#NANOWRIMO AGAIN

Ok, ricomincio con il #NaNoWriMo!
Non credo arriverò alla fine, ma l’importante, in fondo, è partecipare.

O no?

 

P.s.: Sul NaNo sono Ipanema 😉

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CAMP NANOWRIMO: PROVA SUPERATA

 

E in largo anticipo!

La cosa bella del NaNoWriMo è che ti spinge a dare il massimo, di pigiare sull’acceleratore della tua scrittura senza pensare alle conseguenze successive (editing, correzione bozze, congruità e caratterizzazione, ecc.) ma lasciarti andate a tutta velocità come su una moto lanciata all’estremo, in una strada libera senza semafori o incroci e pensare solo ad arrivare alla fine della narrazione e solo allora tirare un sospiro di sollievo e dire
WOW!
Che corsa!
Che brividi!
Che sballo!

Il Camp NaNoWriMo rispetto al contest di Novembre ha una marcia in più: le Cabin. Che puoi scegliere random oppure puoi formare con altri 11 amici e dentro le quali puoi chattare e discutere di scrittura, di ciò che stai scrivendo e confrontarti su vari fronti. Aiuta a sentirti parte di un tutto di scrittura e meno solo in questa corsa folle verso le 50.000 parole in un mese. E anche su altri fronti perché sei ti ritrovi a doverti fermare per una ragione o per l’altra, i membri della tua cabin possono fare il tifo per te e spronarti a riprendere il ritmo.

Ho iniziato a scrivere PRIMA che il Camp NaNoWriMo iniziasse, l’ho già detto. E sono già arrivata alle 50.000 parole. Adesso devo trovare il modo di rallentare chiudere la storia che ho con così tanta forza raccontato. Speriamo di riuscirci. Almeno un po’ prima delle 70.000 visto che sono già a 58.228.

Ma a tagliare si fa sempre in tempo. Fa male ma si può fare.
Lo farò, magari revisionando il romanzo al NaNoWriMo di Novembre.

SCRITTURA: PAUSA PASQUALE

Devo per forza fare una pausa.
Ho cambiato tutto mentre scrivevo.
L’outline è inservibile.
Le cose hanno preso un’impennata differente.

E allora d’accordo.
Niente scrittura fino a Lunedì.
Si medita, si lascia macerare il cambiamento, si indossa il testo e si valutano le mosse successive.
Nel frattempo, si ascolta musica.
La playlist del romanzo, appositamente selezionata per lui su Deezer.

 

CAMP #NANOWRIMO: FINISCO PRIMA?

Avevo detto che avrei tenuto un #CampNaNoWriMo Diary sui progressi fatti durante questo mese di Aprile-Camp, ma in realtà non l’ho più fatto. Perché? Perché, come avete potuto leggere nei post precedenti, i primi dieci giorni di Aprile li ho trascorsi a scrivere e a domandarmi perché scrivere proprio quella storia.

A dire il vero, per essere totalmente sincera, ho iniziato a scrivere a metà marzo e sono arrivata al 1 Aprile con già 32.000 parole circa scritte. In questi ultimi dieci giorni ne ho aggiunte altre 13.500, per un totale di circa 45.500 parole scritte fino a oggi. L’obiettivo è di scriverne 50.000 per la fine del mese di Aprile, quindi, direi che concluderò in Camp NaNoWriMo in grande anticipo.

La differenza tra il Camp di Aprile e il NaNoWriMo di Novembre, per quello che sono riuscita a comprendere, è che nel Camp ci sono le “Cabin”, o Capanne, dove dodici Nanowrimers possono raggrupparsi e chattare, discutere di vari argomenti relativi alla scrittura e organizzare le Writing Wars.

Cosa sono le Writing Wars? Sono delle vere e proprie sfide che i partecipanti della Cabin possono indire a una certa ora del giorno o della sera in cui ci si impegna tutti insieme a scrivere per un certo periodo di tempo e in contemporanea, collegati alla Cabin. Vince chi ha scritto più parole, ma in realtà è un modo per stare insieme e farsi ispirare o sfidare se stessi a una scrittura compulsiva. Perché nel NaNoWriMo lo stile non è importante. Nel NaNo, quello che conta sono le parole che si riesce a inanellare una dietro l’altra, poi ci sarà il tempo per la revisione e l’editing o addirittura la riscrittura.

Il Camp NaNoWriMo comprende anche l’editing, comunque. Si calcola in modo differente, magari non parola per parola ma viene considerato ai fini della classifica del NaNo.

In ogni caso, questa sfida del NaNoWriMo, anche se non si vince come sempre nulla, è stimolante. Non so che meccanismo inneschi, ma è vero. Si scrive. Si scrive di più e se si ha un progetto che langue, ti porta a concluderlo.

E VABBE’. RICADUTA. #CAMP #NANOWRIMO

 

Dicono che le ricadute son le peggiori migliori…
#Camp #NaNoWriMo.
Aprile 2017.
E vabbe’.
Tanto, ho detto che smettevo di pubblicare, miKa di scrivere.

