SUL ROMANCE, EDIZIONE STRAORDINARIA SALONE DI TORINO: FLUMERI & GIACOMETTI

13223524_10208174483513109_1338983315_oElisabetta Flumeri e Gabriella Giacometti sono da anni una collaudata coppia creativa. Esordiscono come autrici di romanzi sentimentali e fotoromanzi, per poi passare a scrivere per la radio, la pubblicità e le riviste per ragazzi. Pubblicano anche diverse guide per gli Oscar Mondadori e successivamente lavorano come sceneggiatrici televisive di lunga serialità, affrontando generi diversi, dalla commedia al sentimentale, dal ‘legal’ al dramma in costume. Nello stesso tempo operano come editor e supervisori di fiction tv e tengono corsi di scrittura creativa per insegnanti e alunni delle scuole elementari e medio superiori. Da qualche anno sono tornate al mondo dell’editoria e hanno pubblicato con Emma Books e Sperling & Kupfer (i diritti de’ L’amore è un bacio di dama’ sono stati acquistati da USA, Spagna, Germania, Polonia, Francia e Israele). Nel settembre 2013 fondano con altre autrici EWWA, European Writing Women Association, un’associazione di donne che operano nel mondo della scrittura in crescente espansione. Per il 2015 sono state nominate ambasciatrici per We Women for EXPO. La loro ultima sfida è il self publishing, perché ritengono che l’autore ibrido sia la nuova frontiera degli scrittori. Come indie hanno pubblicato “Angelica”, primo romanzo della serie StuntLove, la novella “il colore della Passione” (StuntLove 1.5) e il romanzo breve “Questione di pelle”.

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1.Oggi non più solo appannaggio delle donne ma anche qualche uomo spunta tra i nomi degli autori, 28775113_anteprime-sperling-love-capri-di-flumeri-giacometti-mouna-di-dan-sehlberg-1 scrivere “rosa” perché, secondo voi? Secondo noi i motivi sono due. Il primo, più banale, riguarda il guadagno. Il romance è un genere che tira, quindi anche  alcuni uomini decidono di buttarsi attratti dall’idea di fare “cash”. Ci sono poi invece gli autori, uno su tutti Diego Galdino, che hanno una particolare sensibilità e che amano le storie d’amore come lettori (Diego ha sempre tenuto a dichiarare che era fan di Nicholas Sparks) e quindi si trovano a proprio agio nello scriverle e scelgono il genere per passione.

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cover versione americana de L’amore è un bacio di dama

2.Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo voi? Vende perché le donne volevano, vogliono e vorranno continuare a sognare. Pur consapevoli che si tratta di sogni, che la vita  quotidiana è un’altra cosa. È  offensivo e superficiale credere che le lettrici di rosa confondano il sogno con la realtà. Si tratta piuttosto di donne consapevoli che vogliono soltanto prendersi qualche ora di vacanza dalla vita vera. Il pregiudizio è legato, soprattutto in Italia, a un pregiudizio  diffuso verso tutto ciò che è genere e, in particolare, verso il “rosa”, da sempre considerato narrativa di serie B da chi fonda i suoi giudizi sul distinguo tra letteratura alta e bassa, senza riflettere che invece lo spartiacque dovrebbe essere tra libri scritti bene e libri scritti male.

3.Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo voi? Ce ne sono parecchie, anche tra le autopubblicate che non sono state ancora scoperte, e non ci piace l’idea di fare alcuni nomi e non altri, dato che la lista sarebbe lunga.

4.E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Due per tutte, perché anche qui iangelica nomi sono svariati. Senz’altro J.R.Ward, che con La Confraternita del Pugnale Nero ha creato una splendida saga, con una struttura di ferro, personaggi che difficilmente si dimenticano e una rara maestria nel descrivere le scene di sesso.  Poi Jennifer Crusie, sesso e ironia coniugati in modo magistrale. E naturalmente non possiamo non citare l’inossidabile Nora Roberts.

5.Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”?  Come tutti i romanzi di genere, anche il rosa ha le sue regole ed è bene conoscerle prima di cimentarsi sulla scrittura.  A tal proposito noi, su richiesta, facciamo proprio un corso sugli step base del romance, si intitola “SCRIVERE L’AMORE”. Si parte dall’analisi degli elementi chiave del genere – un uomo e una donna che si innamorano, un problema che minaccia di dividerli e crea il conflitto,  uno scioglimento in cui il problema viene risolto e l’amore trionfa –  per poi approfondire, passo dopo passo,  tutti gli ingredienti base,  dagli archetipi del plot rosa (il figlio segreto, il matrimonio di convenienza, l’amnesia etc.) a come creare un eroe o un’eroina credibili, dall’importanza dell’ambientazione a come costruire la tensione erotica all’interno della storia e via dicendo.  Questi sono gli ingredienti base ma, come in ogni una buona ricetta, bisogna saperli combinare.  Un  libro è buono a prescindere dal genere. Lo è se: sa suscitare emozioni, coinvolgere il lettore e – essenziale – se è scritto in buon italiano. Ci chiedi cosa funziona in un romance: la domanda, a nostro avviso, è strettamente collegata con  quella che segue…

download (1)6.Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? … un romance funziona quando soddisfa il lettore, quando lo fa sognare e lo fa evadere dalla realtà. Non è un caso che, quando è scoppiata la crisi economica, sia in America che qui in Italia ci sia stata un’impennata  nelle vendite di romance. Questo perché, se la realtà non soddisfa o crea angoscia, si cerca nella lettura un appagamento, la lettrice si immerge in una realtà “altra” e per due ore si anestetizza. Quando abbiamo curato il libro di Janice A.Radway La vie en rose Letteratura e bisogni femminili, abbiamo chiesto a diversi blog di proporre alle loro lettrici alcune delle domande tratte dai questionari che l’antropologa, quarant’anni prima, aveva proposto al suo focus group di una piccola cittadina americana. Nella classifica italiana degli elementi essenziali per un buon romance ai primi posti le lettrici indicarono l’eros col 56,1% , la storia d’amore col 52,3% e la trama col 40%, quando , invece, le lettrici americane, quarant’anni prima, ponevano in pole position il lieto fine, la storia d’amore e i dettagli sulla vita della coppia dopo l’happy end, quasi a voler una rassicurazione sulla credibilità della storia raccontata. Ma quello che venne confermato fu che  la spinta a leggere rosa era sempre la stessa: il bisogno di evasione, la voglia di sognare. Del resto l’amore – a 360 gradi – è ciò che fa muovere il mondo, oggi come ieri.

7.Le idee, voi, come le trovate? Non ci sono regole in questo senso. Può accadere che un articolo sul web colpisca la fantasia di una delle due, se l’idea piace ci si inizia a lavorare. Ma può essere anche un luogo, una location particolare. Talvolta lo spunto nasce da una persona conosciuta che stimola la nostra curiosità. Ma sempre e comunque è la realtà nella quale viviamo l’incubatore dal quale prendiamo il via.

8.Le regole sono fatte per essere trasgredite. Siete d’accordo? È possibile trasgredire alle regole del$_35 “romance”? Noi siamo dell’avviso che per trasgredire le regole devi conoscerle bene. Ma attenzione, nel romance ci sono regole alle quali non si può contravvenire. Un romance, per definirsi tale, deve avere un happy end. Sogno ed evasione sono le parole chiave per chi legge il genere, su questo  non si può deludere il lettore. Per il resto bisogna solo avere il coraggio di osare.

