LEGGERE. PERCHE’?

Immagine presa da Google Images.

 

Giovanna è sposata da quarant’anni ma con il marito non non c’è più feeling da tanto tempo. E’ rimasta insieme a lui per amore del figlio e vivono tutti insieme, lei, marito, figlio e anziani genitori di lei. Hanno un bel rapporto, vanno tutti molto d’accordo, però Giò, come la chiamano gli amici più stretti, sogna da sempre l’Amore, quello vero, quello della passione travolgente. A quasi sessant’anni è disillusa, quell’Amore non arriverà. Si sente sola, Giò, anche in mezzo a tante persone di famiglia, un numero incredibile di amiche che la circondano e la coccolano, l’ascoltano sempre. Ma per lei, l’unico sollievo è la lettura. Leggere la porta lontano, in quel mondo che sogna di muoversi e di vivere. E spesso – non sempre, alterna letture “impegnate” a letture più frivole – legge romanzi d’amore. Perché le danno sollievo. Le trasmettono l’illusione di vivere passioni sfrenate. Quelle che lei non ha potuto vivere.

Teresa è vedova. Il marito era un brav’uomo ma un uomo distratto. Lei ha avuto un solo figlio che ora è cresciuto e sposato. La nuora non la può vedere. Non ha mai capito perché. Non è stata una madre assillante, chioccia od ossessiva, ha sempre lasciato il figlio libero di muoversi e di fare scelte ed esperienze senza che lei lo frenasse o gli impedisse di vivere. Non è mai stata la suocera rompiscatole che critica tutto quello che fa la nuora. Ha sempre lasciato che i “ragazzi” avessero la loro privacy, la loro libertà. Quando sono arrivati i nipotini, li ha amati e si è data disponibile a tenerli, a permettere ai due sposi di riposarsi un po’ dalle fatiche del crescere bimbi vivaci e forse anche un bel po’ viziati, ma non si è mai intromessa nei metodi educativi né del figlio né della nuora. Eppure… La donna le ha piano piano diradato le visite e le occasioni di convivialità. Ha fatto sì che ad andarla a trovare fosse solo il figlio e anche lui, con molta parsimonia. Teresa non ha mai capito il perché di questa ostilità, ha provato a chiarire ma si è trovata di fronte un muro che non è mai riuscita ad abbattere. E’ sola. Vive con un gatto in un piccolo appartamento. E legge. Il suo rifugio è la lettura. Ama le storie d’amore. Le fanno ribollire il vecchio sangue e le danno la sensazione di essere viva. Prima chiedeva al figlio di comprargli i libri per lei. Ma a ogni critica sulle scelte letterarie che riceveva dal figlio si sentiva mortificata. Poi ha scoperto Amazon e internet ed è stata una salvezza. Quando su Facebook le hanno parlato di Kindle, ha fatto di tutto per imparare a usarlo. Oggi compra ogni ebook che esce, qualunque titolo catturi la sua curiosità, perché conosce la maggior parte delle scrittrici sia self che di case editrici importanti. Il figlio si arrabbia perché alla fine del mese non rimane quasi nulla della cospicua pensione della madre ma Teresa è felice. Perché legge storie d’amore che le fanno battere il cuore. Alcune sono scritte meglio di altre, ma a lei non importa. Quello che conta sono le storie. E i sogni che riesce a fare a occhi aperti, ogni giorno diversi.

Caterina è laureata. In medicina e chirurgia. Ginecologa. E si occupa di fecondazione in vitro. Tutti i giorni ascolta storie di donne, storie di drammi personali, di desideri disattesi. Donne che vogliono diventare madri ma che non riescono. Donne che “diventano vecchie” troppo presto. Donne che piangono perché non hanno un bambino in braccio da cullare e lo vorrebbero. Caterina ha due figli, ormai grandi. Li ha cresciuti con amore e con attenzione. Forse troppa attenzione, perché non appena sono stati in gradi di fuggire, i figli le sono scappati, andando a studiare all’estero tutti e due. Il marito di Caterina ha un lavoro che lo porta a viaggiare anche lui, e quindi anche Caterina è una donna sola. Alla soglia dei 60 anni, rientra a casa la sera, dopo una giornata trascorsa a dare speranza o a toglierla del tutto ad altre donne come lei, e la casa è vuota. Non ha voglia di accendere la televisione. Il più delle volte sono disgrazie, provocazioni, polemiche. E lei ha bisogno di pace. Di quiete. E di evadere. Caterina è una lettrice accanita. Ama moltissimo i best seller contemporanei, ma non quelli pacchiani, quelli un po’ sofisticati. Quando viene proclamato il Nobel per la Letteratura, ogni anno, si mette con puntiglio a leggere tutto quello che quell’autore ha scritto. Non prima, se non ne ha mai sentito parlare, ma dopo state sicuri che saprà dirti esattamente perché quel particolare scrittore è stato scelto per il Nobel (o se invece è uno scandalo che non sia stato assegnato a qualcun altro).

