BUON COMPLEANNO PENNYWISE!

it_coverIl 16 settembre di trent’anni (1986) fa usciva in libreria negli USA IT, il romanzo horror di Stephen King,  diventato poi cult della narrativa e non semplicemente di genere horror contemporanea. Più di 1000 pagine di scrittura “cremosa e densa”, come amo sempre definire io lo stile narrativo del “RE” dell’editoria moderna. Perché sebbene non ami il genere horror (non amo in particolare la separazione in genere letterario da parte degli editori riguardo gli argomenti trattati nei romanzi, cosa che trovo sempre più limitante) questo romanzo in particolare, rispetto a tutti gli altri che di King successivamente ho letto e non necessariamente appartenenti a questo genere,(si pensi a La Torre Nera,  serie di romanzi di genere fantastico, un mix tra western, horror e fantasy, o a Il miglio verde, che non può inquadrarsi in nessun genere letterario se non il mainstream), rappresenta per me la pietra miliare, o se vogliamo il giro di boa vero e proprio riguardo alla mia personale scrittura.

Ormai quasi 15 anni fa partecipavo attivamente alle discussioni in atto su un forum di scrittori e scritture (WMI), e mi ritrovai a chiedere agli esperti, che sapevo gravitavano in quello spazio virtuale, se raccontare una storia a pezzi, andando avanti e indietro nel tempo, fosse una cosa fattibile.

Mi rispose l’editor responsabile allora del gruppo dicendomi:
si chiama tecnica del flash backSe vuoi imparare e capire come si utilizza e quando, leggi It di Stephen King.”
Comprai il libro, per curiosità – questa cosa mi aveva intrigato – e per documentarmi su quella che pensavo fosse una strana esigenza mia e una scelta molto azzardata per qualcuno che, come me, non aveva mai scritto ancora un romanzo fino alla fine.
Divorai il libro in una settimana scoprendo allora un Grande della narrativa contemporanea, uno Scrittore con la S maiuscola, un Maestro e un Genio di stile e immaginazione.
E poi scrissi Sirena all’orizzonte.

Sirena all'orizzonte

Sirena all’orizzonte

Ma una volta ottenuto l’insegnamento e la spiegazione che cercavo, la sensazione di appartenenza che quel libro mi aveva lasciato non mi abbandonò neppure passato qualche anno. E cercando ispirazione o anche solo un “gancio” per costruire la comunicazione tra due personaggi che stavo imbastendo e che poi sarebbero diventati Sarah e Thomas in “Mira dritto al cuore“, IT Il Libro, si presentò quasi automaticamente nella mia mente:

«Ehi, ci sono prima io!» esclamò sgarbatamente qualcuno dietro il porta libri girevole. Era sempre lui, il ragazzo biondo del miniclub. Thomas.
«Scusami, non ti avevo visto…» risposi, cercando di evitare lo scontro.
«Se cerchi quelli in italiano, sono dall’altra parte» indicandomi un’altra libreria rotante, più vicino alla cassa.
«Non ne voglio uno in italiano. Lo voglio proprio in inglese. Io lo parlo e lo leggo… perfettamente…!» mentii. A scuola riuscivo a strappare appena la sufficienza. Ecco perché volevo andare in America, per imparare a parlarlo bene. Era indispensabile se volevo diventare interprete!
«Oh, how nice!» rispose con un perfetto accento britannico. «So, you absolutely must read this!», devi assolutamente leggere questo. Ero riuscita a comprendere cosa volesse dirmi, e sospirai per il sollievo. Ma di rispondergli a tono, neppure a parlarne! Mi porgeva nel frattempo un libro voluminosissimo, di almeno mille pagine. Aveva la copertina nera e un pagliaccio dalla bocca rosso acceso che sembrava sbucarvi fuori. Le sue mani erano gocciolanti di sangue e aveva un ghigno malefico. Il titolo era brevissimo: “IT”. Pronome personale alla terza persona singolare, neutro. “Esso”. “La cosa”. O qualcosa del genere…
«Ma è enorme!»
«E allora? Ti spaventa leggere?»
«No, anzi, ma…»
«Ma leggere in inglese un libro così è forse un po’ troppo difficile vero? In effetti non c’è ancora la versione tradotta initaliano…»
«Non mi spaventano i libri grossi. Conosco questo libro, è appena uscito… ne parlano tutti! È che… non mi piacciono
gli…» guardai la copertina nera e non seppi trattenere una smorfia di disgusto «gli horror, ecco. Non è un libro horror questo?»
«Uhm, sì, in effetti lo è. Allora no, non fa per te. Il Re non è autore per tutti in effetti!»
«Come sarebbe a dire?»
«Stephen King scrive cose troppo… too deep, se capisci cosa voglio dire. Profonde. Non va bene per una ragazzina che ama gli harmony!» e nel dire la parola “harmony” aspirò la acca davanti e pronunciò la erre insistendo sul suono in modo molto affascinante. Dovetti riconoscere che aveva una pronuncia inglese davvero sexy.
«Io non leggo harmony!» e ricalcando la parola appena pronunciata tentai di imitarlo; in un gesto di stizza presi dallo scaffale il libro nero. «Se dici che faccio bene a leggerlo, lo leggerò!»
«No, dai, non volevo!»
Non ci fu nulla da fare, pagai e uscii di volata.

Mira dritto al cuore
Amneris Di Cesare
Runa Editrice
2014

 

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Mira dritto al cuore

Insomma, King, il “RE” della scrittura mondiale e il suo IT non sono stati solo una fonte di insegnamento ma anche di ispirazione e in tutt’altro ambito di quello del genere horror. Pertanto, incondizionatamente e con estrema riconoscenza, Buon Compleanno e grazie IT!

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QUANDO I TUOI LIBRI IMPARANO UN’ALTRA LINGUA E INIZIANO A VIAGGIARE.