9.Dove va il romance? Cosa ne pensate della “deriva” LGBT e MM? Non ci piace il termine deriva per quanto riguarda LGBT e MM. Amore e sesso, in tutte le loro declinazioni, possono essere spunto per storie interessanti e appassionanti, mai porsi dei limiti. Del resto, come abbiamo detto, il genere erotico ha un grandissimo seguito, forse perché eros e thanatos sono alla base del conflitto vitale. Riuscire ad eccitare i sensi, a  coinvolgere il lettore  fino in fondo, senza tabù, raccontando le più intime fantasie è una bella scommessa per uno scrittore. Se ci si allontana dall’idea di sesso come peccato, ecco che la scrittura diventa un’esplorazione, un altro modo per sondare le emozioni più profonde di uomini e donne. La discussione forse andrebbe spostata sulla differenza fra l’erotico e il pornografico, ma questo è un altro discorso.

10.Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Conoscere le regole del genere, individuare un target di riferimento e curare la lingua italiana.

 

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Gabriella ed Elisabetta saranno presenti al Salone Internazionale di Torino, presso lo stand di Sperling & Kupfer nei giorni della Fiera e in giro per gli stand in qualità di ambasciatrici di EWWA, European Writing Women Association.

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SUL ROMANCE: L’ELENCO DI TUTTE LE INTERVISTE

SUL ROMANCE DIECI DOMANDE A:

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MARIE SEXTON

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SIMONA LIUBICICH

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MARIA MASELLA

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BARBARA CINELLI (TRISKELL)

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ADELE VIERI CASTELLANO

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FRANCESCO MASTINU

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MARIANGELA CAMOCARDI

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CASSANDRA ROCCA

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MARIA SVEVA MORELLI

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FRANCO FORTE

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CRISTINA LATTARO (AMARGANTA)

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CRISTINA BRUNI

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BABETTE BROWN

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SAM STONER

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 MARA ROBERTI

SUL ROMANCE, DIECI DOMANDE A: MARA ROBERTI

10805218_1544561442423446_451994499_nMara Roberti “nasce” nel 2013, con le prime commedie romantiche scritte per Emma Books. E in un certo senso, cresce insieme alla casa editrice, muove i primi passi in un genere, il “rosa” italiano, che attraversa una fase di grandi cambiamenti. Ha esordito con Love Trainer, a cui sono seguiti Le scarpe son desideri, Le regole degli amori imperfetti e Frittata alle ortiche, tutti per Emma Books. Ha anche un blog, Rosa per caso, dove racconta le avventure di una femminista alle prese con il rosa, perché è convinta che femminismo e rosa abbiano molto in comune e che possano farsi un gran bene a vicenda.

Oggi non più solo appannaggio delle donne ma anche qualche uomo spunta tra i nomi degli autori, scrivere “rosa” perché, secondo lei? I nomi maschili nella narrativa sentimentale ci sono sempre stati, basta pensare a Nicholas Sparks, o ai francesi, come Nicolas Barreau. In Italia forse si era più restii a farsi catalogare nel rosa. Ora, fra autopubblicazione e digitale, è più facile sovvertire gli schemi tradizionali e si rischia di più. Oltre al fatto, va detto, che è ormai risaputo che il rosa è uno dei generi che vende di più. Quindi, come dire, l’occasione fa l’uomo… rosa!

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi:amoriimperfetti-1-1 perché secondo lei? Sul perché susciti più pregiudizi io ho una mia teoria, collegata a quello che chiamo il “femminismo rosa”: l’intrattenimento puro delle donne infastidisce, quindi va bollato in qualche modo. È vero che non sempre è narrativa di qualità, ma è anche vero che è uscito ben di peggio in libreria o in edicola senza suscitare reazioni tanto indignate e tanto sarcasmo. Io credo che le donne che parlano di sentimenti in realtà facciano paura, perché una donna che si emoziona, che è capace di gestire le proprie emozioni, è una donna in grado di combattere per i propri diritti.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Preferisco non fare nomi, in parte perché è il modo migliore per offendere involontariamente qualcuno e in parte perché appena terminata l’intervista mi verrebbe in mente qualche nome da aggiungere. La scena editoriale italiana sta cambiando molto e io noto un rosa più coraggioso, con protagoniste più consapevoli, che compiono prima di tutto un viaggio dentro se stesse. Che imparano a essere felici, e solo dopo averlo imparato riescono a vivere l’amore. Questo è il rosa che mi interessa di più, perché unisce alla componente di intrattenimento spunti più intimi e profondi. Credo che i confini del genere si stiano allargando sempre di più e questo significa che si sta arricchendo di spunti nuovi.

frittataalleortiche-defE quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Stanno emergendo romance sempre più umoristici, con dialoghi frizzanti e situazioni spassose. È un segno che la scrittura ha sempre più importanza, che si va alla ricerca di uno stile, di una impronta personale. Anche questo è un aspetto significativo del romance di oggi, italiano e straniero. Si punta alla firma, a uno stile riconoscibile, non più a uniformarsi all’interno di una collana. Non leggo molto rosa in senso stretto, preferisco i testi che sfuggono alla definizione, pur raccontando storie d’amore. Ora per esempio sto leggendo Kate Morton, che non mi delude mai.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”? Credo che la prima regola sia emozionarsi mentre si scrive. Le lettrici di rosa sono esperte e smaliziate, riconoscono un “trucchetto” narrativo da lontano e non si lasciano fregare facilmente. Ma se chi scrive si emoziona davvero, in qualche modo quelle emozioni arriveranno sulla pagina e quel trasporto autentico contagerà anche il lettore. Non è facile, ma credo che la sincerità, unita al rispetto delle regole del genere, sia fondamentale. Non mi fido di una scrittrice a cui non sono sfuggiti almeno un sospiro e una lacrima, mentre scriveva, proprio come non mi fido di un cuoco che non assaggia quello che cucina.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Il diritto a essere felice. Il diritto a sognare, a credere nelle favole. Un universo in cui tutto ha un senso, in cui tutti possono redimersi e avere una seconda possibilità. Un romanzo rosa è come una cioccolata calda, come un buon tè, come un massaggio. Lo scegliamo quando abbiamo bisogno di emozioni positive, quando cerchiamo una via di fuga nel piacere.

Le idee, lei, come le trova? Sono convinta che si scriva tanto meglio quanto più vicino si arriva al punto dentro dilescarpesondesideri2-alta noi che fa male, alle ferite che ci portiamo dentro. Quando sento che inizia a farmi male, capisco che da quelle parti c’è qualcosa che vale la pena di scrivere. Poi cerco di costruirci intorno un universo che risvegli sensazioni positive (i cani, le scarpe, il tè, per esempio) e di trovare i punti di contatto fra quell’universo e la storia che voglio raccontare.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? Tutte, tranne una: il lieto fine.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Io credo molto in un rosa sempre più femminista, ossia un rosa che insegni alle donne a essere felici, a convivere con le proprie emozioni senza sensi di colpa. Un rosa che ci aiuti a conoscere meglio noi stesse e quindi anche a lottare per i nostri diritti nella vita di tutti i giorni. Perché nel momento in cui impariamo a sognare e a credere nei sogni, poi pretenderemo di realizzarli. Questo è per me un rosa femminista. Non deve necessariamente proporre eroine particolarmente coraggiose o intraprendenti e neanche affrontare tematiche considerate “di genere” (anche se ovviamente non ho niente in contrario). È il rosa in sé a essere femminista, purché sia un rosa intelligente e consapevole, che dà per scontato di rivolgersi a donne intelligenti e consapevoli. Troppo spesso ci si cimenta nel rosa pensando che sia alla nostra portata, che sia il “più facile” dei generi letterari. Non è così, è un genere molto affollato e quindi ospita testi più o meno riusciti, questo sì, ma il rosa che vale si distingue dagli altri e non è affatto facile. Non è facile scriverlo e non è facile neanche leggerlo, perché spesso tocca tasti profondi. Vivere le emozioni non è facile, al contrario, forse per questo chi non è capace di farlo sbeffeggia chi accetta la sfida.