Lorenza è una nobildonna del sud. Vive in una grande casa sul mare, i giardini a strapiombo sugli scogli e un prato che di sera si illumina quasi a giorno. La casa, enorme sul serio, con piscina, è abitata da altre sei persone oltre a lei. Marito, due figli e tre persone di servizio. I figli sono gradi e vanno e vengono anche se più spesso invitano a cena e in piscina amici fino a tardi. Quella casa è sempre piena di gente. Ma Lorenza ama la quiete. Ama il silenzio. E si è ritagliata un angolino su uno scoglio più sotto, dove può estraniarsi da tutto e da tutti e non incontrare nessuno se non vuole. E’ un’intellettuale. Legge saggistica, legge libri impegnati, autori di alta levatura e di grande profondità. Ogni tanto qualcuno di questi grandi scrittori viene ospite a cena, perché ne conosce parecchi e ama averli al suo desco. Il marito di Lorenza è stato un gran donnaiolo in passato e l’ha tradita molte volte. Lorenza ha fatto una scenata solo la prima volta che l’ha scoperto, poi… ha lasciato perdere. Non ha mai divorziato. Non riteneva fosse necessario. Se avesse trovato l’Amore della sua vita, forse ci avrebbe pensato. Altrimenti perché? Sono amici, tutt’ora, ma amanti non lo sono più da tanto tempo. Sa che suo marito a una giovane amante da qualche parte in città, ma non si sente ferita né amareggiata: la giovane illusa si prende tutto il negativo che quell’uomo ha bisogno di sfogare e a lei lascia il meglio, se non altro il più tranquillo. Da qualche anno ha cambiato genere di letture. Ha sempre un libro impegnato e scritto dall’autore più sofisticato che il panorama editorale internazionale possa mai pubblicare tra le mani, con il dito indice sempre infilato tra le pagine a far capire che lo sta leggendo, ma si porta sempre dietro in tasca un Kobo. E dentro quel Kobo c’è nascosto un mondo letterario che nessuno conosce perché nessuno ne può vedere le copertine. Sono romanzi erotici. Spesso fatti di un erotismo greve e violento. Il più delle volte arrossisce lei stessa mentre legge certe cose perché non sa spiegare la ragione di quel suo cambiamento. Ma leggere quel tipo di romanzi la fa star bene. La fa sentire… vitale. Reale. Sente il corpo vibrare in qualche modo ed è come se un campanello suonasse alla porta del suo essere. Ci sono, si dice. Esisto. E provo sensazioni.

Paola scrive. Romanzi d’amore. Romanzi di amori speciali. E legge. Romanzi d’amore. Romanzi d’amori speciali. E’ il suo modo di accettare la vita che con lei forse è stata anche generosa ma che in qualche modo le ha negato la vita stessa. Lentamente, nel corso degli anni, è come se si fosse ritirata sempre di più, un golfino di lana infeltrito che è diventato rigido e ruvido e non ha più neppure la brillantezza dei colori di un tempo. Eppure nessuno ha pensato di gettarlo via, per cui è lì, chiuso in un cassetto ad aspettare che qualcosa o qualcuno lo utilizzi in qualche modo. Paola si sente inutile il più delle volte. Ma non si dispera. Non si abbatte. Semplicemente sta. Accetta quella soluzione, e sopporta. Sopravvive. E scrive. Perché scrivere l’aiuta a sopravvivere. Ogni tanto pensa che prima o poi il suo corpo cederà al peso degli anni e inizierà ad abbandonarla. E si augura, scuotendo la testa subito dopo averlo pensato, che il suo corpo sia così clemente da non portarle via gli occhi e le braccia. Senza occhi e senza mani, non potrebbe leggere o scrivere. Il resto che se lo porti pure, se vuole. Ma non gli strumenti per continuare a esistere: mani per reggere un libro, occhi per leggere le parole in esso contenute. Paola scrive, dicevamo. Cosa? Storie d’amore. Con uomini bellissimi e tremendamente sexy, dalla voce calda e dagli occhi che inceneriscono. E donne romantiche e sfortunate che nessuno comprende e soprattutto della cui bellezza nessuno si accorge. Finché non arriva il Protagonista, l’Eroe che raccoglie quel fiore di campo e lo trasforma in rosa. Paola scrive per sé. Le storie che altrimenti leggerebbe volentieri nei libri scritti da altri. E che compra effettivamente e che legge. Perché Paola ha bisogno di quelle storie. Per vivere. Più del cibo. Più dell’acqua. Più dell’aria da respirare. Paola legge e scrive. E vive solo per questo.

Potrei continuare. Ho tante amiche che leggono. Tante tipologie di lettori. Tante storie differenti. Ma ciascuna con un motivo per cui si legge e si legge in un certo modo o un certo genere letterario.

La lettura a volte salva delle vite. Anche una lettura non “perfetta”, non “grammaticamente” o “stilisticamente” corretta. La lettura salva.

#Sapevatelo.

p.s.: I nomi delle donne citate sono totalmente inventati. Le storie raccontate sono molto liberamente ispirate a storie vere. Ma sono storie possibili. Comunque reali. 