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Era già successo. Prima con Misterioso è il cuore e poi con Duel. Avevano “imparato un’altra lingua”, grazie alla meravigliosa Sandra Santos, ed erano andati in giro per i paesi di lingua portoghese. Oggi è il turno di Sirena all’orizzonte. Sempre tradotta mirabilmente da Sandra Santos, a breve uscirà in tutti gli store, per Amarganta, e sia in versione ebook, stavolta, che in versione cartacea.

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Perché questa volta è diverso?

La lingua portoghese, per me, voi lo sapete già, ha un particolare valore. E’ la lingua che mi ha accolto quando sono nata ma nella quale non sono stata cresciuta, poiché essendo di genitori italiani rientrati in Italia subito dopo la mia nascita, sono cresciuta ed educata con la lingua italiana. L’italiano è la mia lingua madre. E ho imparato il portoghese relativamente molto tardi, quando avevo già trent’anni. Ma tra me e il portoghese è stato amore a prima vista (o ascolto). Un colpo di fulmine così intenso da farmi quasi vacillare. Ho curato ogni suo aspetto nell’apprendimento con la precisione maniacale di chi vuole possedere un oggetto prezioso e raro. L’ho fatto da autodidatta e mi mancano le conoscenze culturali di base ma il parlato e parte della grammatica sono miei e non mi lasceranno mai più. Altre lingue mi hanno lasciato, ma il portoghese no. E’ sempre qui, fedele, vicino a me. E la gioia di parlarlo, quando mi capita, è sempre immensa.

Per cui, figuratevi l’emozione di vedere Sirena all’orizzonte diventare Sereia ao horizonte.
Sirena è il mio primo libro scritto in assoluto. Quando decisi che sarebbe diventato un romanzo, misi dentro a questo racconto-che-non-voleva-essere-solo-un-racconto tutto l’amore e il desiderio che la scrittura suscitava in me. I miei protagonisti sono stati i primi a diventare reali, a parlare, a muoversi, a ridere e piangere di fronte a me. Li ho amati di un amore immenso. Immaginatevi oggi che ritornano, parlando la lingua che amo di più al mondo (dopo l’italiano, s’intende). Immaginatevi Marco, Federico, Gaetano, Luisa e Cecilia che parlano portoghese. E tornerà anche Rafael.

Oggi per me è un giorno speciale.

La mia casa editrice, Amarganta, ha creduto tanto in questo libro da volersi spingere con il mio romanzo in un’avventura estera e lo fa, come primo paese al mondo, con il Paese che ha visto i miei natali (e ovviamente, gli altri paese che questa lingua parlano, in primis Portogallo.).

Quando un anno e mezzo fa è iniziata la mia avventura in Amarganta, non sapevo dove sarei andata e che percorso avrei seguito. Oggi, posso affermare con certezza assoluta che il percorso che sta seguendo Amarganta è bellissimo e amo camminare insieme a tutti loro.

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Original Title: Sirena all’orizzonte
Tradutora: Sandra Santos
Editora: Amarganta http://www.amarganta.eu/
ASIN:B01GF9RUCA
Edition Language: Portuguese
Preço: Euro 2,49
Marco, Federico e Gaetano, passam juntos um verão quente, em uma localidade descoberta por acaso. Ligados por um fio visível e invisível, unidos pela amizade e pelo desejo de amar, encontrarão Cecilia, a sereia loira que se deleita ao sol sobre uma rocha, e que iluminará os dias deles sobre a toalha de praia e habitará em seus sonhos, dissolvendo, enfim, os seus pesadelos. Quando cada nó for desfeito, diante a cada um deles, se abrirá um horizonte cheio de promessas.
L’incipit di Sereia ao horizonte
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BELLE PERSONE CHE INCONTRI AL SALONE: CRONACA DAL PARADISO DEI LETTORI

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Devo lasciare decantare un po’ le sensazioni che ho accumulato in questi due giorni di Salone Internazionale del Libro di Torino. Ho per il momento molta stanchezza da smaltire e piedi gonfi e terribilmente doloranti. Ho camminato in questi due giorni come non ci fosse un domani, ma senza avvertire né fatica né disagio, volando letteralmente da un Padiglione all’altro, da uno Stand all’altro ubriacandomi di libri e odore di carta stampata.

Il Salone di Torino, panoramica

Aver male alla schiena e i piedi gonfi, in questo caso è un buon segno. Significa che ho speso tutta la mia energia nel visitare, incontrare, sorridere, abbracciare. Conoscere di persona chi, spesso, condivide con me una passione virtuale. Quella per i libri.

A Torino c’erano molte persone che volevo incontrare.

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Io e Isabella. Il selfie era d’obbligo.

La prima, amica mia carissima, è Isabella. Persona con cui ho da sempre un grandissimo feeling virtuale, e con la quale condivido molte passioni (in gergo faisbukkese chiamati “tunnel”): Mika, Outlander, Harry Potter tra le tantissime che ci accomunano. Da anni progettiamo di incontrarci senza mai esser riuscite a realizzare questa possibilità ma l’occasione è spuntata dopo che Isabella si è trasferita a Torino. Finalmente Sabato ci siamo riuscite.
Che dire?
Il virtuale non esiste, dicono, ed è vero.
Perché dal momento in cui l’ho riconosciuta sulla piattaforma della stazione dei treni, con Isabella è stato come se fossimo andate a scuola insieme, se ci fossimo salutate due giorni prima, quel feeling che avvertivamo via web si è dimostrato essere semplice e naturalissima intesa. Lasciarla, infatti, oggi, per tornare a Bologna è stato doloroso.
Con Isa abbiamo passeggiato tra i libri della Fiera, ho riso, scherzato, condiviso.

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Isabella infiltrata agli accrediti. Che è comunque una bellissima sensazione.

