso di tempo. Ma i libri hanno un’anima al loro interno e, alcuni di essi, anche un messaggio. Che non muore mai e non può mai andare “in pensione”.

A quanto pare è ciò che sta succedendo al mio Mira dritto al cuore, edito da Runa Editrice nell’estate del 2014. Ancora oggi ogni tanto qualche lettore entusiasta fa capolino sulla rete e mi regala recensioni come queste, vive, emozionanti perché vissute in prima persona. E non posso che esserne commossa.

Prima di finire di leggere Mira dritto al cuore:

 

appena finito di leggere Mira dritto al cuore:

 

Un grande, immenso grazie, dritto al cuore a Bruno Barillà per queste bellissime impressioni di lettura!

MIRA DRITTO AL CUORE: RECENSIONE DI ANGELA DI BARTOLO

Mira dritto al cuore è uscito a Giugno del 2014, quindi già tre anni fa. E’ stata una bellissima avventura, colma di tante emozioni, a partire da quella bellissima della prefazione di Laura Costantini e Loredana Falcone, e soddisfazioni (nella pagina dedicata al libro, potete trovare tutte le recensioni che nel tempo, questo romanzo ha ricevuto).

Oggi, a distanza di tre anni, un’altra splendida sorpresa: Angela Di Bartolo, insigne scrittrice fantasy e autrice di grandissimo talento (ho letto il suo Nero, libro dolcissimo per bambini e Per altri sentieri, raccolta di racconti molto bella e intensa, dallo stile pulito e originalissimo!) ha letto Mira dritto al cuore e lo ha recensito su Goodreads. Un grazie di enorme riconoscenza ad Angela per questa bellissima recensione. Di cuore!

Queste le sue parole:

“Mira dritto al cuore” è un romanzo che piacerà a chi ama le storie d’amore, ma quelle “vere”, non edulcorate, non tutte “cuore, amore e lustrini”. C’è l’amore, certo, un amore che dura una vita, ma ci sono anche l’amarezza, il dolore, la violenza, e poi la dolcezza dell’amicizia, il sereno dopo la bufera, la gioia duramente riconquistata. Una storia realistica dove non tutto è rosa: un “rosa” atipico potremmo dire, sicuramente un “rosa” intelligente nei cui personaggi molti/molte potranno immedesimarsi. Ma anche chi ha avuto esperienze diverse da quelle dei protagonisti, chi si sente diverso da loro per idee o temperamento, potrà ugualmente partecipare alle vicende riflettendo, confrontandosi con le scelte di Sarah, di Thomas e degli altri, a volte approvando tali scelte, a volte disprezzandole, a volte arrabbiandosi coi protagonisti. Perché è questa la vera magia di questo libro: Amneris ti fa “vedere” i personaggi, te li fa sentire mentre parlano, mentre mentono, mentre gridano e il tutto è reso più credibile dalla scelta di raccontare la vicenda in prima persona, attraverso gli occhi e il cuore di Sarah dalla sua adolescenza all’età adulta, da ragazzina viziata e sognatrice alla sua pienezza di donna e di madre. Per quanto riguarda la scrittura, lo stile è fluido, estremamente scorrevole: trecento pagine che scorrono via veloci come i fotogrammi di un film (fra parentesi, sarebbe un ottimo soggetto per un film di successo). Amneris mostra un vero talento nel costruire storie introducendo personaggi, abbandonandoli, facendoli ritrovare in maniera naturale e sorprendente al tempo stesso, così come accade a volte nella vita reale. Un romanzo che piacerà alle donne ma anche agli uomini curiosi di indagare sulla complessità (e le complicazioni?) dell’animo femminile.

MIRA DRITTO AL CUORE: RECENSIONE DI LIBRI DI CRISTALLO

 