love-trainer-altaIl romance con protagonisti solo maschili o solo femminili è nato come fenomeno di nicchia reso possibile dal digitale e credo che finirà per fondersi in qualche modo con il rosa diventando uno spunto in più, un’alternativa. Spesso questi romanzi propongono una componente drammatica che al rosa attuale manca e credo che sia una delle ragioni del loro successo. Detto questo, una storia d’amore resta sempre una storia d’amore, indipendentemente dal sesso dei protagonisti.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Metterci dentro se stessi, quello che si è davvero, non nascondersi dietro il genere, pensando che imponga un certo stile e certe tematiche. Non cercare di assomigliare al rosa, ma fare in modo che il rosa assomigli a noi. Molto meglio osare, tentare strade nuove, anche quando sembrano incompatibili con il genere. Io all’inizio ho vissuto con un po’ di fatica il conflitto fra le mie idee, il femminismo e il rosa, così come era visto e percepito da molti. Poi ho capito che il “trucco” era venire allo scoperto, essere sinceri, ed è nato il “femminismo rosa”. Siamo in un’epoca in cui la sincerità paga, se usata con attenzione e intelligenza. E in un’epoca pronta ad accettare gli accostamenti più inusuali e gli sconfinamenti più audaci. Approfittiamone!

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A SAM STONER

12226481_10207629571764869_597325322_nSam Stoner,  nato e cresciuto a Roma. In ambito romance ho vinto il concorso That’s amore con il romanzo breve “L’amore, questo bastardo” pubblicato quest’anno in una versione arricchita di contenuti e disponibile in eBook e in cartaceo. Sono ideatore e direttore editoriale della rivista letteraria ThinkPink dedicata alla letteratura femminile e alle contaminazioni artistiche. La mia caratteristica è di fare a pezzi l’uomo svelandone pensieri maschilisti e bruti e trattare con venerazione la donna. Sto ultimando un romanzo che mescola una storia d’amore ormai al capolinea con un omicidio, in questo caso lo stile è umoristico e ironico.

Oggi non più solo appannaggio delle donne ma anche qualche uomo spunta tra i nomi degli autori, scrivere “rosa” perché, secondo lei? Perché oggi ci sono scrittori più giovani, sui quaranta-cinquanta anni,  cresciuti con un tipo diverso di donna, madri forti, indipendenti, un modello che ha soppiantato quello prettamente machista, quindi questi scrittori riescono a “sentire” maggiormente il mondo emotivo femminile e il proprio, e finalmente ne scrivono.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Le donne sono grandi lettrici, hanno bisogno di emozioni, di sogni, di dare sfogo a un mondo interiore ricco e la letteratura offre uno strumento straordinario. Ma il romance è letteratura? Sì, lo è. Del resto la stessa Austen non era considerata alta letteratura eppure…

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale12277990_10207629571724868_1861567186_n secondo lei? In Italia direi Anna Premoli e Mariangela Camocardi che ho anche intervistato per la mia rivista e aggiungo Francesca Baldacci, capace di auto pubblicare nel massimo silenzio un romanzo (Vacanze da Tiffany) su Amazon per poi essere messa sotto contratto da Sperling a seguito del grande successo in rete.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Per gli stranieri direi Nora Roberts e Susan Elizabeth Phillips. Ci sarebbe anche un “certo” Nick Hornby anche se si esce un pò fuori dal romance per andare verso il chick lit al maschile.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”? Uomo fascinoso, donna ingenua, storia d’amore, impedimenti, disillusione e lieto fine. Potrebbero sembrare elementi sciocchi ma in mano ad autori capaci danno origine a romanzi importanti.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Io credo che si tratti dell’esplorare le emozioni e i sentimenti.

12271565_10207629571604865_92510692_oLe idee, lei, come le trova? Mi ispiro alle mie relazioni passate e per i personaggi a quanto sento intorno a me.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? No, si possono prevedere scenari diversi, storici, futuristici, noir, erotici ma di fondo le regole DEVONO  essere quelle.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Il romance ha la grande capacità di adattarsi al proprio tempo. Il romance classico non tramonterà mai, si adatterà, offrirà nuove versioni ma quello sarà. Oggi c’è la possibilità di fare “coming out” cosa impossibile fino a qualche decade fa e quindi il numero di lettori/lettrici si differenzia, è giusto raccontare anche l’amore da un diverso punto di vista, anche se poi, alla fine, si tratta sempre di meraviglioso, puro, incantevole amore.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Siate leggeri, ironici e intensi quando serve, mettete sempre almeno una scena di sesso, narrata con eleganza e trasporto e non dimenticate mai lo svolgimento della storia costituito da un  incontro, l’innamoramento, la crisi, la risoluzione e il lieto fine.

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A BABETTE BROWN

BABETTE-BROWN-1-296x300Babette Brown, anzi Annamaria Lucchese è nata tanti anni fa in quel di Padova. Strappata in tenera età alle brume del Nord, è stata catapultata dalla vita prima a Roma, poi a Milano.  Al momento (ma non promette niente) sembra stabile a Roma, dove vive in una casa piena di libri e, da brava zitella, con tre gatti teppisti e una cagna psicolabile. Laureata in Filosofia, ha lavorato come docente e dirigente scolastico. A parte questo, risulta essere una brava persona. Da due anni, ha aperto un blog che si occupa di narrativa rosa e un gruppo Facebook, all’interno del quale trovate lettori e scrittori che convivono in pace.

Oggi non più solo appannaggio delle donne ma anche qualche uomo spunta tra i nomi degli autori, scrivere “rosa” perché, secondo lei?  Il “rosa” così calunniato (di solito da chi NON lo legge e si limita a pontificare) vende e da solo sostiene la traballante editoria italiana. Ricordiamoci che in Italia le lettrici superano di gran lunga i lettori; che un forte lettore (poveri noi!) è quella persona che legge un libro al mese. Se non ci fosse il “rosa” molte case editrici avrebbero chiuso bottega da quel dì. 

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Guardiamo le donne di oggi: lavoro fuori casa, lavoro a casa (quanti mariti/compagni/conviventi si fanno carico del 50% delle incombenze domestiche? Ne vogliamo parlare?), figli, cani-gatti-criceti… crisi economica, crisi dei valori, paure varie disseminate sul loro cammino. E ci meravigliamo se, alla fine di una giornata, acchiappano un romance e sognano un po’? Sanno benissimo che la realtà non ha nulla a che vedere con quello che stanno leggendo, però assaporano quelle storie con il lieto fine obbligatorio. Anche se non apprezzano più il Principe Azzurro e preferiscono protagoniste volitive e orgogliose della propria femminilità. Pregiudizi? Sì, ci sono. E tanti. Le anime belle che si dilettano nel pontificare sulla pochezza di questo genere? Vogliamo parlare di invidia? O di supponenza sterile? 