Altro incontro a cui tenevo particolarmente era con Cristina Lattaro, la mia bossa, e Paola Fallerini, “bossa in seconda”. Cristina è forse la persona con cui mi sento più spesso per ragioni di Casa Editrice, ma non avevo ancora mai avuto occasione di incontrare Paola prima. L’anno scorso a Farfa, per un caso fortuito l’ho mancata per un soffio. Conoscerla è stato piacevole, perché mi ha dato a conferma di quanto avessi già intuito via internet: Paola è una donna competente, professionale e dotata di un’intelligenza acuta che mescolata a una gentilezza rara la rendono persona chiave in questo duo editoriale: oggi comprendo perché Amarganta sia cresciuta così tanto in così poco tempo e soprattutto sia riuscita a costruire un catalogo d’eccellenza. L’energia esplosiva e la curiosità entusiasta di Cristina viene arricchita dalla capacità riflessiva e profonda, dalla critica meticolosità di Paola. E questo permette di ottenere libri perfetti e di particolarissima raffinatezza.

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Le “bosse” Cristina e Paola sono ROCK!

Ho avuto modo di incontrare di nuovo Babette Brown (al secolo Annamaria Lucchese) con la quale mi trovo benissimo a collaborare al  blog http://www.babettebrown.it che porta il suo nome. Donna forte, lucida, dalla mente “acuminata” (sì, Babette, acuminata. Non è la replica dei “capelli fluidi” questa, è voluto, il termine e ti spiegherò perché!) perché l’intelligenza di questa donna è una sorta di freccia che punta diritto al cuore delle questioni e delle persone, senza tentennamenti, senza piaggerie. E’ dotata di un umorismo pungente, infatti, e vivacissimo, ed è impossibile non amarla subito. Ecco, Babette è una di quelle persone che mi piacerebbe frequentare spesso, e mi dispiace che abiti lontano.

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Scusatemi se gongolo. Ma Babette con maglietta in pendant col mio libro è un MUST!

E poi i “miei amori” Francesco e Guido. Felicissima di ritrovarli, abbracciarli, ritrovare quell’atmosfera di scanzonata allegria e ilarità che avevo scoperto a Farfa, riscoprire la goliardia cameratesca con Francesco, che mi ha subito riportato alle “nottate di editing condiviso” di due anni fa, quando in torride notti d’Agosto ci scambiavamo testi e riscrivevamo romanzi sulla base dei suggerimenti e delle reciproche stroncature.  Rispolverare la semplicità che l’empatia trasmette e che ha solo bisogno di uno stimolo, di una scintilla per accendersi nuovamente.

La presentazione di Amarganta a 360° è stata bellissima. Tanta gente tra il pubblico, tantissimi gli autori Amarganta a parlare delle loro “creature”. Babette ha moderato l’evento in maniera magistrale e coinvolgendo gli astanti con le sue domande sempre a fuoco e sempre dirette e intelligenti.

E poi l’incontro con Clara Cerri, finalmente. Che dire di lei? E’ bellissima, intelligente, piena di talento, così amabile da non poterla odiare neppure un pochino per quella sua scrittura così “cremosa” e suadente. Così simpatica da volerla come migliore amica, se non fosse che abita anche lei lontano.

Ma perché non abitate tutti a Bologna, ecchecca…volo?

Le “Ragazze di EWWA“. Le cito tutte insieme, perché erano tante, ed è stato stupendo vederle alla presentazione di Amarganta tra il pubblico a fare la hola e la clac! Grazie. Uno dei più bei regali avuti quest’anno è stata l’iscrizione alla EWWA. E che bello abbracciarvi e salutarvi. Ma tanto, con voi, riavrò presto occasione in altri incontri e workshop.

Alessandro Fieschi, “papà” di Oliver Lifeless e Monica Nicolosi, mamma premurosa che lo ha saputo disegnare così bene, ha presentato il suo libro “Oliver Lifeless” a un pubblico attento e curioso e il libro è andato ruba. Sono felice, perché questo piccolo romanzo Under15 mi è piaciuto immediatamente e in lui credo moltissimo.

Oliver Lifeless

Oliver Lifeless

E poi Fabio, Francesca, Cathlin, (sei andata via troppo presto, neppure il tempo di scambiare due parole!) Isabella, Stefano, Lidia, Lucrezia, Manuela… Sono felice di avervi incontrato. Un po’ meno che l’evento sia finito per me, perché avrei voluto restare di più in vostra compagnia.

Avevo, dicevo, tanta gente da incontrare al Salone di Torino. Una persona in particolare. Un’anima bellissima che è sempre disponibile a rispondere a qualunque richiesta io abbia e con la quale ho avuto l’onore di collaborare per anni in quella realtà bellissima che è Rete-News.it, Sara Frison. Una persona dolcissima che proprio non potevo mancare di incontrare e che purtroppo, le circostanze hanno impedito di trascorrere con lei più tempo in compagnia. Ma almeno un bacio e un abbraccio ce lo siamo potute scambiare con la promessa che in futuro non mancheranno altre occasioni di incontri. Insieme a lei una stupenda Beatrice Latella che, durante una chiacchierata qualche mese fa, mi promise una torta al cioccolato (in sostituzione di quella che io avevo ripetutamente bruciato) e che mi ha portato al Salone dopo essersi messa ai fornelli alle 6:00 del mattino. Grazie, Beatrice, mio marito sta apprezzando tantissimo, e io sono profondamente commossa dal tuo gesto dolcissimo (in tutti i sensi)!

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Gli angeli Beatrice e Sara. SMUACK!

Due giorni a Torino, tra amici vecchi, amici nuovi, e tanti libri. Due giorni bellissimi che già mi mancano tanto. E come sempre mi succede in queste occasioni, son pentita di non aver prolungato il soggiorno ed essermi goduta anche il lunedì di questa maratona editoriale così piena e soddisfacente.