 
La prima cosa che mi viene da dire riguardo questo libro è sicuramente che non tratta la classica storia d’amore tra uomo e donna e, anzi, colpisce questo sentimento rendendolo un’ancora di salvezza, ma anche di perdizione. La protagonista Sarah è inizialmente una ragazzina piena di vita che pian piano, crescendo, perde la sua gioia a causa di tutte le cose che le accadono nel corso della vita e sopratutto a causa di Andrea (non posso dirvi perché, o cadrei nello spoiler!). Questo personaggio mi è piaciuto, ma in alcuni tratti ho trovato la psiche della donna davvero contorta a causa del suo passare continuamente di uomo in uomo. A un certo punto questa situazione mi aveva quasi infastidita e stavo lì a chiedermi ‘ma perché fai così se sai di amare Thomas?!?!?’. Alla fine ho cercato di immedesimarmi nella sua testa e credo di essere riuscita a comprendere il tarlo che la mangiava dall’interno, anche se non ho mai capito appieno il suo sacrificio nei confronti di Andrea.
Thomas, d’altro canto, è un personaggio insicuro che fa praticamente la stessa cosa di Sarah: si abbandona ad altre donne, pur di non ammettere il suo amore verso la migliore amica.
La storia è combattuta, piena di colpi di scena agrodolci e dalle tonalità molto scure. Si tratta, infatti, di un libro dalle tonalità nere in cui oltre all’amore puro, vengono toccati altri temi più sofferenti: l’amore violento, la malattia, la morte e il rifiuto.
Si tratta di un libro molto scorrevole, scritto con uno stile maturo, ma allo stesso tempo leggero, che rende i temi trattati più semplici da gestire. Mi è piaciuta molto la suddivisione dell’intero volume in fasi vitali, facendo degli sbalzi temporali interessanti e per nulla fuori luogo. Consiglio questa lettura a chiunque abbia voglia di scoprire diversi lati dell’amore ed abbia voglia di imparare a dar retta al proprio cuore, senza evitarlo disastrosamente.

BUON COMPLEANNO PENNYWISE!

it_coverIl 16 settembre di trent’anni (1986) fa usciva in libreria negli USA IT, il romanzo horror di Stephen King,  diventato poi cult della narrativa e non semplicemente di genere horror contemporanea. Più di 1000 pagine di scrittura “cremosa e densa”, come amo sempre definire io lo stile narrativo del “RE” dell’editoria moderna. Perché sebbene non ami il genere horror (non amo in particolare la separazione in genere letterario da parte degli editori riguardo gli argomenti trattati nei romanzi, cosa che trovo sempre più limitante) questo romanzo in particolare, rispetto a tutti gli altri che di King successivamente ho letto e non necessariamente appartenenti a questo genere,(si pensi a La Torre Nera,  serie di romanzi di genere fantastico, un mix tra western, horror e fantasy, o a Il miglio verde, che non può inquadrarsi in nessun genere letterario se non il mainstream), rappresenta per me la pietra miliare, o se vogliamo il giro di boa vero e proprio riguardo alla mia personale scrittura.

Ormai quasi 15 anni fa partecipavo attivamente alle discussioni in atto su un forum di scrittori e scritture (WMI), e mi ritrovai a chiedere agli esperti, che sapevo gravitavano in quello spazio virtuale, se raccontare una storia a pezzi, andando avanti e indietro nel tempo, fosse una cosa fattibile.

Mi rispose l’editor responsabile allora del gruppo dicendomi:
si chiama tecnica del flash backSe vuoi imparare e capire come si utilizza e quando, leggi It di Stephen King.”
Comprai il libro, per curiosità – questa cosa mi aveva intrigato – e per documentarmi su quella che pensavo fosse una strana esigenza mia e una scelta molto azzardata per qualcuno che, come me, non aveva mai scritto ancora un romanzo fino alla fine.
Divorai il libro in una settimana scoprendo allora un Grande della narrativa contemporanea, uno Scrittore con la S maiuscola, un Maestro e un Genio di stile e immaginazione.
E poi scrissi Sirena all’orizzonte.

Sirena all'orizzonte

Sirena all’orizzonte

Ma una volta ottenuto l’insegnamento e la spiegazione che cercavo, la sensazione di appartenenza che quel libro mi aveva lasciato non mi abbandonò neppure passato qualche anno. E cercando ispirazione o anche solo un “gancio” per costruire la comunicazione tra due personaggi che stavo imbastendo e che poi sarebbero diventati Sarah e Thomas in “Mira dritto al cuore“, IT Il Libro, si presentò quasi automaticamente nella mia mente:

«Ehi, ci sono prima io!» esclamò sgarbatamente qualcuno dietro il porta libri girevole. Era sempre lui, il ragazzo biondo del miniclub. Thomas.
«Scusami, non ti avevo visto…» risposi, cercando di evitare lo scontro.
«Se cerchi quelli in italiano, sono dall’altra parte» indicandomi un’altra libreria rotante, più vicino alla cassa.
«Non ne voglio uno in italiano. Lo voglio proprio in inglese. Io lo parlo e lo leggo… perfettamente…!» mentii. A scuola riuscivo a strappare appena la sufficienza. Ecco perché volevo andare in America, per imparare a parlarlo bene. Era indispensabile se volevo diventare interprete!
«Oh, how nice!» rispose con un perfetto accento britannico. «So, you absolutely must read this!», devi assolutamente leggere questo. Ero riuscita a comprendere cosa volesse dirmi, e sospirai per il sollievo. Ma di rispondergli a tono, neppure a parlarne! Mi porgeva nel frattempo un libro voluminosissimo, di almeno mille pagine. Aveva la copertina nera e un pagliaccio dalla bocca rosso acceso che sembrava sbucarvi fuori. Le sue mani erano gocciolanti di sangue e aveva un ghigno malefico. Il titolo era brevissimo: “IT”. Pronome personale alla terza persona singolare, neutro. “Esso”. “La cosa”. O qualcosa del genere…
«Ma è enorme!»
«E allora? Ti spaventa leggere?»
«No, anzi, ma…»
«Ma leggere in inglese un libro così è forse un po’ troppo difficile vero? In effetti non c’è ancora la versione tradotta initaliano…»
«Non mi spaventano i libri grossi. Conosco questo libro, è appena uscito… ne parlano tutti! È che… non mi piacciono
gli…» guardai la copertina nera e non seppi trattenere una smorfia di disgusto «gli horror, ecco. Non è un libro horror questo?»
«Uhm, sì, in effetti lo è. Allora no, non fa per te. Il Re non è autore per tutti in effetti!»
«Come sarebbe a dire?»
«Stephen King scrive cose troppo… too deep, se capisci cosa voglio dire. Profonde. Non va bene per una ragazzina che ama gli harmony!» e nel dire la parola “harmony” aspirò la acca davanti e pronunciò la erre insistendo sul suono in modo molto affascinante. Dovetti riconoscere che aveva una pronuncia inglese davvero sexy.
«Io non leggo harmony!» e ricalcando la parola appena pronunciata tentai di imitarlo; in un gesto di stizza presi dallo scaffale il libro nero. «Se dici che faccio bene a leggerlo, lo leggerò!»
«No, dai, non volevo!»
Non ci fu nulla da fare, pagai e uscii di volata.

Mira dritto al cuore
Amneris Di Cesare
Runa Editrice
2014

 

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Mira dritto al cuore

Insomma, King, il “RE” della scrittura mondiale e il suo IT non sono stati solo una fonte di insegnamento ma anche di ispirazione e in tutt’altro ambito di quello del genere horror. Pertanto, incondizionatamente e con estrema riconoscenza, Buon Compleanno e grazie IT!

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BELLE PERSONE CHE INCONTRI AL SALONE: CRONACA DAL PARADISO DEI LETTORI

#SalTO16

Devo lasciare decantare un po’ le sensazioni che ho accumulato in questi due giorni di Salone Internazionale del Libro di Torino. Ho per il momento molta stanchezza da smaltire e piedi gonfi e terribilmente doloranti. Ho camminato in questi due giorni come non ci fosse un domani, ma senza avvertire né fatica né disagio, volando letteralmente da un Padiglione all’altro, da uno Stand all’altro ubriacandomi di libri e odore di carta stampata.

Il Salone di Torino, panoramica

Aver male alla schiena e i piedi gonfi, in questo caso è un buon segno. Significa che ho speso tutta la mia energia nel visitare, incontrare, sorridere, abbracciare. Conoscere di persona chi, spesso, condivide con me una passione virtuale. Quella per i libri.

A Torino c’erano molte persone che volevo incontrare.

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Io e Isabella. Il selfie era d’obbligo.

La prima, amica mia carissima, è Isabella. Persona con cui ho da sempre un grandissimo feeling virtuale, e con la quale condivido molte passioni (in gergo faisbukkese chiamati “tunnel”): Mika, Outlander, Harry Potter tra le tantissime che ci accomunano. Da anni progettiamo di incontrarci senza mai esser riuscite a realizzare questa possibilità ma l’occasione è spuntata dopo che Isabella si è trasferita a Torino. Finalmente Sabato ci siamo riuscite.
Che dire?
Il virtuale non esiste, dicono, ed è vero.
Perché dal momento in cui l’ho riconosciuta sulla piattaforma della stazione dei treni, con Isabella è stato come se fossimo andate a scuola insieme, se ci fossimo salutate due giorni prima, quel feeling che avvertivamo via web si è dimostrato essere semplice e naturalissima intesa. Lasciarla, infatti, oggi, per tornare a Bologna è stato doloroso.
Con Isa abbiamo passeggiato tra i libri della Fiera, ho riso, scherzato, condiviso.