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Quali sono le scrittrici rosa italiane più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Parlo di quelle autrici di cui mi sono occupata con il mio Blog. Per fortuna il gruppo è numeroso e quanto mai variegato. Romantic suspense? Monica Lombardi e Elena Taroni Dardi. Romance storico? Mariangela Camocardi, Adele Vieri Castellano, Ornella Albanese, Simona Liubicich. Dark Contemporary Romance? Chiara Cilli. Erotic Romance? Di nuovo Simona Liubicich, Emiliana De Vico, Laura Gay. Mistery? Giulia Beyman. Noir? Maria Masella. Rosa contemporaneo? Tutte le ragazze del gruppo YouFeel, direi, e il duo Flumeri & Giacometti. Fantasy? Paola Gianinetto. Romance M/M-LGBT? SM May e Federica D’Ascani. Sono le prime che mi vengono in mente, ma ce ne sono altre, molte altre. E mi sembra che piaccia molto, sia alle scrittrici che alle lettrici, la contaminazione fra generi: il romance storico si ammanta di una vena erotica più o meno pronunciata. E così fa il romantic suspense. Apprezzo moltissimo due scrittrici, che lavorano a quattro mani, e che hanno mescolato sapientemente romance storico con thriller e horror: Federica Soprani e Vittoria Corella, che stanno anche incamminandosi sulla strada dello Steampunk. C’è una generazione di autrici ormai conosciute e una di giovani che avanza impetuosa. 

E quali le scrittrici straniere? Amo soprattutto le autrici di romance storici (Loretta Chase, Mary Balogh, Lisa Kleypas, per citarne solo tre) e di romantic suspense (Anne Stuart è quella che seguo di più, ultimamente). 

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genereDSC_0639_copia “romance”? Tre regole fondamentali (ne ha parlato Roberta Ciuffi in un suo post): Il lieto fine, l’amore contrastato dei due protagonisti e la vicenda amorosa come argomento principale (deve rispondere alla domanda: “Di che cosa parla il libro?”). 

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Una lettrice, direi. Anche se ci sono uomini che leggono romance, sono ancora una minoranza. E non sanno che cosa si perdono… Come dicevo prima, le lettrici cercano evasione, ma anche una buona storia, bei personaggi, intrecci coinvolgenti. Non dobbiamo pensare alle lettrici di romance come a persone “di bocca buona”! Sono critiche, si aspettano storie ben costruite, non perdonano passi falsi nemmeno alle autrici più affermate. 

Le regole sono fatte per essere trasgredite. È d’accordo? È possibile trasgredire alle regole del “romance”? A parte le tre regole fondamentali, che ho elencato prima, direi che per tutto il resto c’è ampio spazio di manovra. Soprattutto se ci si rivolge a un target giovane. 

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Più che di deriva, parlerei di arricchimento. Apprezzo che Triskell abbia aperto il mercato alle autrici italiane. Leggo volentieri questo genere e trovo che molte lettrici lo apprezzano. Sono storie molto appassionate. Certo c’è anche del gran bel sesso, ma è l’amore a farla da padrone. Sono storie che esprimono sentimenti forti, che lasciano il segno. 

Screenshot 2015-10-26 08.50.37Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Leggete tanto, scrivete tanto, cancellate tanto. E ricominciate da capo. Ma questo vale per qualsiasi scrittrice. A parte le citazioni, direi di provare più sottogeneri, soprattutto all’inizio, con lo scopo di trovare la “vena” personale. Poi, specializzarsi, leggendo autrici italiane e straniere. Per chi si avvicina al romance storico, consiglio un lavoro di ricerca certosino, perché le lettrici di questo genere sono come falchi alla ricerca della preda: la scrittrice che si fa scappare uno svarione viene bollata come inaffidabile. 

Quali romance sono sulla sua scrivania, pronti per una recensione? Lavoriamo in gruppo, nel Blog. Al momento, sono in lettura due romanzi di una serie Steampunk, diversi romance contemporanei, un fantasy, e… momento di amnesia… dovrei rivedere il calendario!

Per conoscere più da vicino la storia di Babette Brown in rete e nel mondo del “romance”, vi consigliamo queste due interessanti interviste:
Babette al Collettivo Idra
La storia di Babette Brown – Mestieri ad Arte

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A FRANCO FORTE

220px-Franco_forteFranco Forte nasce a Milano nel 1962. Giornalista, traduttore, sceneggiatore, editor delle collane edicola Mondadori (Gialli Mondadori, Urania e Segretissimo), ha pubblicato i romanzi Caligola – Impero e Follia, Il segno dell’untore, Roma in fiamme, I bastioni del coraggio, Carthago, La Compagnia della Morte, Operazione Copernico, Il figlio del cielo, L’orda d’oro – da cui ha tratto per Mediaset uno sceneggiato tv su Gengis Khan –, tutti editi da Mondadori, e La stretta del Pitone e China killer (Mursia e Tropea). Per Mediaset ha scritto la sceneggiatura di un film tv su Giulio Cesare e ha collaborato alle serie “RIS – Delitti imperfetti” e “Distretto di polizia”. Direttore della rivista Writers Magazine Italia (www.writersmagazine.it), ha pubblicato con Delos Books Il prontuario dello scrittore, un manuale di scrittura creativa per esordienti. Il suo sito: http://www.franco-forte.it

COP_Forte_Segno untore.inddOggi non più solo appannaggio delle donne ma anche qualche uomo spunta tra i nomi degli autori, scrivere “rosa” perché, secondo lei? Da quello che so, la maggior parte degli uomini che scrivono rosa (o che cercano di farlo, perché non mi pare riescano a ottenere chissà quali risultati, a parte qualche eccezione) lo fanno solo per un motivo: perché è il genere che vende di più, e dunque cercano di inserirsi in un settore particolarmente vivace dal punto di vista commerciale. Ma in realtà alle lettrici interessa leggere il punto di vista femminile, con la sensibilità femminile, sulle questioni di cuore, e dunque la stragrande maggioranza degli autori rosa sono donne.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Vende di più perché ormai le donne sono l’80% degli acquirenti di libri, in Italia e non solo, e le donne prediligono il romance, o comunque le storie di sentimenti e di emozioni fra persone. Suscita pregiudizi perché come tutti i generi letterari vanno compresi solo quando li si conosce a fondo, e chi ne parla male di solito, banalmente, non ha mai letto dei romance.  Proprio come avviene con la fantascienza o con altri generi 51UbnkHm5VL._SX315_BO1,204,203,200_letterari.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Ce ne sono tante, non ha senso che mi metta a fare nomi, basta aprire Amazon e guardare la classifica dei romanzi rosa. Tra l’altro, molte di queste autrici sono self-publishers, cioè si sono autopubblicate, a dimostrazione che questo genere piace a prescindere anche da certe regole editoriali solitamente piuttosto rigide.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Ripeto, non mi piace fare nomi. E poi ognuno ha i suoi autori preferiti.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”? Non è facile scrivere romance, al contrario di 51pgpSa2BGL._SX319_BO1,204,203,200_quanto pensa chi disprezza il genere senza mai averlo letto. Le storie sono tutte molto simili, è vero, ma riescono a indagare a fondo nei meccanismi del sentimento e del rapporto fra coppie (non necessariamente etero, visto che oggi si scrive romance gay senza problema, sia femminile che maschile), recuperando ogni volta le pulsioni più forti e avvincenti del sentimento più potente che esista: l’amore. Le regole, dunque, sono poche ma precise: è di amore che si parla nel romance. E quasi sempre il finale deve essere positivo, con quello che viene chiamato happy ending.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Svago, divertimento, emozioni. Ci si immedesima nei protagonisti e si sogna con loro, si vivono grandi storie d’amore insieme a loro. Magari capaci di travalicare la realtà, non sempre così… rosa come quella che si trova nei libri.

Le idee, lei, come le trova? Le idee si nascondono dietro i cespugli, dietro ai mobili, sotto i tappeti, oltre le nuvole, nel cibo che beviamo e nei film che guardiamo alla TV. Sono ovunque, basta saperne cogliere qualcuna ogni tanto.