Carissime Bossa1 e Bossa2 di Amarganta: rifacciamolo presto!

 

 

quantisogni

Dipinto di Gabriella Frustaci

Arriva di colpo, ma non lo sento. Un sibilo forte, duro. Non riesco a crederci. Il mondo attorno si colora di bianco, e poi, un lungo fischio prende a risuonarmi in testa.
Adesso capisco perché si dice “vedere le stelle”. Ascolto i miei pensieri per una frazione di secondo, e trovo il tempo per dirmi che devo esser matta, perché non si pensano queste cose mentre si riceve un ceffone in faccia.
È buffo, buffo?, ma non fa male subito.

L’avevo incontrato per caso. Alla fermata dell’autobus. Pioveva a dirotto e io mi stavo bagnando nonostante la cerata con cappuccio. L’autobus era in ritardo e l’umidità aveva iniziato a penetrarmi nelle ossa. Stavo battendo i denti e i piedi per terra da quanto mi sentivo gelare.

«Vuoi un passaggio?» La macchina nera, elegante, si era fermata davanti a me. Il finestrino abbassato lasciò intravedere un uomo distinto, ancora giovane ma già avanti con gli anni. I capelli un po’ lunghi erano sciolti. Sembrava un damerino di Jane Austen, io divoravo quei romanzi. Un dandy, ho pensato, un tipo originale. Sembrava a posto, ma sapevo che non si devono accettare passaggi in macchina dagli sconosciuti.

Quasi mi avesse letto nel pensiero, si era messo a ridere: «Abito qui vicino, ma se non ti fidi posso darti patente, libretto, tessera sanitaria, certificato di battesimo, cresima e stato civile. Sono celibe e senza impegni sentimentali. Ti basta per accettare un passaggio in macchina fino alla cima della strada? Ti porto a casa.»

Perché ho accettato non me lo sarei mai spiegata. Ma mi infilai nell’abitacolo felice perché presto sarei stata al caldo, davanti al camino e con una tazza di the fumante.

Sulle prime non fa male, no. Poi eccolo, sordo, un fuoco che mi incendia la pelle. Vacillo, ma non perdo la forza e rimango comunque ferma, orgogliosa, sprezzante, di fronte a lui. Neppure per un istante dimentico la ragione per cui ricevo quella percossa. E gli urlo di nuovo, con tutto il fiato che ho dentro:

“No, non voglio!»

Lo guardo, e mi chiedo chi sia. Non è lui, il mio lui. Non può esserlo, perché quello che io conosco non ha occhi spaventosi, iniettati d’odio e di minaccia; il mio lui è dolce, gentile, sensibile e… innamorato. Ha appena terminato di coprirmi di baci, ha appena finito di amarmi come nessun altro al mondo sarebbe stato capace. Chi ho davanti, chi mi ha colpita, non è il mio cuore. Gli somiglia molto, sarebbe addirittura lui  se non fosse per le vene verdastre sul collo. Sono grosse, pulsano sotto la carne viva mentre il viso stride, indurito dalla collera.

Seppure fosse lo stesso uomo, io non cederei alla sua forza, alla sua rabbia.

Erano baci e carezze ovunque sul mio corpo inesperto. Fino ad allora non avevo ricevuto che timidi baci umidicci da ragazzini come me. Ma poi era arrivato lui. Calmo. Colto. Paterno. Il nostro primo bacio mi era sembrato fuoco puro. E il suo abbraccio un rifugio morbido. Mi ero sentita un cucciolo smarrito che ritrova la guida. Avevo desiderato scodinzolargli dietro, solo questo. Quando mi diceva: Stenditi che adesso giochiamo un po’, mi sentivo fremere e non riuscivo a frenarmi fintanto che lui non mi inondava di calore pieno, col tocco delle dita e della lingua. Non avevo mai pensato che si potessero fare certe cose. E non avevo mai nemmeno immaginato che si potesse provare un tale piacere, una tale voluttà. Mi sentivo ardere di desiderio. La sua pelle mi chiamava di notte, quando lui non c’era, lasciandomi sveglia, agitata e ansante ad abbracciare disperata il cuscino e a mordere le lenzuola invocando il suo nome.

Sostengo il suo sguardo con occhi di sfida. Mi insulta, e io rispondo alla stessa stregua.
«Stronzo!» con la o finale gridata fino a quando non mi si smorza nella gola il fiato per urlarla. Quello dopo fa meno male del primo, penso mentre il secondo colpo mi annebbia la vista. Il dolore bruciante mi invade il volto, mi fa barcollare e infine mi fa cadere a terra.

Perché quando picchiano devono sempre farlo in faccia?

da

Sirena all’orizzonte
Amneris Di Cesare
Amarganta

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NATALE SI AVVICINA: UN BEL LIBRO DA REGALARE?

 

Oggi post autoreferenziale. Il Natale sarà da un mese e mezzo circa, e qualcuno sta già iniziando a guardarsi intorno. Ebbene, a questi previdenti ho deciso di regalare un post con tanti bei consigli per gli acquisti che abbiano a che fare con i libri.

