QUANDO LIBRO E’ SINONIMO DI AMORE

 

Tornare al mio blog personale, dopo tanto tempo significa anche tornare alle vecchie passioni. Una delle quali è quella dei K-Drama. Passione che non è mai tramontata, a dire il vero, il problema è stato che, impegnata a fare cose e farne tante tutte in una volta, non ho più avuto tempo per guardare la TV. Niente serie TV, niente K-Drama soprattutto.

Ma, a dire il vero, avevo bisogno di qualcosa di tenero e leggero in questi ultimi tempi e così, per gioco, ho iniziato a guardarli di nuovo, approfittando dell’occasione fantastica che ti offre Netflix: perché su Netflix c’è una vastissima scelta di produzioni asiatiche di Film e Drama e i più particolari, le produzioni più interessanti per tematiche e cura della scenografia e della sceneggiatura si possono trovare sottotitolati in italiano. Non è una cosa da poco.

Romance is a bonus book è forse uno di quei drama che al primo vaglio su cosa scegliere da guardare passa inosservato: una storia d’amore tra un editor di successo, Cha Eun Ho, interpretato dal bravissimo Lee Jong-suk (già visto nel bellissimo drama Pinocchio, che consiglio!) di 32 anni, e la sua devota e migliore amica Kang Dan-i, donna divorziata di 37 anni che anni prima lo aveva salvato da un incidente d’auto e che gli era rimasta al fianco, con un rapporto quasi fraterno fino al suo matrimonio.

Dan-i è stata tradita, abbandonata dal marito con una figlia da mantenere e alla ricerca disperata di un lavoro qualsiasi. 37 anni, infatti, sono troppi per il mercato del lavoro, Dan-i pare non essere più idonea a livello professionale ma, paradossalmente, anche troppo qualificata, con una laurea in marketing presso una prestigiosa università e un curriculum come copywriter di tutto rispetto; gli unici lavori che trova sono come operaia in una lavanderia part-time e come donna di servizio presso la casa di… Cha Eun Ho, il suo grande amico, quasi un fratello per lei, che però non sa che la colf che gli mette in ordine le cose è proprio Dan-i. L’orgoglio sembra essere un forte sentimento tra gli asiatici, e Dan-i non è da meno, visto che non vuole essere compatita e spesata dall’amico.

Una selezione del personale presso la casa editrice dove lavora Eun Ho porta Dan-i a lavorare come assistente generale e a entrare nella realtà editoriale di Eun Ho. Sebbene assunta solo per effettuare lavori pesanti come fare pacchi, o fotocopie, o pulire la caffetteria e riassortire il frigorifero e l’area caffé, Dan-i si fa voler bene da tutti e riesce persino a portare a casa piccoli successi a livello creativo, proponendo alcune idee in merito ai libri di prossima pubblicazione. Nel frattempo, Eun Ho l’ospita a casa sua ma in casa editrice nessuno sa che i due si conoscono.

La storia prosegue leggera come le pagine dei libri che nel frattempo si leggono e si pubblicano in questi 16 episodi di delicatezza e poesia. L’ambiente stesso sono i libri: immense distese di libri e scaffalature fanno da sfondo infatti a questa storia d’amore che non disdegna di trattare seppur lievemente, argomenti importanti: la difficoltà delle donne – coreane in questo contesto, ma può essere estesa alla globalità della condizione femminile – dopo una certa età di essere reintrodotte nel mondo del lavoro, la fatica di rifarsi una vita dopo un matrimonio andato a finire male, il sacrosanto diritto, sempre delle donne, di decidere del proprio futuro e di conciliare matrimonio e carriera – attraverso le micro storie che gravitano attorno ai personaggi minori di questo piccolo grande drama – e ovviamente l’emancipazione delle donne dai condizionamenti di famiglia e relazioni sentimentali.

Insomma, grandi argomenti trattati con soavità, e soprattutto Libri. Protagonisti assoluti di questa storia d’amore delicata. Le lotte all’interno della redazione per far pubblicare libri di poesia, per esempio, poiché la poesia non “tira”, non fa guadagnare alla Casa Editrice, il difficile rapporto con gli autori dei best-seller, l’importanza e la difficoltà del lavoro degli editor che scelgono e creano i libri stessi.

Insomma, in questo drama si respira “editoria” – alla maniera coreana, è vero, ma è pur sempre una realtà per certi versi simile a quella nostrana – e l’amore è solo il filo conduttore ma non il protagonista principale. Eppure la chimica tra i due leader romantici e la bravura dei personaggi minori rendono questa storia una storia d’amore dolcissima e piacevole.

Io la consiglio vivamente.

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KOREANIS KARMA. DICIAMO TUTTI IN CORO: NAMASTE’ OLE’

Da anni ormai ho smesso di guardare la televisione. In casa mia, un apparecchio praticamente in ogni stanza, i televisori restano spenti per la maggior parte della giornata (e pensare che c’è chi li lascia accesi pur non guardando i programmi, solo allo scopo di sentirsi meno solo…) e se non fosse per le partite di calcio che forsennatamente guardano gli uomini di casa, l’abbonamento a Sky sarebbe da tempo stato annullato.

Non  so cosa sia la TV Generalista, trovando la sua programmazione talmente inutile e cerebro-lesiva da evitarla come la peste. Non leggo più neppure il Televideo, un tempo invece strumento di informazione veloce e pre-digerita un tempo molto in voga in casa mia.

E questo vuol dire che non guardo più la televisione? No. Solo che la guardo su internet. E non guardo programmi italiani. A parte i Drama coreani, che sono una delle mie passioni più grandi – anche se ultimamente non ne sto seguendo più come un tempo – ho scoperto le fiction norvegesi e finlandesi. I sottotitoli in inglese sono una gran cosa, mi permettono di connettermi a un mondo e a un modo di esprimersi totalmente differente e immenso. E io sono sempre stata un tipo ribelle, curioso di osservare le altrui tradizioni e modi di intendere la vita.

Ma ultimamente sto notando che molti dei siti che supportavano queste programmazioni stanno chiudendo. Ora, io comprendo il bisogno di tutelare la proprietà intellettuale e di evitare la pirateria. Ma, per dire, Blockbuster mi dicono sia fallito, difficilmente si trovano negozi che noleggiano DVD e a parte Netflix che permette di guardare serie televisive d’oltreoceano e/o da loro prodotte (e che non smetterò mai di benedire e di osannarne l’apertura), come si può fare per vedere e scoprire serie e film di altre nazionalità se non attraverso la rete? Se mi togliete i miei amati Drama Koreani, come potrò sopravvivere? Ma non solo. Ho bisogno di novità, di racconti e storie di vita vissuta, di differenti posizioni e opinioni, di concetti e angolazioni del vivere e della società. 

Non mi accontento di una visione unidirezionale, di un’opinione assolutista e univoca. Mai. E voglio scoprire cosa pensano del mondo e della vita anche i più piccoli e lontani paesi, i microcosmi sperduti e nascosti dall’altra parte del Globo. Io sono una curiosa della vita. Ho bisogno che questo mio appetito, questa mia fame venga soddisfata.

Fatemi vedere cosa ne pensa il mondo della vita e come vive questo pensiero. Senza infrangere regole e copyright.
E io sarò la persona più felice del mondo.