Annunci

RECENSIONE: I CENTO COLORI DEL BLU DI AMY HARMON

21841402Comprato in offerta su Amazon, senza sapere che l’autrice è la stessa di Making Faces (che sto leggendo adesso e che nella versione italiana il titolo è Sei il mio sole anche di notte), edito da Newton & Compton per l’Italia.
Mi è piaciuto. Prima di tutto perché la protagonista è diversa dalle solite.  E’, ok, bellissima ma una bellezza che intimorisce e un carattere sgradevole, ribelle, ostile. La sua storia è devastante, dura, difficile e stringe il cuore fin dalle primissime battute. Il rapporto con Darcy Wilson, il suo professore di storia e poi affittuario e amico cresce piano piano, lentamente come è giusto che sia ed affascina proprio per la bravura nel dipingere un rapporto che inizialmente sembra destinato al fallimento.
La scrittura è fluida, il narrare sicuro e interessantissime sono le citazioni letterarie e le leggende indiane. L’ambientazione è insolita, se non altro non comune ai romance e questo è di sicuro un valore aggiunto.
Non ho apprezzato molto un unica scelta narrativa, che ho interpretato come forzata per27237358 poter essere inserita nella storia ma che secondo me mal si sposa con il carattere della protagonista: la madre di Wilson, di nascosto parla male di lei, la giudica, la infanga e lei per tutta risposta decide di lasciare sua figlia in adozione alla sorella di Wilson? Per quanto gentile, affettuosa e importante per la carriera futura di Blue, è una reazione che non si addice umanamente a un essere umano umiliato in quel modo. E dopo aver accettato di lasciare la figlia in adozione, la “futura suocera” l’accetta senza più pensare che sia una sgualdrina inadeguata per la posizione del figlio? Tutto cancellato, tutto perdonato? Sappiamo bene che le cose non funzionano in questo modo. Avrei preferito una soluzione dolce-amara, un’ostilità magari mitigata e mascherata ma comunque non nascosta da parte della madre di Wilson e Tiffa piuttosto che un “tarallucci e vino” così plateale.
Ma comunque una lettura avvincente, nuova per certi versi, di sicuro piacevole. E se di romance si tratta, un bel romance non banale e soprattutto non carico di cliché. Non è cosa da poco, in tempi come questi dove il luoghi comuni si sprecano.

 

SUL ROMANCE: L’ELENCO DI TUTTE LE INTERVISTE

SUL ROMANCE DIECI DOMANDE A:

10154361_1026832717336356_5876603008460286371_n

MARIE SEXTON

11997295_995776817111135_1967793474_n

SIMONA LIUBICICH

MASELLA-2

MARIA MASELLA

12032607_10207443931438049_1270190056_n

BARBARA CINELLI (TRISKELL)

12033667_878280652292369_1569659281_n

ADELE VIERI CASTELLANO

12023159_10207772736907589_598791134_n

FRANCESCO MASTINU

Mariangela_Camocardi_Logokrisia-900x597

MARIANGELA CAMOCARDI

12168886_859669070807316_1512597455_o

CASSANDRA ROCCA

12166653_966448420061261_619925458_n

MARIA SVEVA MORELLI

220px-Franco_forte

FRANCO FORTE

12064147_1646531505589621_1502384197_n

LEDRA

Crisitna-Lattaro

CRISTINA LATTARO (AMARGANTA)

download

CRISTINA BRUNI

BABETTE-BROWN-1-296x300

BABETTE BROWN

12226481_10207629571764869_597325322_n

SAM STONER

10805218_1544561442423446_451994499_n

 MARA ROBERTI

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A SAM STONER

12226481_10207629571764869_597325322_nSam Stoner,  nato e cresciuto a Roma. In ambito romance ho vinto il concorso That’s amore con il romanzo breve “L’amore, questo bastardo” pubblicato quest’anno in una versione arricchita di contenuti e disponibile in eBook e in cartaceo. Sono ideatore e direttore editoriale della rivista letteraria ThinkPink dedicata alla letteratura femminile e alle contaminazioni artistiche. La mia caratteristica è di fare a pezzi l’uomo svelandone pensieri maschilisti e bruti e trattare con venerazione la donna. Sto ultimando un romanzo che mescola una storia d’amore ormai al capolinea con un omicidio, in questo caso lo stile è umoristico e ironico.

Oggi non più solo appannaggio delle donne ma anche qualche uomo spunta tra i nomi degli autori, scrivere “rosa” perché, secondo lei? Perché oggi ci sono scrittori più giovani, sui quaranta-cinquanta anni,  cresciuti con un tipo diverso di donna, madri forti, indipendenti, un modello che ha soppiantato quello prettamente machista, quindi questi scrittori riescono a “sentire” maggiormente il mondo emotivo femminile e il proprio, e finalmente ne scrivono.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Le donne sono grandi lettrici, hanno bisogno di emozioni, di sogni, di dare sfogo a un mondo interiore ricco e la letteratura offre uno strumento straordinario. Ma il romance è letteratura? Sì, lo è. Del resto la stessa Austen non era considerata alta letteratura eppure…

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale12277990_10207629571724868_1861567186_n secondo lei? In Italia direi Anna Premoli e Mariangela Camocardi che ho anche intervistato per la mia rivista e aggiungo Francesca Baldacci, capace di auto pubblicare nel massimo silenzio un romanzo (Vacanze da Tiffany) su Amazon per poi essere messa sotto contratto da Sperling a seguito del grande successo in rete.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Per gli stranieri direi Nora Roberts e Susan Elizabeth Phillips. Ci sarebbe anche un “certo” Nick Hornby anche se si esce un pò fuori dal romance per andare verso il chick lit al maschile.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”? Uomo fascinoso, donna ingenua, storia d’amore, impedimenti, disillusione e lieto fine. Potrebbero sembrare elementi sciocchi ma in mano ad autori capaci danno origine a romanzi importanti.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Io credo che si tratti dell’esplorare le emozioni e i sentimenti.