Ecco i miei consigli:

I libri consigliati, dove trovarli:

DUEL : Amazon.it   Kobo Store

MISTERIOSO E’ IL CUORE: Amazon.it  Kobo Store

SIRENA ALL’ORIZZONTE: Amazon.it   Kobo Store 

MIRA DRITTO AL CUORE: Amazon.it   Kobo Store 

LA SIGNORA SAN NICO’

POTTEROLOGIA: DIECI AS-SAGGI + 1 DELL’UNIVERSO DI J.K. ROWLING

MAMMA NON MAMMA: LE MADRI MINORI NEL MONDO DI HARRY POTTER

ANIME ALLA DERIVA

AMARGANTA.EU CATALOGO: 

SIRENA ALL’ORIZZONTE: UNA RECENSIONE DA TOGLIERTI IL FIATO

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Oggi recensisco “Sirena all’orizzonte” di Amneris Di Cesare :

Avete voglia di un bel romanzo romantico che parli d’amore ma senza essere eccessivamente smielato facendovi rischiare il diabete? Una cosa del tipo: “La mia non è proprio fame ma è più voglia di qualcosa di buono” ?
Eccomi qui! Oggi sarò il vostro Ambrogio! Emoticon wink
E sul vassoio d’argento vi servo una vera e propria delizia, testata e gustata da me in primis (e mica vi posso dare cose scadenti?).
L’ho “assaggiato” per voi e vi dico che, sì, è roba buona davvero. Un piccolo grande momento di piacere che vale la pena assaporare.
Come al solito, io qualche premessina la devo sempre fare.
Su questo romanzo ne ho ben due:

1) mi sono imbattuta in questo libro per puro caso. Come qualcuno di voi già sa, qualche settimana fa sono stata alla Fiera dell’Editoria Indipendente a Farfa (RI) nella quale molte case editrici esponevano le opere da loro pubblicate. Io mi sono trovata proprio quando, presso lo stand della Casa Editrice Amarganta, stavano presentando questo libro. Ne sono stata attratta subito. Mi sono seduta praticamente a terra e sotto al sole cocente pur di ascoltare le parole dell’autrice. Le letture dei brani estratti dal romanzo mi hanno catturata immediatamente, sin dalle prime parole. Ovviamente l’ho acquistato in loco. Non potevo tornarmene a casa senza quel libro;

2) ci tengo a precisare che Amarganta non mi paga per farle pubblicità. Ma qualcuno di voi potrebbe chiedersi com’é che nel giro di un mese io abbia recensito ben tre delle opere che questa giovane casa editrice ha pubblicato. Beh, non è colpa mia se Amarganta ha un catalogo da urlo! E’ nata da poco ma è partita come un treno. C’é davvero l’imbarazzo della scelta e la selezione delle pubblicazioni è così eccellente che non si può non acquistarle e leggerle tutte (cosa che piano piano farò).

Detto ciò, veniamo al romanzo e partiamo come sempre dall’accattivante copertina lucida che raffigura una donna con le braccia sollevate verso il cielo in chiaro segno di libertà e illuminata appena dalle ombre del tramonto. Una donna libera che si lascia accarezzare dal mare. Presumibilmente una vera sirena, come lo siamo un po’ tutte noi donne.

Il plot: prendi tre amici (Marco, Federico e Gaetano). Prendi un’estate caldissima e piena di promesse. Prendi una macchina con cui fuggire via e una località calabrese dal mare cristallino e dalla sabbia profumata. Infine aggiungici l’incontro con Cecilia, una donna tanto bella quanto misteriosa che sarà l’oggetto del desiderio dei tre amici ma che saprà anche fornire loro la chiave per imparare a leggersi dentro e riuscire a trovare risposte a troppe domande lasciate in sospeso.
Diciamo che il protagonista principale é Marco ma la storia riguarda un po’ anche tutti gli altri. E’ un’intreccio di vite e di esperienze. L’amore è il muro maetro di tutto.
Innanzitutto questa storia è ambientata negli anni ’80 e stiamo parlando di una gioventù di trent’anni fa, molto diversa da quella attuale e, ahimè, forse anche migliore. Niente cellulari ma cabine telefoniche. Niente whatsapp ma DIALOGO…un dialogo vero tra le persone. Niente vacanze extralusso per far schiattare di invidia gli amici ma solo allegri falò in spiaggia con quattro lire in tasca ma tanta voglia di vivere. Baci rubati che fanno battere il cuore e tremare d’emozione. Mi ha ricordato tanto “Sapore di mare”.
Ognuno di questi ragazzi è stato innamorato. E non ne é uscito bene dall’incontro di boxe contro il proprio cuore. L’amore spesso è cattivo: delude, offende, confonde, calpesta i tuoi sogni. Ti taglia il cuore come un coltello e poi se ne va, ti lascia così a sanguinare. E la cicatrice ti resta dentro.
L’amore a volte non vuole essere salvato sebbene tu ci provi con tutto te stesso, come è successo a Marco.
L’amore a volte non è corrisposto, come invece è successo a Federico.
Ancora, l’amore alle volte fa scelte sbagliate e nel tentativo di proteggere chi amiamo non facciamo altro che danneggiare irrimediabilmente l’altra persona, come nel caso di Gaetano.
Infine, l’amore non sempre accarezza, non sempre bacia. L’amore colpisce in faccia nel vero senso del termine. Si trasforma e diventa violenza fisica. Diventa un pugno, un livido, un calcio nei fianchi mentre sei a terra e ne hai già avuti centomila. E tu diventi vittima e lui il tuo carnefice…com’è successo a Cecilia e come succede purtroppo a tantissime donne.
E’ interessante come il tema della violenza sulle donne sia, in questo romanzo, affrontato in modo così diretto, quasi spietato. Avete presente quando si usano poche parole ma buone? Di quelle precise, dense di significato, che ti mettono davanti agli occhi la scena e la situazione in modo crudo e reale? Ecco, questo è l’uso eccellente che l’Autrice fa delle parole per descrivere non solo questo tipo di situazione ma anche tutte le altre.
Insomma, al principio era un’estate in cui l’unico obiettivo doveva essere quello di divertirsi senza freni e senza regole. Ma l’estate finisce…solo che stavolta il mare non porta via nulla, anzi deposita sul bagnasciuga qualcosa di importante per tutti i protagonisti di questa storia, un qualcosa che ognuno di loro si riporterà a casa, quando tutti riprenderanno la propria vita di sempre.
E quindi? Cosa succederà?
L’interesse condiviso dei tre amici nei confronti della “sirena” Cecilia comprometterà la loro amicizia?
E Cecilia cosa deciderà? Sceglierà? Se sì, CHI sceglierà?
Leggete il romanzo e lo scoprirete.