Cover CALIGOLA ultimaLe regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? Certo, tutto si può fare, purché poi i lettori ne siano soddisfatti. Alla fine conta solo questo.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Come dicevo prima, il romance racconta dei sentimenti e dell’amore, dunque è giusto che oggi si possa allargare questi confini al di là del semplice rapporto di coppia eterosessuale. Ho letto magnifici romance in cui gli “attori” protagonisti erano in tre, e non si parlava di sesso, ma di amore. Tutto sta a capire che cosa si vuole trasmettere al lettore.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? E’ un genere difficile, dunque prima di cominciare a scriverne bisognerebbe leggerne tanto, per assimilare la struttura delle storie, il modo di trattare i personaggi e, soprattutto, di rapportarsi con le lettrici: nel linguaggio, nella costruzione dei nostri eroi, nel modo in cui si vogliono trasmettere loro le emozioni che ci appartengono. Un esercizio complesso, ma che può dare grandi soddisfazioni. Al di là di chi snobba o sfotte solo perché non ha mai trovato il tempo, e la voglia, di aprire un romance in vita sua.

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A MARIA SVEVA MORELLI

12166653_966448420061261_619925458_nMaria Sveva Morelli si è dedicata alla narrativa da adolescente. Ha esordito come vincitrice del concorso “Un racconto fantasy per Napoli” indetto dalla casa editrice scrittura&scritture. Da allora ha fatto parte di diverse antologie, tra le quali “365  storie d’amore”, “365 racconti di Natale” e “365 storie d’estate” di Delos Book; “Racconti sotto l’albero” della Triskell Edizioni. Il suo romanzo breve “Un nuovo inizio” è uscito in e-book per la Triskell Edizioni.

Perché scrivere “rosa”? Com’è nata questa passione e/o determinazione a scrivere “romance” o “rosa”. Perché “rosa” e non un altro genere?Ho iniziato a scrivere perché mi sono resa conto di quanto mi facesse star bene leggere. Nel mio piccolo voglio tentare di ricambiare questo dono, sperando che anche le mie storie possano aiutare qualcuno, regalando qualche ora di distrazione. Il rosa è sempre stato il mio genere preferito, lo trovo come l’eredità delle fiabe per bambini. Il rosa è in grado di far sognare, di far credere ancora nel lieto fine. E poi ci sono i romance moderni, che infondono coraggio alle donne, dimostrano come anche le contraddizioni e le fragilità tipicamente femminili, in realtà, possano essere anche dei grandi punti di forza.

12166483_966450236727746_233630859_nIl genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei?Le donne hanno voglia di sognare. Spesso non lo ammettiamo ma adoriamo quella sensazione di leggerezza che ci fa tornare bambine, amiamo la possibilità di aprire un libro e infilarci in una realtà diversa, in cui il principe azzurro è dietro l’angolo e con lui il “e vissero felici e contenti”. Per questo i romance vendono tanto. Purtroppo, ci sono persone che non si sanno trattenere dal giudicare i gusti altrui e additano ancora i romanzi rosa come “di serie B”. Ci si aspetterebbe che gli/le amanti dei libri siano persone mature, ma alcune sono ancora affette da inutile snobbismo. Sì, le commedie romantiche possono non essere alta letteratura, ma sono perfettamente in grado di veicolare messaggi importanti o di far riflettere i lettore su piccoli e grandi temi, ma lo fanno a modo loro, senza tanta ostentazione.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei?Mi viene in mente Sveva Casati Modignani, anche se non è proprio romance. Ultimamente ci sono tanti altri nomi, come la coppia Flumeri-Giacometti, o Amabile Giusti, Cassandra Rocca, Diego Galdino. Sul web, poi, ci sono tantissimi altri nomi, come Viviana Giorgi, Fabiola d’Amico o, per gli M/M, Erin. E. Keller.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Per il romance straniero non si possono non citare nomi come Judith McNaught, Lisa Kleypas, Mary Balogh, Susan Elizabeth Phillips, Sophie Kinsella, e ultimamente Sarah McLean; un po’ fuori dal coro, ma spesso molto romantico, anche Marc Levy, alcuni citerebbero anche Nicholas Sparks, di certo sentimentale ma, anche qui, non proprio romance.

11997184_966450216727748_1270139167_nRomance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”? La prima regola del romance è il lieto fine, come in ogni favola che si rispetti. Poi ci sono delle tappe fondamentali, come protagonisti credibili, coerenti, nei quali ci si possa identificare, o dei quali ci si possa innamorare. E ovviamente il romance condivide le regole di ogni altro libro: come il rispetto della sintassi, della grammatica, ma anche di una trama precisa, di uno stile scorrevole…

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Io cerco una storia in cui perdermi. Devo riuscire ad astrarmi totalmente da me stessa per ritrovarmi nel romanzo. Cerco una trama da batticuore, con dei personaggi che mi facciano compagnia e mi strappino un sorriso.

Le idee, lei, come le trova? Le mie idee nascono dalla vita di tutti i giorni: il viso di un passante, un gesto visto di sfuggita, un aneddoto capitato a qualche amica. Inizio a ricamare su queste cose fino a che non si crea qualcosa nella mia mente, un abbozzo di trama o un personaggio. L’idea di base è la parte più semplice, tutto il resto poi è in salita.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? Tutte le regole sono fatte per essere infrante. Ci sono romance che tendono ad essere più tragici, altri più riflessivi, oppure che affrontano situazioni atipiche. Infatti il romance si sta aprendo sempre di più a sottogeneri, come lo sport-romance o il romantic-suspense. Sperimentare, contaminare, non è un male, ma bisogna essere aperti alle critiche delle lettrici. E, credo, ci siano sempre dei confini da mantenere: se manca il lieto fine non siamo più in un romance.

12064403_966448383394598_1849951467_nDove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Il romance si sta evolvendo con la società, segue, e a volte anticipa, le richieste dei lettori. Gli LGBT e gli MM sono molto richiesti, specialmente all’estero, ma pian piano si stanno affermando anche in Italia. Del resto, anche tra i più giovani, le storie yaoi spopolano, quindi non mi stupisce questo entusiasmo per gli M/M. Ho provato a leggere qualcosa ma non mi sono sentita molto coinvolta nelle vicende, non so se sia il genere a non essere adatto a me o, semplicemente, non erano le storie giuste.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Leggere, leggere, leggere. Secondo me questo è il consiglio fondamentale da dare a chiunque voglia scrivere. Chi scrive romance ha il privilegio di raccontare ciò che sogna, ciò che non ha mai trovato in libri altrui, quella trama che solo al pensiero fa accelerare i battiti del cuore. Può imbastire una storia che lo rispecchi e vedere come va, essendo sempre aperto al confronto costruttivo con i lettori.

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A CASSANDRA ROCCA

12168886_859669070807316_1512597455_oCassandra Rocca nasce come autrice self-publishing nel dicembre 2012. Il suo romanzo scala le classifiche di Amazon, attirando l’attenzione di diverse case editrici e, dopo meno di due mesi, l’autrice firma il contratto con la Newton Compton. Il 7 novembre 2013 esce ufficialmente in libreria “Tutta colpa di New York”, primo romanzo di una trologia ambientata nell’omonima città. Seguono “Una notte d’amore a New York” (5 giugno 2014) e “Mi sposo a New York” (6 novembre 2014), correlati da due novelle solo digitali: “In amore tutto può succedere” (3 aprile 2014) e “Tutta colpa della gelosia” (11 settembre 2014). Un suo racconto si può trovare all’interno dell’antologia “Baci D’estate”, sempre per la Newton Compton (19 giugno 2014).