12271565_10207629571604865_92510692_oLe idee, lei, come le trova? Mi ispiro alle mie relazioni passate e per i personaggi a quanto sento intorno a me.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? No, si possono prevedere scenari diversi, storici, futuristici, noir, erotici ma di fondo le regole DEVONO  essere quelle.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Il romance ha la grande capacità di adattarsi al proprio tempo. Il romance classico non tramonterà mai, si adatterà, offrirà nuove versioni ma quello sarà. Oggi c’è la possibilità di fare “coming out” cosa impossibile fino a qualche decade fa e quindi il numero di lettori/lettrici si differenzia, è giusto raccontare anche l’amore da un diverso punto di vista, anche se poi, alla fine, si tratta sempre di meraviglioso, puro, incantevole amore.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Siate leggeri, ironici e intensi quando serve, mettete sempre almeno una scena di sesso, narrata con eleganza e trasporto e non dimenticate mai lo svolgimento della storia costituito da un  incontro, l’innamoramento, la crisi, la risoluzione e il lieto fine.

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A CRISTINA LATTARO PER AMARGANTA

AML’associazione culturale Amarganta nasce nel 2012 per il puro desiderio di promuovere la cultura in tutte le sue forme. Le iniziative portate avanti con l’Assessorato alle Culture di Rieti e la Biblioteca Comunale Paroniana, infatti, sono sempre state varie e accurate e hanno spaziato dall’editoria alla celluloide, dai corsi di scrittura creativa agli incontri con gli apicultori del territorio (per dire), poiché anch’essi sono portatori di conoscenze e tradizioni di grande valore. Due le socie fondatrici, io e Paola Fallerini, molto diverse e complementari (lei alleva le api, io detesto il miele e gli insetti in generale), ma unite dall’amore per i libri. Rimanendo in ambito editoriale, all’inizio abbiamo cercato e trovato sintonia come promotrici della piccola editoria non a pagamento, quindi abbiamo deciso di partire per quest’avventura piantando dei paletti molto solidi. Primo obiettivo la qualità. Dei manoscritti che arrivano in Crisitna-Lattaroredazione scartiamo il 99%, quel che viene selezionato viene editato con molta cura per essere destinato al digitale ed eventualmente al cartaceo. Il cartaceo ci serve per allestire gli stand e aderire alle kermesse che ci interessano, la nostra ambizione è avere un posto fisso nelle fiere di una certa rilevanza. Sul sito la nostra politica in merito è chiara: non abbiamo distribuzione e lo diciamo a tempo zero perché per un piccolo editore è impossibile averla, dunque inutile fare giri di parole. I prezzi di copertina sono competitivi, perché lo scopo è far circolare le nostre pubblicazioni. Altro elemento fondamentale sono i collaboratori, mi limito a citare Amneris Di Cesare limitatamente alla cura della collana internazionale che la vede anche come traduttrice, evito di fare altri nomi per bypassare l’effetto elenco telefonico, ma sul sito sono riportati con completezza e a loro tutti, che operano gratuitamente e con passione, va il nostro ringraziamento più sentito. Per concludere, siamo promotrici della narrativa ma anche della saggistica che seguiamo con la stessa passione.

 

Pubblicate narrativa di genere “romance”  e “gay romance”: una vostra definizione di “romance”? Amore in tutte le sue forme. Quando c’è una passione, quando si parla di relazioni sentimentali, tutto il resto è cornice. Storica, fantastica, post moderna, horrorifica… tutto passa in secondo piano rispetto al feeling.

Il genere romance è il genere che vende di più, ma anche quello, paradossalmente, che genera più pregiudizi tra gli “addetti ai lavori” (critici e scrittori). Secondo voi perché?  Si punta il dito sui romance di scarso livello che vengono venduti e pubblicati, raramente un simile accanimento si riscontra verso altri generi tradotti in “opere” imbarazzanti. A mio avviso l’accanimento è scatenato dalle copertine del genere e non sto facendo ironia. Fa storcere il naso a priori constatare come le cover siano basate prevalentemente su un uomo e una donna che si abbracciano in tutte le salse. In realtà una storia bella è bella, a prescindere dal genere e qualunque genere può partorire storie memorabili come pura spazzatura, non c’è alcuna scorciatoia in entrambi i sensi.

Scrittori o scrittrici italiane di romance che secondo voi sono le più importanti attualmente sulla unAmoreAMatita_frontscena editoriale? Conosco moltissime scrittrici rosa, quindi non vorrei finire sotto la gogna scordandone, per puro caso qualcuna. Mi limito quindi a citare pochissimi nomi, i primi riesumati da una mente stanca (sono le 21.50 di un giorno faticoso). Mariangela Camocardi e Viviana Giorgi, la coppia Flumeri & Giacometti  e Amneris di Cesare.  L’elenco potrebbe allungarsi ma stop!

E gli stranieri? Ho comprato qualche best-seller e sono naufragata nei cliché. Un paio di romanzi dall’inizio promettente, dopo un paio di giri di volta interessanti, non hanno sortito l’effetto voluto. Ho sbagliato ad affidarmi ad Amazon. Su indicazione di un’esperta, ho iniziato a leggere Marie Sexton: la semplicità delle storie e la loro freschezza mi hanno catturato all’istante. Dunque, scrittrici straniere degne esistono, ma affidarsi agli elenchi delle librerie online non è un buon criterio 11263832_451999468303283_1963755187_nper individuarle.