 

#NaNoWriMo’S LAST POST OF THE YEAR

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Ok, questo potevo risparmiarmelo. E’ autocelebrativo, praticamente inutile perché non si vince niente – se non una sfida contro se stessi e scrivere 50.000 parole in un mese è comunque una bella sfida – e può sembrare un po’ uno “spararsi la posa” come si dice in crotonese. Eppure, dopo tutta la fatica fatta e la costanza nell’aver aggiornato i post sul #NaNoWriMo, be’, ci tenevo a mettere la parola “FINE” a questa avventura con qualcosa di più… istituzionale. E così eccolo, il certificato del National Novel Writing Month, altrimenti detto #NaNoWriMo che sancisce la mia personale e intima vittoria.

Il romanzo invece continua. Sono già arrivata alla chiave di volta. E siamo solo a 55K parole. Direi che altre 10K e potrò scrivere la parola fine. Non male per un romanzo che non riuscivo più a continuare da almeno un anno. Quindi, sì. Ho vinto.

Alla grande.

#NaNoWriMo: OBBIETTIVO RAGGIUNTO! 50.460 PAROLE!

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Ce l’ho fatta e con 5 giorni di anticipo! 50.460 parole. Convalidate dal sito ufficiale del #NaNoWriMo! Di un romanzo che, adesso che lo sto rileggendo, per almeno tre quarti dovrà essere riscritto. Ma va bene. Ho ripreso a scrivere. Ho intenzione di arrivare alla parola fine questa volta. E poi di dimenticarmi di questo manoscritto nell’HD e di pensare ad altro!

Nano Nano!

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#NaNoWriMo: NON HO IDEA DI COSA STO SCRIVENDO MA…

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Non ho la più pallida idea di cosa sto scrivendo. Lo scoprirò in fase di riscrittura. Ma se va avanti così tra qualche giorno per me #NaNoWriMo giunge al termine.

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Comunque, scusate. Devo continuare a scrivere.
Alla prossima!

#NaNoWriMo: SEMPRE PIU’ VICINO ALLA META

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Il #NaNoWriMo ha un grande pregio: obbligarti a scrivere laddove hai interrotto o hai smesso per mancanza di idee. E’ un grande strumento per tirarti fuori dalla sabbia in cui avevi nascosto la testa e obbligarti a produrre. Siccome hai solo 30 giorni di tempo per raggiungere il tuo obiettivo, che non è quello di scrivere il capolavoro del secolo ma quello di scrivere 50.000 parole in questo lasso di tempo, devi produrre scrittura senza preoccuparti troppo della forma e dello stile. Certo, è un’arma a doppio taglio: puoi scrivere 50.000 parole di merda. Questo puoi metterlo in conto. Ma se sei un amante della scrittura, se ormai maneggi le tecniche da un po’ di tempo, se sei anche un pignolo al punto da editarti a memoria, beh, questo rischio è molto meno grosso di quanto tu non possa pensare.

Avevo un romanzo iniziato l’anno scorso per gioco. Un ricordo, un pensiero, un’idea che aveva iniziato a prendere forma piano piano. Poi, come spesso mi succede, aveva iniziato a prendere una sorta di rincorsa. Avevo scritto le prime cinquanta cartelle nel giro di una settimana. E mi ero fermata. Sapevo che dovevo continuare, ma un’intervista qui, un concorso di beneficenza lì, un progetto per un saggio per un’antologia su, un self-published che volevo assolutamente pubblicare sotto, insomma, ridendo e scherzando, quel progetto è rimasto fermo per oltre un anno in una cartellina del mio HD. A niente era valso il creare una “Board” su Pinterest con le foto degli ipotetici personaggi per ispirarmi e continuare. Non ne avevo voglia. Ed ero quasi sicura che sarebbe rimasto uno dei tanti romanzi incompiuti che giacciono nel mio computer.

Poi è arrivato il #NaNoWriMo. Confesso di aver tentennato abbastanza. Ho un’altra idea in testa, ormai anche quasi tutta organizzata, con “board Pinterest”, outline, schede personaggi, trama scritta (più o meno); insomma avevo già fatto i compiti per questa idea, potevo tranquillamente iniziare a scrivere. E invece ho deciso di dare una chance a questo. Un romance un po’ strano. Forse, come di solito sono i miei, non un romance. E grazie a questa maratona, sto continuando. Adesso so che non sarà, non può esserlo, di sole 50.000 parole. Sarà molto, molto più lungo. Ma so anche che non mi fermerò più di scriverlo fino a quando non avrò scritto la parola Fine in fondo al manoscritto. E questo grazie a #NaNoWriMo!

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Perciò centomila di queste parole Nano!

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#NaNoWriMo: 35.884 PAROLE. CE LA POSSO FARE!

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La prova provata è nel conteggio delle parole del File in Word:

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E’ una mezza ciofeca eh, insomma, scritto di getto, senza rileggere, senza badare alla punteggiatura e togliere le ripetizioni, senza controllare quanti avverbi con finale in “ente” ho inserito, ma controllando attentamente la scaletta e l’outline. La cosa buffa è che non credo il romanzo si esaurirà in 50K. Dovrà essere più lungo di così. Ma sono contenta perché #NaNoWriMo mi ha fatto riprendere un progetto che avevo praticamente abbandonato al suo destino e non era un bel destino. Adesso invece sta diventando qualcosa di più organico.

14.115 parole al raggiungimento dell’obbiettivo. Forse ce la faccio!

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