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Isabella infiltrata agli accrediti. Che è comunque una bellissima sensazione.

Altro incontro a cui tenevo particolarmente era con Cristina Lattaro, la mia bossa, e Paola Fallerini, “bossa in seconda”. Cristina è forse la persona con cui mi sento più spesso per ragioni di Casa Editrice, ma non avevo ancora mai avuto occasione di incontrare Paola prima. L’anno scorso a Farfa, per un caso fortuito l’ho mancata per un soffio. Conoscerla è stato piacevole, perché mi ha dato a conferma di quanto avessi già intuito via internet: Paola è una donna competente, professionale e dotata di un’intelligenza acuta che mescolata a una gentilezza rara la rendono persona chiave in questo duo editoriale: oggi comprendo perché Amarganta sia cresciuta così tanto in così poco tempo e soprattutto sia riuscita a costruire un catalogo d’eccellenza. L’energia esplosiva e la curiosità entusiasta di Cristina viene arricchita dalla capacità riflessiva e profonda, dalla critica meticolosità di Paola. E questo permette di ottenere libri perfetti e di particolarissima raffinatezza.

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Le “bosse” Cristina e Paola sono ROCK!

Ho avuto modo di incontrare di nuovo Babette Brown (al secolo Annamaria Lucchese) con la quale mi trovo benissimo a collaborare al  blog http://www.babettebrown.it che porta il suo nome. Donna forte, lucida, dalla mente “acuminata” (sì, Babette, acuminata. Non è la replica dei “capelli fluidi” questa, è voluto, il termine e ti spiegherò perché!) perché l’intelligenza di questa donna è una sorta di freccia che punta diritto al cuore delle questioni e delle persone, senza tentennamenti, senza piaggerie. E’ dotata di un umorismo pungente, infatti, e vivacissimo, ed è impossibile non amarla subito. Ecco, Babette è una di quelle persone che mi piacerebbe frequentare spesso, e mi dispiace che abiti lontano.

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Scusatemi se gongolo. Ma Babette con maglietta in pendant col mio libro è un MUST!

E poi i “miei amori” Francesco e Guido. Felicissima di ritrovarli, abbracciarli, ritrovare quell’atmosfera di scanzonata allegria e ilarità che avevo scoperto a Farfa, riscoprire la goliardia cameratesca con Francesco, che mi ha subito riportato alle “nottate di editing condiviso” di due anni fa, quando in torride notti d’Agosto ci scambiavamo testi e riscrivevamo romanzi sulla base dei suggerimenti e delle reciproche stroncature.  Rispolverare la semplicità che l’empatia trasmette e che ha solo bisogno di uno stimolo, di una scintilla per accendersi nuovamente.

La presentazione di Amarganta a 360° è stata bellissima. Tanta gente tra il pubblico, tantissimi gli autori Amarganta a parlare delle loro “creature”. Babette ha moderato l’evento in maniera magistrale e coinvolgendo gli astanti con le sue domande sempre a fuoco e sempre dirette e intelligenti.

E poi l’incontro con Clara Cerri, finalmente. Che dire di lei? E’ bellissima, intelligente, piena di talento, così amabile da non poterla odiare neppure un pochino per quella sua scrittura così “cremosa” e suadente. Così simpatica da volerla come migliore amica, se non fosse che abita anche lei lontano.

Ma perché non abitate tutti a Bologna, ecchecca…volo?

Le “Ragazze di EWWA“. Le cito tutte insieme, perché erano tante, ed è stato stupendo vederle alla presentazione di Amarganta tra il pubblico a fare la hola e la clac! Grazie. Uno dei più bei regali avuti quest’anno è stata l’iscrizione alla EWWA. E che bello abbracciarvi e salutarvi. Ma tanto, con voi, riavrò presto occasione in altri incontri e workshop.

Alessandro Fieschi, “papà” di Oliver Lifeless e Monica Nicolosi, mamma premurosa che lo ha saputo disegnare così bene, ha presentato il suo libro “Oliver Lifeless” a un pubblico attento e curioso e il libro è andato ruba. Sono felice, perché questo piccolo romanzo Under15 mi è piaciuto immediatamente e in lui credo moltissimo.