Cosa cerca un lettore in un romanzo “rosa”?  In qualsiasi romanzo, il lettore cerca l’evasione, mi sembra normale. Tuttavia, in un rosa ben fatto a questa si accompagna il palpito del cuore, l’immedesimarsi nelle emozioni fortissime che di cui la vita ci ha già fatto dono. Difficile riprovare il brivido dell’approdo di una navicella su un pianeta misterioso, complicato immedesimarsi nella donna che fugge inseguita da uno zombie, ostico sentire lo smarrimento di profugo su un’isola. Tuttavia, grazie a un buon romance, possiamo tornare ad assaporare infinite volte il brivido amoroso di cui la nostra mente e il nostro cuore conserva una precisa rimembranza.  E di esso possiamo godere le molte varianti con estrema facilità. Dunque, l’immedesimazione è assicurata e da essa deriva la possibilità di provare una sospensione dell’incredulità travolgente.

Romance: le regole. Quali sono? Cosa funziona in un romanzo “rosa”? A mio avviso sono le medesime. Un protagonista, un desiderio 😉 , un antagonista, ambientazione, dialoghi modellati con abilità. Stile, poi.  L’intreccio che funziona è quello che tiene in sospeso fino alla conclusione della vicenda.

Le regole sono fatte per essere trasgredite: siete d’accordo? E possibile sul serio trasgredire alleImmagine regole del romance? Come detto, odio le regole. Se ci fossero, trasgredirle dovrebbe essere un must. L’importante è che si abbia qualcosa da dire e che si abbiano gli strumenti per dirlo con efficacia.

Dove va il romanzo rosa? Voi siete famosi per pubblicare anche LGBT e MM. Come spiegate questa sorta di “deriva” queer-romance e il suo successo soprattutto tra un pubblico di lettrici femminile ed eterosessuale? Il genere rosa può finalmente percorrere tutte le strade e le derivazioni concesse a ogni altro. Dunque sta esplorando le sfaccettature dell’animo umano che a esso sono consone con la libertà dovuta, nulla di più. Il successo particolare è, a mio avviso, dovuto al fatto che si I gatti di Farfa di Guido Spanosia letto poco di simile nel passato e dunque la curiosità in parte condiziona non i gusti, ma il desiderio di novità dell’utenza. Non credo che ci sia nessun morboso sottofondo, solo un legittimo interrogarsi, un interesse alimentato da potenzialità fino a poco tempo fa sottovalutate e che influenzano la consueta dinamica della richiesta e dell’offerta. Il fenomeno, secondo me, presto si normalizzerà su standard usuali.

Accettate manoscritti di esordienti: le regole per l’invio Le regole sono molto semplici. Il manoscritto deve essere inedito e deve rientrare nei limiti minimi e massimi di caratteri consentiti. Per il resto, basta inviarlo alla casella di posta manoscritti@amarganta.eu a meno che non rientri, come riportato nell’apposita sezione, nelle collane gestite da direttori di collana, ciascuno dei quali servito da un proprio indirizzo del tipo nomedirettore@amarganta.eu. Come anticipato, viene operata una fortissima selezione e un editing accurato. Ogni lavoro viene corredato di copertina, di pagina facebook e di un booktrailer. La pubblicazione è assolutamente gratuita

Un consiglio a chi vuole scrivere romance? Leggere tanti romance, ma anche altro. Lavorare sullo stile e assicurarsi di avere un’idea che valga la pena di essere divulgata.

Grazie, “bossa” per avermi concesso quest’intervista…

Un abbraccio Amneris, e tutta la fortuna (tanta) che meriti per questo tuo lavoro (e per gli altri).

Screenshot 2015-11-16 11.01.25

PER PURA COINCIDENZA, SUL BLOG http://www.babettebrown.it OGGI VIENE PUBBLICATA UN’INTERVISTA PERSONALE A CRISTINA LATTARO. SE VOLETE CONOSCERE QUESTA “FUCINA DI IDEE” DAL PUNTO DI VISTA NARRATIVO, ECCO A VOI IL LINK PER FARLOhttp://babettebrown.it/interviste-cristina-lattaro/

COME E PERCHE’ SCRIVE UNO SCRITTORE: L’HO CHIESTO A MARIANGELA SU BABETTEBROWN.IT

Screenshot 2015-10-26 08.50.37

 

Il Lunedì è giornata di interviste anche su http://www.babettebrown.it e per l’occasione ho fatto un po’ di domande sullo scrivere a Mariangela Camocardi (visto che era già allenata a rispondermi “SUL ROMANCE“), e questa è l’intervista che ne è risultata:

Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando?

Mah, credo di aver sempre avuto l’esigenza istintiva di mettere sulla carta i voli della fantasia. Ho una mente fervida e difficilmente sono a corto di materiale. Ma un conto è scrivere da dilettanti, un altro ambire a diventare una romanziera, facendolo con le necessarie competenze.  Il passaggio è avvenuto in modo spontaneo e per una concomitanza di eventi mai neppure immaginati. Mi piace scrivere e tessere  storie, mi piace calarmi nella trama e interagire con i miei personaggi, anche con quelli cattivi. Soprattutto mi emoziono e voglio emozionare chi mi leggerà, avventurandomi tra i sentimenti che li attraggono o che li  pongono in conflitto tra loro… la gente vuole sognare e i sogni sono fondamentali per noi essere umani. Però ancora oggi convivo con la paura di  poter deludere con un pessimo romanzo chi acquisterà il mio libro.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone?