12165835_859668747474015_529055185_nPerché scrivere “rosa”? Com’è nata questa passione e/o determinazione a scrivere “romance” o “rosa”. Perché “rosa” e non un altro genere? Ho iniziato a leggere romance da ragazzina, e da lì a scriverne uno il passo è stato breve. Mi riesce meglio parlare di sentimenti che inventare mondi di fantasia o parlare di crimini, ma non penso ci sia un motivo specifico. Forse sono semplicemente molto romantica.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Credo che l’amore stia alla base di tutto. Veniamo al mondo grazie all’amore, viviamo cercandolo, non ci sentiamo mai del tutto felici senza la consapevolezza di essere amati, come figli, come amici oltre che dalla persona che scegliamo di avere accanto. Questo rende il romance un genere  intramontabile, ma purtroppo il pregiudizio vuole che sia considerato una cosa da “ragazzine”, da femminucce che vogliono ancora credere nelle favole, e dunque privo di spessore psicologico. Inutile dire che non è affato così e che in molti romanzi rosa si cela 12166237_859668837474006_702288389_nun significato morale anche profondo.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Sono troppe per poterle elencare tutte, anche considerando i vari sottogeneri in cui si inserirscono. Le prime che mi vengono in mente sono Sveva Casati Modignani, Margaret Mazzantini, Mariangela Camocardi, Maria Masella, o le più recenti Anna Premoli, Sara Rattaro, Federica Bosco…

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Nora Roberts, Susan Elizabeth Phillips, Lisa Kleypas, Sophie Kinsella… e questo solo parlando di romance contemporaneo. Ci sono poi tutti i sottogeneri del caso (storico, paranormal, erotico) e la lista si allunga ulteriormente.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”?  Il romance ha, come ogni genere, un suo schema ben preciso, che in questo caso somiglia molto alla fiaba. C’è una lei in cui la lettrice può identificarsi, un lui che rispecchia il sogno di ogni donna, un antagonista o comunque un elemento di disturbo che renda inizialmente difficile il loro rapporto, e naturalmente il lieto fine. È una struttura semplice, che si basa principalmente sull’amore; può essere contornata da argomenti come la storia, la politica e altre tematiche più o meno complesse, ma nessuna di esse deve prevalere sul lato romantico.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? Credo cerchi l’evasione, l’emozione, la favola. Quella dose di buoni sentimenti e sensazioni positive  che lasciano un sorriso e suscitano il batticuore, e che ti permettono di alleggerire per qualche ora la vita di tutti i giorni che, si sa, non è sempre facile.

Le idee, lei, come le trova? Sono loro che trovano me. Nella mia mente si accendono continui flash, spuntano12166515_859668917473998_90364013_n personaggi e storie diverse e io non posso fare a meno di metterle nero su bianco.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”?  No. Come un giallo non può terminare senza svelare l’assassino, un romance non si può concludere senza il classico “happy ending”.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Penso che il romance si stia allineando con i tempi moderni e che stia andando incontro ai gusti di tutti, ampliando i propri orizzonti. Come per tutte le novità, ci vuole del tempo per acquisire lettori, ma ho sentito pareri già molto positivi al riguardo. Personalmente non mi sono ancora cimentata in questo genere di letture, ma non escludo di provarle.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Il romance è emozione e sentimento, perciò posso solo consigliare agli autori di scrivere storie che emozionino loro per primi, cosicché queste possano toccare il cuore di chi le leggerà.

SUL ROMANCE: UNDICI DOMANDE A MARIANGELA CAMOCARDI

Mariangela_Camocardi_Logokrisia-900x597Mariangela Camocardi ha pubblicato circa 50  tra romanzi e racconti   Ama spaziare tra generi molto diversi, con una predilezione per lo storico. Ha scritto storie horror, women’s fiction, steampunk, favole e commedia romantica. Tra i titoli più apprezzati Tempesta d’amore, Sogni di vetro, Il talismano della dea, La vita che ho sognato, Lo scorpione d’oro, Ciribalà, Un segreto tra noi, Nessuna più. Quest’ultimo libro è un’antologia contro il femminicidio edita da Elliot il cui ricavato è stato interamente devoluto al Telefono Rosa per aiutare le donne vittime di violenza. L’autrice è stata anche direttore della rivista Romance Magazine. È una delle socie fondatrici di EWWA

Com’è nata questa passione e/o determinazione a scrivere?Certi input li abbiamo dentro e se siamo così fortunati da capire i segnali, a un certo punto si manifestano, belli pronti per essere realizzati, se ne abbiamo la forza e la volontà. Molti rinunciano  perché non sono disposti a fare i sacrifici che ogni scelta impone. Ma gli input bisogna ascoltarli: funzionano esattamente come i sogni.

Romance” o “rosa”. Perché “rosa” e non un altro genere? Il Romance si muove quasi sempre in uno sfondo12079114_10205041138529886_2968840609439669099_n storico che mi è congeniale, per cui il primo romanzo è nato dal  nostro Risorgimento. Amo particolarmente questo periodo a dir poco esaltante vissuto dall’Italia e dai suoi patrioti. Il rosa coincide con il mio cuore romantico: ho un debole per  le belle storie d’amore. Mi piace scrivere anche altri generi e credo di avere una spiccata tendenza per l’horror.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Perché si generalizza senza voler approfondire il successo costante e planetario della letteratura femminile: si coniuga il rosa con la narrativa scadente. Discriminare è molto più facile che rivalutare un genere che non conosce crisi.

Quali sono le scrittrici/gli scrittori rosa italiane/i più importanti, attualmente, sulla scena editoriale secondo lei? Ce ne sono diverse e citarle  tutte non solo richiederebbe un elenco dettagliato , ma rischierei di omettere qualche nome e preferisco non farmi dei nemici.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri? Anche in questo caso  la lista sarebbe cospicua e alle lettrici di romance non serve un promemoria in proposito.

Romance: le regole per scrivere un buon libro “rosa”. Cosa funziona in un romanzo di genere12087823_10205041130529686_2406269726641638477_o “romance”? Non ne servono molte: due protagonisti carismatici, degli antagonisti alla loro altezza,  un  conflitto a prova di lettore, qualche bel colpo di scena e, naturalmente, il lieto fine.

Cosa cerca un lettore in un romanzo rosa? L’evasione dalla realtà  e storie capace di far  sognare già dall’incipit.

Le idee, lei, come le trova? A dire la verità ovunque:  la vita offre spunti a bizzeffe e bisogna allenare la mente, gli occhi e le orecchie a capire cosa vale la pena di raccontare di tutto il “materiale” che abbiamo a disposizione. È come scegliere una buona lettura sulle bancarelle dei libri usati.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance”? Naturalmente sì, ma occorre farlo con estrema abilità. Le lettrici sono parecchio esigenti e selettive e apprezzano poco certi minestroni insapori che abbiamo letto.

Dove va il romance? Cosa ne pensa della “deriva” LGBT e MM? Mah, senza mancare di riguardo a nessuno a me queste derive per ora entusiasmano poco, ma sono sempre aperta alle novità e mi limito al mai dire mai.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “romance”? Curare soprattutto la qualità del testo e rileggere fino all’estenuazione ciò che si è scritto. Mi sono capitati sotto il naso errori grammaticali che la mia maestra delle elementari avrebbe sottolineato con la matita rossa e un brutto voto.  E ripassare i modi verbali prima di scrivere obbrobri che vanno a danno della storia che abbiamo firmato.