Amneris Di Cesare, autrice del libro, è una scatola magica dalla quale non sai mai cosa ne verrà fuori. Ti sorprende, ti lascia col fiato sospeso, non è mai banale e guai a darla per scontata! L’ho conosciuta, l’ho ascoltata e, mentre parlava, mi dicevo: “Questa donna ha un non so che di….” . In quel momento non ho saputo completare la frase. So solo che ne ero affascinata, ammaliata!
La sua arguzia, l’intelligenza, l’impeccabile capacità di comunicare…ecco, l’autrice inserisce tutte queste sue qualità nelle sue opere rendendole davvero uniche nel loro genere.
Quando le è stato chiesto in quale delle donne presenti nel romanzo lei si indentificasse di più, lei ha risposto senza esitare: “No. Io sono la Sirena”. E oggi posso completare quella mia frase lasciata a metà e dire con certezza che, sì, lei è davvero la Sirena, quella che ti rapisce, che in un primo momento ti confonde ma che poi ti mette davanti cose che nemmeno immaginavi di conoscere, di sentire o di provare.
Insomma, un’autrice eccellente il cui stile denso e penetrante mi piace davvero tanto.

Ergo: il mio voto su “Sirena all’orizzonte” ?
Indubbiamente 5 stelle piene piene!
Da leggere per sognare e innamorarsi ma senza perdere di vista la realtà della vita vera.

“Sirena all’orizzonte” di Amneris Di Cesare.
Edizioni Amarganta, collana Narrativa.
Prezzo di copertina: € 12,00 per il cartaceo e € 2,49 per la versione e-book.

SOTTO IL SOLE DI FARFA, LIBERI SULLA CARTA

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Chi mi conosce un pochino, sa che sono un tipo casalingo. Un tipo “mooolto” casalingo, che non esce di casa neppure con le cannonate. Ebbene, ieri, 19 settembre 2015, nonostante le continue e strenue tentazioni di rimandare e non andare, alle 7:00 del mattino sono uscita di casa a Bologna per dirigermi verso la stazione dei treni. E tutto questo da sola, in un moto di senile senso di indipendenza. Niente figli, niente marito ad accompagnarmi. Mi sono sentita di nuovo giovanissima. Così, tutto d’un colpo.

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Il binario n.19 e la stazione antistante era già incredibilmente animato e pieno. Il treno era completamente prenotato e i posti riservati in casi come questi sono una gran manna dal cielo. Sono arrivata a Roma Tiburtina in perfetto orario e Cristina Lattaro, la mia “bossa” di Amarganta Edizioni mi è venuta a prendere con tanta gentilezza. Siamo arrivati a Farfa verso le 11:00. E lì ho incontrato per la prima volta Francesco Mastinu e il suo compagno Guido Spano, scrittori, colleghi di editrice Amarganta e, soprattutto Francesco, amico (fino a ieri) virtuale con il quale tanto a lungo mi sono consultata per letture e scritture durante l’ultimo anno appena trascorso. Abbracciarli sul serio, dopo averli visti in foto tante volte ma soprattutto dopo aver riso e scherzato a lungo in chat è stato emozionante. E, come sempre accade in questi casi, perché sono convinta che le amicizie virtuali non siano affatto diverse da quelle reali, la naturalezza che è sfociata tra noi è stata immediata, dimostrando ancora una volta di più che non esistono barriere di sorta, soprattutto non quelle che tutti immaginano: il virtuale è reale. Punto.

Appena arrivata sono stata incaricata di presentare la prima autrice pubblicata da AMARGANTA, Lulu Lafiandra, psicologa, autrice di SUCCESS BOOK. L’entusiasmo e la disponibilità di Maria Luisa detta Lulu hanno subito messo a proprio agio il pubblico e incuriosito tantissimo.

Il saggio sul successo di Lulu Lafiandra è uno di quei libri che forse inizi a leggere per curiosità ma che sicuramente divori per le considerazioni interessanti e i consigli utili che regala. Consigliatissimo primo saggio del catalogo Amarganta che, non già perché ci collaboro, ma onestamente devo ammettere sta diventando ogni giorno più bello e interessante.

Alle 13:00 è stata la volta della presentazione ufficiale dello staff AMARGANTA sul palco principale della manifestazione LIBERI SULLA CARTA, Fiera dell’EDITORIA INDIPENDENTE di Farfa. Cristina Lattaro ha illustrato la mission  e gli intenti nonché i collaboratori di AMARGANTA e mano a mano ciascuno di noi ha avuto modo di raccontare un po’ del lavoro svolto in questi ultimi mesi e dei libri che si è fino a oggi pubblicati nonché dei progetti futuri. La sottoscritta ha illustrato le collane fantasy e Under15 di cui si occupa, dando maggiore risalto ai due gioiellini di prossima pubblicazione,

GRANDE e PICCOLO
di Laura Castellani e Caterina Betti,

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OLIVIA E LE OMBRE
di Maria Silvia Avanzato e Annelisa Bonetti,

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Senza tralasciare il bellissimo SCI-FI Romantico di Alessandra Gaggioli, DARKSIDE e i romanzi tradotti dalla sottoscritta di Marie Sexton e Indra Vaughn

La giornata è proseguita in un vortice intensissimo di chiacchiere e riflessioni sull’editoria, su scambi di idee e progetti futuri inframmezzati da racconti personali e vecchi aneddoti. Un regalo bellissimo è stato di incontrare lo scrittore Marco Proietti Mancini, appartenente alla scuderia Edizioni della Sera, e poterlo riabbracciare dopo tanto tempo. Infine, alle 16:00 la presentazione di Sirena all’orizzonte, da parte di Francesco Mastinu e con letture di Guido Spano. Bellissime e davvero ispirate le letture di Guido e l’entusiasmo di Francesco nei confronti del mio libro mi hanno davvero commossa.