Uso tutto quello che hai elencato. Ho anche un promemoria sull’iPhone per salvare gli spunti che mi saltano in testa,  ma amo particolarmente carta e penna e sono circondata da una marea di foglietti fitti di note che consulto e che a volte archivio. Nel cassetto della scrivania ho quaderni e quadernetti con notizie storiche raccolte durante gli anni: spaziano dagli episodi più strani avvenuti nel mondo ai veleni usati a Venezia nei secoli scorsi. Esiste per esempio una famosa e letale “acqua Tofana” che  una donna priva di scrupoli e alquanto avida di facili guadagni vendeva  alle mogli che  volevano sbarazzarsi in fretta di mariti diventati ormai ingombranti.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi?

Il mattino presto e la sera dopo cena mi risultano molto congeniali, ma in genere mi concentro con facilità e scrivo benissimo in qualunque orario della giornata.

<<<continua qui: www.babettebrown.it>>> 

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A MARIA SVEVA MORELLI

12166653_966448420061261_619925458_nMaria Sveva Morelli si è dedicata alla narrativa da adolescente. Ha esordito come vincitrice del concorso “Un racconto fantasy per Napoli” indetto dalla casa editrice scrittura&scritture. Da allora ha fatto parte di diverse antologie, tra le quali “365  storie d’amore”, “365 racconti di Natale” e “365 storie d’estate” di Delos Book; “Racconti sotto l’albero” della Triskell Edizioni. Il suo romanzo breve “Un nuovo inizio” è uscito in e-book per la Triskell Edizioni.

Perché scrivere “rosa”? Com’è nata questa passione e/o determinazione a scrivere “romance” o “rosa”. Perché “rosa” e non un altro genere?Ho iniziato a scrivere perché mi sono resa conto di quanto mi facesse star bene leggere. Nel mio piccolo voglio tentare di ricambiare questo dono, sperando che anche le mie storie possano aiutare qualcuno, regalando qualche ora di distrazione. Il rosa è sempre stato il mio genere preferito, lo trovo come l’eredità delle fiabe per bambini. Il rosa è in grado di far sognare, di far credere ancora nel lieto fine. E poi ci sono i romance moderni, che infondono coraggio alle donne, dimostrano come anche le contraddizioni e le fragilità tipicamente femminili, in realtà, possano essere anche dei grandi punti di forza.

12166483_966450236727746_233630859_nIl genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei?Le donne hanno voglia di sognare. Spesso non lo ammettiamo ma adoriamo quella sensazione di leggerezza che ci fa tornare bambine, amiamo la possibilità di aprire un libro e infilarci in una realtà diversa, in cui il principe azzurro è dietro l’angolo e con lui il “e vissero felici e contenti”. Per questo i romance vendono tanto. Purtroppo, ci sono persone che non si sanno trattenere dal giudicare i gusti altrui e additano ancora i romanzi rosa come “di serie B”. Ci si aspetterebbe che gli/le amanti dei libri siano persone mature, ma alcune sono ancora affette da inutile snobbismo. Sì, le commedie romantiche possono non essere alta letteratura, ma sono perfettamente in grado di veicolare messaggi importanti o di far riflettere i lettore su piccoli e grandi temi, ma lo fanno a modo loro, senza tanta ostentazione.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei?Mi viene in mente Sveva Casati Modignani, anche se non è proprio romance. Ultimamente ci sono tanti altri nomi, come la coppia Flumeri-Giacometti, o Amabile Giusti, Cassandra Rocca, Diego Galdino. Sul web, poi, ci sono tantissimi altri nomi, come Viviana Giorgi, Fabiola d’Amico o, per gli M/M, Erin. E. Keller.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Per il romance straniero non si possono non citare nomi come Judith McNaught, Lisa Kleypas, Mary Balogh, Susan Elizabeth Phillips, Sophie Kinsella, e ultimamente Sarah McLean; un po’ fuori dal coro, ma spesso molto romantico, anche Marc Levy, alcuni citerebbero anche Nicholas Sparks, di certo sentimentale ma, anche qui, non proprio romance.

11997184_966450216727748_1270139167_nRomance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”? La prima regola del romance è il lieto fine, come in ogni favola che si rispetti. Poi ci sono delle tappe fondamentali, come protagonisti credibili, coerenti, nei quali ci si possa identificare, o dei quali ci si possa innamorare. E ovviamente il romance condivide le regole di ogni altro libro: come il rispetto della sintassi, della grammatica, ma anche di una trama precisa, di uno stile scorrevole…

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Io cerco una storia in cui perdermi. Devo riuscire ad astrarmi totalmente da me stessa per ritrovarmi nel romanzo. Cerco una trama da batticuore, con dei personaggi che mi facciano compagnia e mi strappino un sorriso.

Le idee, lei, come le trova? Le mie idee nascono dalla vita di tutti i giorni: il viso di un passante, un gesto visto di sfuggita, un aneddoto capitato a qualche amica. Inizio a ricamare su queste cose fino a che non si crea qualcosa nella mia mente, un abbozzo di trama o un personaggio. L’idea di base è la parte più semplice, tutto il resto poi è in salita.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? Tutte le regole sono fatte per essere infrante. Ci sono romance che tendono ad essere più tragici, altri più riflessivi, oppure che affrontano situazioni atipiche. Infatti il romance si sta aprendo sempre di più a sottogeneri, come lo sport-romance o il romantic-suspense. Sperimentare, contaminare, non è un male, ma bisogna essere aperti alle critiche delle lettrici. E, credo, ci siano sempre dei confini da mantenere: se manca il lieto fine non siamo più in un romance.