Oliver Lifeless

Oliver Lifeless

E poi Fabio, Francesca, Cathlin, (sei andata via troppo presto, neppure il tempo di scambiare due parole!) Isabella, Stefano, Lidia, Lucrezia, Manuela… Sono felice di avervi incontrato. Un po’ meno che l’evento sia finito per me, perché avrei voluto restare di più in vostra compagnia.

Avevo, dicevo, tanta gente da incontrare al Salone di Torino. Una persona in particolare. Un’anima bellissima che è sempre disponibile a rispondere a qualunque richiesta io abbia e con la quale ho avuto l’onore di collaborare per anni in quella realtà bellissima che è Rete-News.it, Sara Frison. Una persona dolcissima che proprio non potevo mancare di incontrare e che purtroppo, le circostanze hanno impedito di trascorrere con lei più tempo in compagnia. Ma almeno un bacio e un abbraccio ce lo siamo potute scambiare con la promessa che in futuro non mancheranno altre occasioni di incontri. Insieme a lei una stupenda Beatrice Latella che, durante una chiacchierata qualche mese fa, mi promise una torta al cioccolato (in sostituzione di quella che io avevo ripetutamente bruciato) e che mi ha portato al Salone dopo essersi messa ai fornelli alle 6:00 del mattino. Grazie, Beatrice, mio marito sta apprezzando tantissimo, e io sono profondamente commossa dal tuo gesto dolcissimo (in tutti i sensi)!

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Gli angeli Beatrice e Sara. SMUACK!

Due giorni a Torino, tra amici vecchi, amici nuovi, e tanti libri. Due giorni bellissimi che già mi mancano tanto. E come sempre mi succede in queste occasioni, son pentita di non aver prolungato il soggiorno ed essermi goduta anche il lunedì di questa maratona editoriale così piena e soddisfacente.

Carissime Bossa1 e Bossa2 di Amarganta: rifacciamolo presto!

 

 

RECENSIONE MIRA DRITTO AL CUORE: LA STAMBERGA DEI LETTORI

Bellissima, molto accurata e precisa recensione di Il Gatto Zorba per La Stamberga dei lettori. Ecco, sono recensioni del genere che mi ispirano a insistere e a continuare.

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Recensione

Andando oltre la sequenza di vicissitudini che compongono questo romanzo, la prima caratteristica che salta agli occhi è proprio l’ambientazione strettamente italiana che in qualche modo fa emergere il testo tra le letture di genere che attualmente invadono le librerie. Il nostro Bel paese è teatro delle tragedie emotive e dei sensi di rivalsa della protagonista, invadendo il campo in lungo e largo, con Roma, Bologna e la Sicilia, restituendo comunque dignità al tessuto spaziale senza trascurare le peculiari caratteristiche oggettive dei territori in cui la scena si svolge. L’autrice ci racconta un’Italia composta dai locali, dal mare e di senso della misura cittadina dove tutto è riconoscibile e nel contempo assume anche dei connotati intimi, che incentivano la scena, la accompagnano.
Il romanzo comunque, per quanto possa sembrare che racconti il classico triangolo amoroso con tutti gli elementi compatibili, dai tremori ai litigi sino alle dichiarazioni emotive esplicite, proietta comunque il lettore nella nostra società culturale, in continua crescita, partendo da una figura femminile che non solo si limita a sognare, come le eroine di un tempo, ma dei desideri ne fa la sua emancipazione prima e la sua condanna poi, varcando i limiti dei canoni rosa per descriverci in modo puntuale e inappellabile la dimensione di genere femminile, con la lotta all’affermazione personale nel quotidiano, così come nell’impatto culturale.
Sarah ci conduce attraverso la sua storia all’indipendenza e le scelte di vita, alla maternità e alla violenza domestica consentendoci di fermarci a pensare, anche solo un attimo, sullo stato attuale delle carenze del nostro essere cittadini e uomini in un mondo dove ancora ci sono realtà in cui la prevaricazione delle donne è fortemente radicata. In questa ottica si percepisce una dimensione realistica di un’esperienza di vita. Sarah e gli altri protagonisti calpestano le scene di un epoca in movimento, tra gli anni novanta e il duemila, dove molto è stato portato alla ribalta dei riflettori sulle violenze di genere e sulla necessità di pari opportunità che non parifichino e basta, ma mantengano in conto le differenze oggettive per poter ragionare in termini di equità, idea sulla quale la protagonista potrebbe benissimo ergersi a eroina dei tempi moderni.
Durante la lettura comunque emergono con decisione la psiche dei vari attori, gli amori di Sarah in prima linea, da Thomas a Rudy, passando anche per Andrea, consentendoci di restare dentro la storia e di capirne l’indole.
Un altro tema prevalente è di sicuro il senso del destino che assume due significati distinti: da un lato l’archetipo della sua ineluttabilità e dall’altro la sua continua modifica proprio a opera delle scelte e dei cambiamenti personali degli attori in gioco, sfruttando al massimo la dimensione temporale dell’impianto narrativo che ci riporta delle vite che cambiano, crescono e si evolvono compiendo scelte e a volte non compiendole nemmeno, lasciando navigare la persona sulla scia degli eventi.
La resa finale appartiene quindi alle storie personali altamente tridimensionali che coinvolgono e stupiscono nella lettura, nonostante l’evidente predilezione all’happy ending, come è giusto che sia in certi casi.
Dal profilo formale Mira dritto al cuore risulta una lettura scorrevole e non pesante. Il testo è curato, il ritmo gestionale è buono, senza picchi e soprattutto senza errori logici nella concezione della trama e nel conseguente sviluppo. Non sempre si arriva a condividere gli effetti della storia e le ripercussioni, ma il rispetto per il vissuto comunque prevale sul senso soggettivo delle scelte che noi, al posto di Sarah, avremmo voluto compiere.
Di sicuro questo libro non può rimanere ancorato alla concezione di storia rosa, perché ne sfrutta i limiti per arrivare a dare concretezza a tutto un insieme di concetti che trascendono dall’amore alle tematiche sociali. SI presenta come un narrato ricco, che porta alla luce diversi dilemmi moderni, e che forse spiega come dinanzi alle difficoltà della vita, sia necessario fare caso alle emozioni, ma anche al modo con cui compiamo le nostre scelte.