La giornata volge in breve al termine. Devo riprendere un treno e quindi Cristina mi deve riaccompagnare. Questa volta però a Fara Sabina Montelibretti, stazione regionale. Piccola avventura tra le colline, perché anziché andare a Passo Corese (nel cui paese c’è la stazione ferroviaria di Fara Sabina) ci siamo dirette proprio verso il paese in cima alla collina Fara Sabina, chiaramente sbagliando strada (anche agli abitanti del posto resta comunque incomprensibile perché una stazione ferroviaria situata a Passo Corese debba chiamarsi invece come il paese in collina Fara Sabina, generando non poche confusioni). Dopo alcune peripezie e un treno perso alle 18:20, fortunatamente son riuscita a trovare quello delle 18:50 e sono arrivata in tempo a Roma Tiburtina per riprendere il treno delle 20:00 e tornare a Bologna.

Oggi è giorno di risacca. Amarganta, Francesco, Cristina, Guido e Paola Fallerini (che non ho conosciuto per un pelo, perché ahimè poverina infortunatasi pochi minuti prima del mio arrivo e corsa al pronto soccorso per farsi medicare) già mi mancano tanto. Ma pare che nei progetti di AMARGANTA ci siano una fiera a ROMA e una a TORINO. Che vi devo dire? Pensate forse che mancherò di andarci?

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I “matti” di Farfa…

SIRENA ALL’ORIZZONTE: RECENSIONE DI INSAZIABILI LETTURE

 

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Sirena all’orizzonte è il secondo romanzo di quest’autrice che ho avuto il piacere di leggere, e anche questa volta il mio istinto ci ha perso bene!

“La passione ti brucia dentro e ti divora il cuore. Non ti dà tregua, giorno e notte. L’amore invece ti riempie, ti dà sollievo, ti riconcilia con il mondo.”

La trama ruota intorno a tre giovani ragazzi – Marco, Federico e Giovanni – alle prese con l’amore. Un sentimento forte, profondo, difficile da accettare, quasi impossibile avere il coraggio di viverlo. Siamo negli anni ottanta e accompagnati dall’hit del momento, One Night in Bangkok di Murray Head, viviamo il viaggio dei tre ragazzi e di Cecilia, la sirena che li attirerà con la sua bellezza durante un percorso senza meta. Le vite di questi quattro personaggi si intrecceranno e, attraverso dei salti tra il passato ed il presente, impareremo a conoscerli pienamente.
Marco ha bisogno di colmare quel vuoto che sente nello stomaco, è alla ricerca dell’amore, dell’amore vero. Si allontanerà da Bologna senza sapere bene il perché, lì conoscerà Luisa, una ragazza che gli cambierà la vita ma che non sarà il suo vero amore, perché Luisa ha già amato e ne è uscita distrutta: accetterà solamente una buona compagnia.
Federico è un amico di lunga data di Marco, sono cresciuti insieme ed insieme hanno progettato un viaggio senza meta, che a causa dell’allontanamento di Marco è stato rimandato. Federico è quello spavaldo, che non crede nell’amore, che finge di essere superficiale, ma che in realtà ha sempre amato ma non ha mai avuto il coraggio di ammetterlo.
Giovanni, invece, è una figura inizialmente enigmatica, non si capisce molto di lui, appare molto cinico, ma scorrendo le pagine, si conoscerà più a fondo questo personaggio bisognoso d’amore, anch’egli ferito dal passato.

“L’Amore sente l’Amore. Lo rintraccia, lo cerca per ricongiungersi con esso. Entrambi cerchiamo di fuggirlo e probabilmente questo ci avvicina.”

Tre storie si uniranno e a queste si aggiungeranno quella di Cecilia e di Luisa, il tutto su uno sfondo estivo e piacevole. L’autrice è stata capace di creare dei legami e degli intrecci coinvolgenti, capaci di lasciare il lettore stupito e ammaliato da questi personaggi. La storia è molto breve, questo porta a non affezionarsi in modo profondo ai personaggi, per questo la considero più che altro una lettura da ombrellone. Nonostante tutto, è comunque una storia piena di emozioni, fatta di puri sentimenti, capaci di trascinare il lettore con sé, con Marco e le sue fantasie, con il suo sguardo perso, con i suoi sogni. Lo stile è fresco, pulito, scorrevole, fluido, l’autrice è stata capace di farmi terminare il romanzo senza che io me ne accorgessi, questo è stato certamente un altro punto a suo favore! Amneris Di Cesare ha mirato dritto al mio cuore nuovamente, ed è per questo che consiglio a tutti gli amanti del romance questa storia, che sarà certamente capace di farvi emozionare!

Che dire, Insaziabili Letture (Biola)? Che vi voglio bene? 😉

SIRENA ALL’ORIZZONTE: BABETTE BROWN SVELA COME E’ NATA

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L’intervista integrale di Babette Brown qui, sul suo ottimo blog

 

Ho chiesto ad Amneris Di Cesare di parlarci del suo romanzo, appena pubblicato, e lei non si è fatta pregare (una pistola puntata alla tempia è sempre un ottimo incentivo).

Sirena all’orizzonte è stato il mio primo romanzo.  Il primo che io abbia mai terminato di scrivere, con tanto di parola “Fine”. Altri giacciono incompiuti – e forse mai vedranno la luce – nel mio HD, ma Sirena è stato un amore folle, incontrollabile, una sorta di “trance” che mi impediva di smettere di pensare ai personaggi, parlare, interagire, litigare persino con loro.