12064403_966448383394598_1849951467_nDove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Il romance si sta evolvendo con la società, segue, e a volte anticipa, le richieste dei lettori. Gli LGBT e gli MM sono molto richiesti, specialmente all’estero, ma pian piano si stanno affermando anche in Italia. Del resto, anche tra i più giovani, le storie yaoi spopolano, quindi non mi stupisce questo entusiasmo per gli M/M. Ho provato a leggere qualcosa ma non mi sono sentita molto coinvolta nelle vicende, non so se sia il genere a non essere adatto a me o, semplicemente, non erano le storie giuste.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Leggere, leggere, leggere. Secondo me questo è il consiglio fondamentale da dare a chiunque voglia scrivere. Chi scrive romance ha il privilegio di raccontare ciò che sogna, ciò che non ha mai trovato in libri altrui, quella trama che solo al pensiero fa accelerare i battiti del cuore. Può imbastire una storia che lo rispecchi e vedere come va, essendo sempre aperto al confronto costruttivo con i lettori.

LE MIE INTERVISTE PER BABETTE BROWN: ADELE VIERI CASTELLANO

Screenshot 2015-10-19 12.54.03

 

Prima domanda di rito: perché scrivere? Come è nata questa “necessità” e quando? Questo bisogno di mettere sulla carta i miei pensieri risale a tanto tempo fa, non mi ricordo neppure quando. So che ero molto piccola, forse in terza elementare; da allora l’esigenza di scrivere è sempre stata pressante, irrinunciabile. Metti in conto che sono anche un’inguaribile romantica, che adoro la storia antica e la storia in generale. Il risultato è un mix pericoloso.

Come scrivi? Penna e carta, moleskine sempre dietro e appunti al volo, oppure rigorosamente tutto a video, computer portatile, ipad, iphone? Portatile, fedelissimo portatile, e varie agendine tascabili, da mettere in borsa, dove annotare le idee, perché quelle sfuggono velocemente e quando arrivano bisogna subito trascriverle sulla carta.

C’è un momento particolare nella giornata in cui prediligi scrivere i tuoi romanzi? Di solito nel pomeriggio, o la notte.

Che cosa significa per te scrivere? Scrivere è sognare, innanzi tutto. Tutto il resto viene dopo.

Ami quello che scrivi, sempre, dopo che lo hai scritto? A volte non lo riconosco neppure ma in genere sì, mi piace perché sono riuscita a mettere sulla carta i miei sogni, i deliri, scorci di storie che prima erano solo nella mia mente e che, da quel momento in poi, saranno anche di altri.

<<<CONTINUA SU WWW.BABETTEBROWN.IT>>>

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A CASSANDRA ROCCA

12168886_859669070807316_1512597455_oCassandra Rocca nasce come autrice self-publishing nel dicembre 2012. Il suo romanzo scala le classifiche di Amazon, attirando l’attenzione di diverse case editrici e, dopo meno di due mesi, l’autrice firma il contratto con la Newton Compton. Il 7 novembre 2013 esce ufficialmente in libreria “Tutta colpa di New York”, primo romanzo di una trologia ambientata nell’omonima città. Seguono “Una notte d’amore a New York” (5 giugno 2014) e “Mi sposo a New York” (6 novembre 2014), correlati da due novelle solo digitali: “In amore tutto può succedere” (3 aprile 2014) e “Tutta colpa della gelosia” (11 settembre 2014). Un suo racconto si può trovare all’interno dell’antologia “Baci D’estate”, sempre per la Newton Compton (19 giugno 2014).

12165835_859668747474015_529055185_nPerché scrivere “rosa”? Com’è nata questa passione e/o determinazione a scrivere “romance” o “rosa”. Perché “rosa” e non un altro genere? Ho iniziato a leggere romance da ragazzina, e da lì a scriverne uno il passo è stato breve. Mi riesce meglio parlare di sentimenti che inventare mondi di fantasia o parlare di crimini, ma non penso ci sia un motivo specifico. Forse sono semplicemente molto romantica.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Credo che l’amore stia alla base di tutto. Veniamo al mondo grazie all’amore, viviamo cercandolo, non ci sentiamo mai del tutto felici senza la consapevolezza di essere amati, come figli, come amici oltre che dalla persona che scegliamo di avere accanto. Questo rende il romance un genere  intramontabile, ma purtroppo il pregiudizio vuole che sia considerato una cosa da “ragazzine”, da femminucce che vogliono ancora credere nelle favole, e dunque privo di spessore psicologico. Inutile dire che non è affato così e che in molti romanzi rosa si cela 12166237_859668837474006_702288389_nun significato morale anche profondo.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Sono troppe per poterle elencare tutte, anche considerando i vari sottogeneri in cui si inserirscono. Le prime che mi vengono in mente sono Sveva Casati Modignani, Margaret Mazzantini, Mariangela Camocardi, Maria Masella, o le più recenti Anna Premoli, Sara Rattaro, Federica Bosco…

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Nora Roberts, Susan Elizabeth Phillips, Lisa Kleypas, Sophie Kinsella… e questo solo parlando di romance contemporaneo. Ci sono poi tutti i sottogeneri del caso (storico, paranormal, erotico) e la lista si allunga ulteriormente.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”?  Il romance ha, come ogni genere, un suo schema ben preciso, che in questo caso somiglia molto alla fiaba. C’è una lei in cui la lettrice può identificarsi, un lui che rispecchia il sogno di ogni donna, un antagonista o comunque un elemento di disturbo che renda inizialmente difficile il loro rapporto, e naturalmente il lieto fine. È una struttura semplice, che si basa principalmente sull’amore; può essere contornata da argomenti come la storia, la politica e altre tematiche più o meno complesse, ma nessuna di esse deve prevalere sul lato romantico.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Credo cerchi l’evasione, l’emozione, la favola. Quella dose di buoni sentimenti e sensazioni positive  che lasciano un sorriso e suscitano il batticuore, e che ti permettono di alleggerire per qualche ora la vita di tutti i giorni che, si sa, non è sempre facile.