Giudizio:

REGALI 2016: RECENSIONE DE IL REGNO DELLE PAROLE

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Recensione: 
Un’opera di tutto rispetto, scritto molto bene. I capitoli sono davvero ben fatti, hanno un ritmo incalzante, dei bei dialoghi e le personalità dei vari personaggi emergono con naturalezza, che attirano molto e in cui molti lettori si riconoscono. Un romanzo che attraversa gran parte della vita della protagonista Sara, narrando le sue vicende familiari, i suoi amori, le avventure.  “Mira dritto al cuore” tratta non solo tematiche più leggere: l’amicizia, l’amore, ecc…, e anche tematiche più importanti: la gelosia, la violenza domestica, la maternità e i relativi sacrifici. Ripeto…un’opera che merita veramente di essere letto…buona lettura da Aghi Gloria
Grazie, Il Regno delle Parole per questa bella sorpresa di inizio d’anno.
La recensione completa qui: 

NATALE SI AVVICINA: UN BEL LIBRO DA REGALARE?

 

Oggi post autoreferenziale. Il Natale sarà da un mese e mezzo circa, e qualcuno sta già iniziando a guardarsi intorno. Ebbene, a questi previdenti ho deciso di regalare un post con tanti bei consigli per gli acquisti che abbiano a che fare con i libri.

Ecco i miei consigli:

I libri consigliati, dove trovarli:

DUEL : Amazon.it   Kobo Store

MISTERIOSO E’ IL CUORE: Amazon.it  Kobo Store

SIRENA ALL’ORIZZONTE: Amazon.it   Kobo Store 

MIRA DRITTO AL CUORE: Amazon.it   Kobo Store 

LA SIGNORA SAN NICO’

POTTEROLOGIA: DIECI AS-SAGGI + 1 DELL’UNIVERSO DI J.K. ROWLING

MAMMA NON MAMMA: LE MADRI MINORI NEL MONDO DI HARRY POTTER

ANIME ALLA DERIVA

AMARGANTA.EU CATALOGO: 

MIRA DRITTO AL CUORE: UN LIBRO ON THE ROAD

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On the Road di Kerouac è uno di quei libri che vorrei assolutamente leggere prima di…
Ma che la nipote di una mia amica e fan dei miei scritti lo abbandoni per divorarsi le prime 150 pagine del mio Mira dritto al cuore è una cosa che mi riempie di orgoglio.
Lasciatemi gongolare…

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