SUL ROMANCE: DIECI DOMANDE A FRANCESCO MASTINU

12023159_10207772736907589_598791134_nFrancesco Mastinu è nato nel 1980 sotto il segno dell’Acquario e vive a Cagliari, vicino al mare. Convive con il suo compagno e spera ancora di poterlo sposare anche se si trovano entrambi in Italia, ha sempre i 4 gatti a sovraintendere ogni sua attività quotidiana. Dopo aver pubblicato numerosi racconti in antologie collettive di alcuni editori italiani, ed essersi dilettato con il genere erotico sotto pseudonimo, ha ufficialmente esordito con il romanzo  “Eclissi” (Lettere Animate, 2012) seguito poi da “Polvere” (Runa Editrice, 2014) e la raccolta di racconti brevi “Concatenazioni” (Edizioni 6Pollici, 2014). “Falene” è il suo terzo romanzo, il primo della serie “Emozioni del nostro tempo” edito per Amarganta, uscito a settembre 2015. Collabora con l’editore Amarganta per la collana Amarganta LGBT e per la gestione del portale “Vite Arcobaleno”. Il suo blog: http://www.jfmastinu.wordpress.com  

Perché scrivere gay romance, e MM? Perché romance e non un altro genere? Io rovescerei la domanda: perché non scriverli? In realtà scrivere gay e M/M è solo dare un connotato di omoaffettività a una storia comune all’essere umani, rispettando magari le peculiarità del mondo gay (come per LGBT) o dedicandosi solo all’aspetto meramente romantico della faccenda. Ma l’idea guida, il messaggio che secondo me deve passare, è solo quello dell’emozione, unica e comune a tutti quanti, gay o etero che siano. Vedere finalmente il giorno in cui magari non si scrive “gay” o “etero”, ma solo amore. Questo, perlomeno, è il mio sogno. E di sicuro questo è il perché continui a scrivere storie LGBT.

Il genere “rosa” è quello che in campo editoriale vende di più e quello che suscita più pregiudizi: perché secondo lei? Perché per molti, a mio avviso, viene ritenuto un genere meno impegnato, dedicato fondamentalmente al sesso femminile o comunque a persone che non devono impegnare la mente durante la lettura. E questo suscita in me due consapevolezze: la prima è che chi parla asserendo cose del genere, spesso, lo fa senza cognizione di causa, perché anche il romance hai dei canoni ben precisi che devono essere rispettati e richiede comunque dedizione e studio, al pari di tutti gli altri modi di fare narrativa. L’altro ha a che fare col sessismo: siccome certe storie vengono ritenute dall’opinione pubblica come riservate alle donne, purtroppo secondo me subiscono un giudizio di valore denigratorio in una società dove le disparità sulla base del genere sono ancora oggi vive e vegete.

I suoi libri trattano di storie d’amore gay. Ha subito critiche e si è scontrato con gli stessi pregiudizi degli scrittori/scrittrici “romance” etero? Scrive solo narrativa queer oppure il suo repertorio è mainstream? Di critiche ne ho incontrate parecchie e purtroppo spesso legate all’argomento che tratto, l’amore gay nell’estrema verità (e a volte gravità) in cui ancora oggi si vive nel nostro paese. Ho sentito parlare di “libri patetici” e di “piangersi addosso” soprattutto da coloro che vogliono far passare le istanze di riconoscimento dei diritti civili come richieste non fondate, ma ancora più forte nel mio caso è stata l’opposizione da una certa porzione di “autrici” (non lettrici, ma autrici) che magari scrivono M/M e che ritenevano il mio modo di raccontare la verità senza ruoli (che nella realtà, si sa, non esistono) o veri e propri stigmi, come un tentativo di suscitare compassione e pietà. Ma il gradimento del mondo dei lettori, alla fine, ha dato ragione ad altri aspetti. Perché fondamentalmente finora i miei testi hanno incontrato pareri incoraggianti dai lettori e dalle persone che sono venute magari a sentire di prima mano quello che i miei libri avevano da raccontare, riflettendoci su. E questo, alla fine, era il mio obiettivo principale. Io scrivo amori gay, amori etero, situazioni di dolore e storie soprannaturali. Non mi definisco queer o mainstream, prediligo dire che io scrivo la natura umana, con l’omosessualità in testa al resto, ovviamente.

La narrativa che tratta di amori tra due persone dello stesso sesso viene suddivisa in narrativa LGBT e MM o FF. Ci può spiegare il perché e quali sono le sostanziali differenze di questi due “sottogeneri”? A dire il vero le differenze non dovrebbero esistere, sono dei limiti nella nostra testa. Se per questo io non amo nemmeno l’etichetta LGBT o M/M, perché i generi sono altri. Il mio desiderio è proprio questo: che un domani non si usino queste etichette, ma si pensi alle storie a prescindere dai contenuti più o meno vicini al mondo omosessuale. E con questo obiettivo, a gran voce rivendico il marchio LGBT. Perché c’è un estremo bisogni di scriverne, parlarne, di far muovere le coscienze.

A ogni modo, penso che la differenza tra LGBT e M/M consista nell’obiettivo che si persegue e nelle tematiche12007025_10207772770908439_1153745515_n trattate. Mentre il romance privilegia la storia romantica e attribuisce dei canoni precisi al suo sviluppo e ai personaggi, a volte mutuato dalla tradizione yaoi e al mondo delle fan fiction, dove conta la storia e i ruoli (seme & uke) pervadono la trama, il racconto a tematica LGBT inquadra la storia dal profilo della realtà, con l’inserimento non di ruoli ma di tematiche proprie della vita delle persone omosessuali e della loro subcultura, magari “sporcando” la parte romantica della trama con le difficoltà quotidiane come l’omofobia, inserendo magari l’Aids o ancora la prostituzione, l’amore tragico, la morte e la mancata tutela giuridica, o ancora l’innamoramento per l’etero. I topos delle storie a tematica LGBT sono diversi, di stampo sociale ma soprattutto appartenenti alla subcultura gay di un determinato paese, che non si dovrebbe mai scordare di tenere in considerazione nella scrittura, per non lanciare messaggi sbagliati o proprio deleteri per l’immagine e le lotte del mondo omoaffettivo. So bene che un’affermazione del genere risulterà polemica e verrà criticata, ma per me l’amore è amore, l’ho già detto. E a volte la poca precisione o l’attribuzione di ruoli che il lettore poi può pensare di trasferire nella realtà possono diventare socialmente pericolose messe in pasto all’opinione pubblica e a chi non vuole che le persone siano felici essendo quello che sono.

E quali le/gli scrittrici/scrittori stranieri di gay romance che ritiene siano più importanti al momento? Io posso citare autori che sono importanti per il modo di scrivere il mondo gay, non solo sul romance e basta. Nel resto del mondo occidentale (e non solo) ci sono tanti autori che hanno contribuito a raccontare storie omosessuali e a diffonderle nel mondo. Posso citare i miei pilastri: Di sicuro David Leavitt, Yukio Mishima, Patricia Nell Warren, Marguerite Yourcenar, Alex Sanchez, Helen Humphreys, B.Hartinger, K. M. Sohenleim, W. Burroughs, Peter Cameron, Armistead Maupin, Gore Vidal, C. Isherwood. Se invece penso ai nostrani, che hanno o comunque meriterebbero fama internazionale, cito di certo Pasolini, Pier Vittorio Tondelli, Matteo B. Bianchi, Piergiorgio Paterlini e Luigi Romolo Carrino. Ma è difficoltoso ridurre tutto un mondo in pochi nomi.