Le idee, lei, come le trova? Sono loro che trovano me. Nella mia mente si accendono continui flash, spuntano12166515_859668917473998_90364013_n personaggi e storie diverse e io non posso fare a meno di metterle nero su bianco.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”?  No. Come un giallo non può terminare senza svelare l’assassino, un romance non si può concludere senza il classico “happy ending”.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Penso che il romance si stia allineando con i tempi moderni e che stia andando incontro ai gusti di tutti, ampliando i propri orizzonti. Come per tutte le novità, ci vuole del tempo per acquisire lettori, ma ho sentito pareri già molto positivi al riguardo. Personalmente non mi sono ancora cimentata in questo genere di letture, ma non escludo di provarle.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Il romance è emozione e sentimento, perciò posso solo consigliare agli autori di scrivere storie che emozionino loro per primi, cosicché queste possano toccare il cuore di chi le leggerà.

SUL ROMANCE: UNDICI DOMANDE A MARIANGELA CAMOCARDI

Mariangela_Camocardi_Logokrisia-900x597Mariangela Camocardi ha pubblicato circa 50  tra romanzi e racconti   Ama spaziare tra generi molto diversi, con una predilezione per lo storico. Ha scritto storie horror, women’s fiction, steampunk, favole e commedia romantica. Tra i titoli più apprezzati Tempesta d’amore, Sogni di vetro, Il talismano della dea, La vita che ho sognato, Lo scorpione d’oro, Ciribalà, Un segreto tra noi, Nessuna più. Quest’ultimo libro è un’antologia contro il femminicidio edita da Elliot il cui ricavato è stato interamente devoluto al Telefono Rosa per aiutare le donne vittime di violenza. L’autrice è stata anche direttore della rivista Romance Magazine. È una delle socie fondatrici di EWWA

Com’è nata questa passione e/o determinazione a scrivere?Certi input li abbiamo dentro e se siamo così fortunati da capire i segnali, a un certo punto si manifestano, belli pronti per essere realizzati, se ne abbiamo la forza e la volontà. Molti rinunciano  perché non sono disposti a fare i sacrifici che ogni scelta impone. Ma gli input bisogna ascoltarli: funzionano esattamente come i sogni.

Romance” o “rosa”. Perché “rosa” e non un altro genere? Il Romance si muove quasi sempre in uno sfondo12079114_10205041138529886_2968840609439669099_n storico che mi è congeniale, per cui il primo romanzo è nato dal  nostro Risorgimento. Amo particolarmente questo periodo a dir poco esaltante vissuto dall’Italia e dai suoi patrioti. Il rosa coincide con il mio cuore romantico: ho un debole per  le belle storie d’amore. Mi piace scrivere anche altri generi e credo di avere una spiccata tendenza per l’horror.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Perché si generalizza senza voler approfondire il successo costante e planetario della letteratura femminile: si coniuga il rosa con la narrativa scadente. Discriminare è molto più facile che rivalutare un genere che non conosce crisi.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Ce ne sono diverse e citarle  tutte non solo richiederebbe un elenco dettagliato , ma rischierei di omettere qualche nome e preferisco non farmi dei nemici.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Anche in questo caso  la lista sarebbe cospicua e alle lettrici di romance non serve un promemoria in proposito.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere12087823_10205041130529686_2406269726641638477_o “romance”? Non ne servono molte: due protagonisti carismatici, degli antagonisti alla loro altezza,  un  conflitto a prova di lettore, qualche bel colpo di scena e, naturalmente, il lieto fine.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? L’evasione dalla realtà  e storie capace di far  sognare già dall’incipit.

Le idee, lei, come le trova? A dire la verità ovunque:  la vita offre spunti a bizzeffe e bisogna allenare la mente, gli occhi e le orecchie a capire cosa vale la pena di raccontare di tutto il “materiale” che abbiamo a disposizione. È come scegliere una buona lettura sulle bancarelle dei libri usati.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? Naturalmente sì, ma occorre farlo con estrema abilità. Le lettrici sono parecchio esigenti e selettive e apprezzano poco certi minestroni insapori che abbiamo letto.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Mah, senza mancare di riguardo a nessuno a me queste derive per ora entusiasmano poco, ma sono sempre aperta alle novità e mi limito al mai dire mai.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Curare soprattutto la qualità del testo e rileggere fino all’estenuazione ciò che si è scritto. Mi sono capitati sotto il naso errori grammaticali che la mia maestra delle elementari avrebbe sottolineato con la matita rossa e un brutto voto.  E ripassare i modi verbali prima di scrivere obbrobri che vanno a danno della storia che abbiamo firmato.