Io amo scrivere di sentimenti. Se non c’è una storia d’amore, anche solo imbastita, all’interno del romanzo che vorrei scrivere io stessa, non mi diverto al punto da accettare la disciplina che lo scrivere comporta. E Sirena trasuda storie d’amore da tutti i pori.

I romanzi che fino a ora ho scritto e che ho pubblicato avrebbero dovuto essere semplicemente racconti brevi. Tutti e tre sono nati in questo modo. Un racconto che non mi riusciva bene. Un personaggio o più che avevano molte più cose da raccontarmi di dieci semplici cartelle dattiloscritte.

Sirena all’orizzonte doveva essere solo la storia, breve, di un ragazzino desideroso di innamorarsi e di scoprire “come si sta quando si è innamorati persi”. Ma da quella domanda che fa Marco ai suoi compagni di viaggio e di vacanza sono nate così tante risposte, ognuna diversa dall’altra a seconda del personaggio che la dava, che ho dovuto accettare l’idea che da racconto avrei dovuto scrivere un romanzo.  E così, alla storia di Marco si sono intrecciate quelle di Luisa, misteriosa e ombrosa, Cecilia, la “sirena dello scoglio” che trattiene i tre ragazzi sulle rive della Calabria senza farli più partire per altre mete vagabonde, e quella di Marco, di Federico e Gaetano. Cinque storie tutte annaffiate dalla musica disco dell’estate 1984.

Gli anni ’80 sono gli anni che più sento ancora vivi sulla mia pelle. Erano gli anni del “tutto è possibile”, della “Milano da bere”, dei sogni che si tramutavano in realtà. Erano anni di grande libertà di costumi e allo stesso tempo di grande timidezza e pruderie. Anni in cui si sperimentava, si osava, ma sempre con un pizzico di senso di colpa, di voglia di preservare un po’ di quell’innocenza che l’educazione puritana delle mamme e delle nonne ci aveva inculcato così bene. Anni in cui l’amore si scriveva ancora con la A maiuscola. E sono gli anni in cui i “miei ragazzi”, tre uomini e due donne, vivono le loro illusioni e le loro passioni, bruciandole in un mese afoso e torrido come il mese di agosto.

Sirena ha avuto una sua storia personale: inviata a tanti editori, è stata sempre rigettata, con però grandi complimenti. Uno in particolare, da uno scrittore famoso che mi disse “E’ un’ottima opera prima”. Poi vinse un premio letterario, “Cercasi Jane”, indetto da una piccola Casa Editrice: primo premio e pubblicazione. La piccola – ma serissima – casa editrice NOEAP chiuse i battenti solo un anno dopo l’uscita del libro e ritornai in possesso dei diritti d’autore. Non senza aver prima ottenuto un dignitosissimo secondo posto al Premio Magiche Rose al DeeCon15 di Fiuggi nel 2013. Insomma, questo romanzo che nessuno sembrava prendere davvero sul serio, in fondo ai lettori piaceva e riceveva anche prestigiosi riscontri.

E poi l’incontro con Amarganta, piccola, giovane e freschissima realtà editoriale che sa cogliere il succo vero e gustoso dei libri di esordienti ed emergenti di nicchia. Il libro esce in ebook, formato snello, veloce, e ultimamente davvero al top nel gradimento dei lettori voraci. E il mio augurio è quello che la storia – le storie – di questa Sirena ammaliatrice e dei suoi uomini stregati possa arrivare lontano e raccontare anche ad altri le sue inebrianti avventure.

SIRENA ALL’ORIZZONTE: UN NUOVO INIZIO!

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Marco, Federico e Gaetano, trascorrono insieme una calda estate in una località scoperta per caso. Legati da fili visibili e invisibili, uniti dall’amicizia e dal desiderio di amare, incontreranno Cecilia. Cecilia, la bionda sirena che si crogiola al sole su uno scoglio, illuminerà le loro giornate sul bagnasciuga e abiterà i loro sogni, dissolvendo infine i loro incubi. Quando ogni nodo verrà sciolto, davanti a ciascuno di loro si aprirà un orizzonte denso di promesse.

Pagine: 170
Prezzo cartaceo: 12,00 Euro
Prezzo ebook: 2,49 euro
booktrailer: https://youtu.be/Gff7_yKFzkY

L’amore passionale, quello fraterno, quello che nasce da bambini o che scocca da un incontro occasionale, l’amore dunque nelle sue mille sfaccettature, è al centro di Sirena all’orizzonte. Il romance di Amneris di Cesare conduce il lettore a Roma e a Bologna, e avanti e indietro nel passato dei tre protagonisti. Marco, Federico e Gaetano affronteranno insieme un viaggio senza meta con l’illusione di liberarsi delle scorie della loro vita recente. Nel paese incantato in cui si fermeranno, conosceranno Cecilia, misteriosa e seducente, pura e tentatrice. Ciascuno di loro subirà il fascino della bionda sirena, ciascuno di essi riceverà da lei la chiave per fugare le ombre e affrontare il futuro.

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Amneris Di Cesare, nata a San Paulo del Brasile, vive a Bologna. Free-lance per riviste femminili, dal 2005 gestisce il F.I.A.E. (Forum Indipendente Autori Emergenti). Autrice di saggi, autrice e coordinatrice di raccolte a scopo benefico, editrice e vincitrice di contest e concorsi con i propri racconti, esordisce nel 2012 con il primo romanzo, Nient’altro che amare (Edizioni CentoAutori), con cui ha raccolto consensi e riconoscimenti. Segue la prima edizione di Sirena all’orizzonte (secondo classificato al Premio Letterario Magiche rose 2014 di Fiuggi) e nel 2014 Mira dritto al cuore per la Runa Editrice. Traduttrice di autori internazionali, collabora con portali d’informazione e riviste letterarie on line. http://www.amarganta.eu redazione@amarganta.eu