12026488_10207772764508279_113119100_nRomance: le regole per scrivere un buon libro gay-romance? Cosa funziona in un romanzo di genere “romance”? Per me è attenersi alla realtà raccontando la verità senza per questo non dare risalto all’aspetto romantico della storia. Diciamo che bisogna dosare entrambi gli aspetti. Rinunciare ai ruoli o ai preconcetti che possono creare odio e pregiudizi di sicuro.

In una storia romantica, per me, funziona soprattutto la capacità di immedesimazione, sia nella situazione ma soprattutto nella parte emotiva. Le storie romantiche possono sembrare uguali a livello esperienziale (anche se non lo sono in realtà): ci si incontra, ci si ama, si vive la passione, si ottiene un rifiuto e si perde qualcosa. Ma quello che rende la lettura interessante è il modo con cui essa viene esposta: a livello di scrittura, con la giusta suspense, a livello emotivo, con la presenza di tutti quei segnali che sottendono il batticuore e il sentimento che si prova e si trasforma nelle sue fasi, e il livello di improbabilità, dove quella storia che può essere comune a tutti appare unica nel suo genere solo in quel determinato libro. Queste sono regole generali, che valgono per il romance a tutto tondo.

Cosa cerca un lettore in un romanzo gay romance o MM? Lo dicevo prima, il potere di immedesimarsi. Leggere un racconto o un romanzo e viverlo da dentro, riuscire a sentire le emozioni, riconoscerle come proprie, anche se magari certe situazioni non ci sono mai capitate. Credo che il lettore sintetizzi questa necessità nella lettura: la capacità di poter volare dentro la storia, magari riflettere su un concetto semplice, che ha a che fare con l’esperienza di tutti. Comprendere che non esistono amori al di là delle preferenze affettive, ma che appunto, si tratta degli stessi sentimenti.

Le idee, lei, come le trova? Dalla vita quotidiana. C’è un momento, quando mi metto in testa di scrivere una storia e ne immagino i contenuti, in cui un’emozione prende forma nella mia testa, magari accompagnata dalla musica che sto ascoltando in quel momento o da un avvenimento che vedo, constato… o che vivo. Poi ovviamente nel corso della scrittura dei miei appunti, le idee prendono forma, si raffinano e crescono, quasi per conto loro, tanto che a volte fatico a rincorrerle con la mia penna.

Le regole sono fatte per essere trasgredite. E’ d’accordo? E’ possibile trasgredire alle regole del “romance” anche in campo gay? Pienamente d’accordo. L’arte della scrittura, in quanto arte, deve ammettere la trasgressione per potersi evolvere, anche in campo romance e anche nella cultura gay. Senza diversificazione e stratificazione non si cresce mai. Ovviamente, se trattiamo la letteratura dal profilo LGBT, questa rivoluzione deve accompagnare i mutamenti socio-culturali della società di riferimento, in quanto si tratta di storie fortemente correlate a questo aspetto.

Dove va il gay romance? Cosa ne pensa del sempre più crescente interesse ? Che vi sia un interesse, a me fa solamente piacere, perché credo che la lettura e la letteratura possano aiutare, e tanto, a smuovere le coscienze e a riconoscere la dignità e i diritti. Dove vada, devo essere sincero, non lo so. Ma sono ansioso anche io di scoprirlo.

Un consiglio a chi vorrebbe scrivere “gay-romance”? Confrontarsi costantemente con la realtà. È fondamentale, per produrre una buona storia. Ma potrei aggiungere anche che è necessario vivere le esperienze senza preconcetti e lasciarsi guidare anche dalle idee o dalle situazioni che possono sembrare lontane dal nostro modo di vivere. Poi, ovviamente, studiare e documentarsi tanto, non arrendersi mai e continuare a formarsi a livello sociologico e a livello psicologico, per dare sostanza a tutti i meccanismi che non conosciamo a fondo se non li abbiamo sperimentati in prima persona. E infine, ma non meno importante degli altri, e comunque comune a tutti coloro che vorrebbero scrivere anche altri generi, suggerisco di leggere tanto. Di tutto, e non smettere mai. Senza leggere non si è capaci di scrivere, di questo ne sono abbastanza sicuro.

12011477_10207772735307549_1024800034_oAdesso qualche domanda sulla sua attività letteraria: ha da poco pubblicato un nuovo romanzo di genere  romantico a tematica LGBT per Amarganta. Vuoli parlarci un po’ di questo suo nuovo lavoro? Falene è quel cumulo di sentimenti che hanno sedimentato in me per tanti anni. Si tratta di una storia originale, che ha pochi legami con la mia vita ma nel contempo parla di tutto quello che ho avuto intorno, ho pensato e immaginato nel periodo della giovinezza. È di certo una storia a cui mi sono legato in modo molto stretto per ambientazione, la mia Cagliari, che è un piccolo diamante, per personaggi, perché è un po’ come se fossero i miei amici di sempre, che mi hanno sorretto ogni volta che ho avuto fatica a credere nei sogni. In sé è un romanzo sentimentale e nel contempo introspettivo, di formazione, perché ciascuno dei componenti principali della storia partono affrontando i loro difetti per arrivare al cambiamento personale, a crescere. Nella loro metamorfosi, il motore che muove tutto quanto è l’amore.

Falene è la storia di una coppia, all’apparenza ormai collaudata e serena nel loro vivere insieme che però subisce uno scossone: il protagonista infatti prende una decisione improvvisa sull’onda di una insoddisfazione nel rapporto con il suo compagno che cambierà le loro vite. Storia di ordinaria , oppure extra-ordinaria, visto che si sta parlando di una coppia gay, amministrazione? Cosa voleva raccontare e quale messaggio trasmettere attraverso le storie di Manlio, Enrico, Francesco, Mirna & Co.? Direi che è una storia ordinaria, che può succedere a tutte le coppie del mondo, a prescindere dal genere del partner. La metafora fondante della storia è la rivoluzione personale: la falena, un insetto che può apparire insignificante ma che, come tutte le farfalle, attraversa le fasi della crescita interiore e si evolve, con il compito di amare la luce incondizionatamente, a rischio della propria esistenza. È il suo scopo, la sua avventura. Come per gli umani lo sono i sentimenti e i sogni. Infatti, io penso, che Manlio, Mirna, Enrico ma anche tutti quanti noi, dentro siamo delle falene.

12022071_10207772748147870_30416076_oLei è uno scrittore. Questa storia secondo lei sarebbe stata raccontata diversamente se l’autore fosse stata donna? Su cosa avrebbe calcato di più la mano in termini di circostanze e descrizioni rispetto a quello che invece ha dato risalto lei, in quanto maschio? No, due volte. Io non sono uno scrittore, perché fare lo scrittore significa farlo di mestiere e io ho tanto imparare ancora. E il secondo no invece lo rivolgo alla questione di genere. Per saper scrivere una buona storia romantica, non serve essere donne. Così come per scrivere una bella storia LGBT e M/M non bisogna essere gay. Serve una dote che va al di là del genere e che appartiene solo alle persone: l’empatia. Ma non solo la capacità di capire, ma anche quella di trasferire in termini emotivi a chi legge. Io ho sempre detto che la più bella storia d’amore omoaffettiva sinora l’ha scritta una donna.  In Falene, non per presunzione, perché questa è una valutazione che faccio per tutti quanti, non penso che nessuno avrebbe potuto scriverla diversamente o meglio. Perché quella è semplicemente una mia storia, con le mie emozioni, le mie esperienze e i miei pensieri, che appartengono a me. qualsiasi altra mano… avrebbe semplicemente costruito una sua storia. Simile, migliore, che magari funziona di più… ma sono cerco che non sarebbe stata, ovviamente, quello che invece Falene ha rappresentato per me, in quanto mia. Con tutti i pregi o i difetti che ha.