L’Artigiano

Grazie Fabrizio per questo bel pensiero. Manca tanto, Fabio. Manca a tutti.

Wormhole Diaries

Artigiano

Il 9 agosto è venuto a mancare un uomo, un altro uomo. Ne muoiono tanti ogni giorno nell’indifferenza generale o nella sofferenza collettiva o famigliare.
Però ieri ne è morto uno speciale: Fabio Musati.

Chi frequenta questo blog ne avrà sentito parlare, fu il fondatore di F.I.A.E. assieme ad Amnerus Di Cesare, ne ideò la sigla e il motto: “Né comandanti né condottieri”
Rileggete e riflettete su quest’ultima frase, perché racchiude un pensiero profondo e pratico.
In un panorama come può esserlo quello della letteratura esordiente, più volte si scontrò con circolini e condominii di aspiranti scribacchini, chiusi a invidiare il prossimo o a darsi pacchi a vicenda sulla schiena, con personaggi dal discutibile carisma a tirare le redini di una baracca traballante.
Nessun comandante non voleva dire democrazia, non voleva dire che chiunque poteva dire cazzate, ma che nessuno gli avrebbe tappato la bocca o cacciato se sapeva stare…

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RECENSIONI, BELLE O BRUTTE, SI ACCETTAN TUTTE

(google images)

 

Micro Recensione per MIRA DRITTO AL CUORE

(grazie infinite, Gianna Martelozzo!)

Micro Recensione per VORREI AVERTI ADESSO

Grazie infinite, Erika! Di cuore!

Micro Recensione per FIGLIA DI NESSUNO

Dispiace non averti soddisfatto, Sofia Abbate. Sul serio.

 

Micro Recensione per FIGLIA DI NESSUNO

Grazie di Cuore, Bruno Barillà!

 

Ma per favore, non smettete di postarle. Belle o brutte che siano, le accetterò tutte!

RFS – ROMANTICAMENTE FANTASY MI HA INTERVISTATA!

http://www.romanticamentefantasy.it/incontro-lautore-amneris-cesare/ 

 

<<<SE VOLETE LEGGERE L’INTERA INTERVISTA, CLICCATE QUI>>>

AMICHE…

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Ci sono amiche che ti restano vicine tutta una vita. Che ti telefonano tutti i giorni. Che appena stai male o hai bisogno sono subito sotto casa, per sostenerti, per abbracciarti, per anche solo dirti: dai che passa. Ci sono amiche con le quali litighi furiosamente, vi scambiate parolacce indicibili, vi sbattete reciprocamente in faccia le peggiori accuse, le più assurde recriminazioni ma basta un giorno, due, senza sentirsi e ci si ritrova di nuovo insieme ad abbracciarsi e a chiedersi perdono vicendevolmente.

Ci sono amiche che senti ogni tanto. Che sono occupatissime tra casa, marito, figli, lavoro e genitori anziani da accudire. Che lasciano passare il tempo perché il tempo non basta mai e quando sei pronta a fare quella telefonata, l’orario non è mai adeguato. E quindi rimandi a domani. E domani non è mai l’indomani. Ma quella volta che per caso riesci a incontrarle è come se non vi foste mai lasciati, come se vi foste visti il giorno prima.

Ci sono amiche che sai che ci sono. Anche se non le senti da anni. Perché sai che nel momento in cui le chiami sono pronte a esserti vicino, ad ascoltare i tuoi sfoghi, le tue stronzate e ti prenderanno sul serio come se avessi appena raccontato la Teoria Quantistica dell’Universo, e non ti giudicano e non ti criticano ma al massimo ti dicono in faccia la verità più cruda.

Ci sono amiche che non hai mai conosciuto. Ma che diventano amiche non appena le incontri. E sono uguali a quelle che hai appena descritto qui sopra.

Ci sono amiche che non sospettavi di avere e che scopri dopo decenni. Ma che ti fa bene sentire ogni tanto o più spesso, o sempre e soprattutto ti fa bene sapere che ci sono. In ogni caso.

Ci sono amiche.

Ed è bello che ci siano.

 

MISTERIOSO E’ IL CUORE A BREVE IN INGLESE SU TUTTI GLI STORE

 

Mysterious is the heart (1)

Translated by Rosemary Dawn Allison 

On Kobo 
On Barnes & Nobles
On Apple iTunes
On Scribd 

Orlando is a painter with a cantankerous character and a soul in tumult, he is already more than fifty years old, he feels old and with no possibility of new stimulus, of new inspiration. A proud man and an “unrepentant imperialist” as he loves to define himself, for some time he has seen life flowing through his fingers like sand and had no idea of how to get it back. Elvira is a young woman disappointed by destiny, mostly sentimental. Suddenly abandoned by her boyfriend she feels betrayed and her soul emptied. Padre Alfonso is a strange priest: undisciplined, non-conformist he loves to graze souls and when the occasion arises have them meet. Orlando has been commissioned to do a work and he has Elvira as the subject to inspire the basis of something that could return soul and joy of two people who believe to have lost them irredeemably.

Mysterious is the heart (Misterioso è il cuore) received a special mention for the Vico Sul Gargano Prize for Short Novels 2008. la menzione di merito Premio Vico Sul Gargano – Romanzi Brevi 2008 Also contains the story Hearts on the Network, which received a prize at Stories on the Network –2003

*****

Author’s biography: Italian, born in Sao Paulo – Brazil, mother and wife first, writer in second place, scout and publisher’s catalogue section coordinator, and translator.  Amneris Di Cesare, Italian born in Sao Paulo, Brazil, lives in Bologna. Married to a Calabrese doctor, mom and full-time wife, works as a free-lance journalist for women’s magazines. Since 2005 she manages the F.I.A.E. – Independent Forum for Emerging Authors (http://fiaeforum.freeforumzone.leonar&#8230;), either group and self editing workshop for emerging writers. Published the essay “Mama or not Mama: the challenge of being mothers in the world of Harry Potter ” for the beneficial anthology “Potterology: Ten essays on the universe of JK Rowling” (Camelozampa 2011), one of her short stories, titled “Fang” is present in the beneficial anthology of short animal stories “Code di Stampa” (Edizioni La Gru 2011). In 2012 she published her first novel, Nothing but love (Edizioni Centoautori), which was the winner of the Mondoscrittura Literary Award, and in 2013 she took part in the educational school project coordinated by Manuela Salvi “Next stop … Italy!” (Onda Editore) writing the chapter dedicated to the region of Calabria. Di Cesare edited the beneficial anthology “Dodicidio” for the project POP Edizioni La Gru, she wrote the chapter “February” (2013) and won the contest “Jane Wanted” organized by Edizioni Domino, which released her novel “Siren on the horizon”. On June 24th 2014 her third novel “Straight to Heart” was released by Runa Editrice, and since Edizioni Domino closed in late 2014, Amarganta Edizioni released the novel Siren on the Horizon as an e-book. A new essay on Harry Potter’s mother and minor characters was released by Runa Editrice in January 2015. She has been given the job by Amarganta Edizioni as fantasy and children’s sections coordinator as well as scout for foreign rights and translator of manuscripts in English and Portuguese.

GLI ANNI PASSANO E…

Pixabay free copyright image

Gli anni passano e la morte si avvicina.

Era una specie di mantra, lo diceva sempre mia nonna e ogni volta che lo diceva sembrava parlare di qualcosa di alieno, di talmente lontano dal nostro immaginario e cosciente da farla sembrare una sorta di marziana menagramo.

Oggi, a un mese quasi di distanza dal mio compleanno – che come da decenni a questa parte ho trascorso completamente sola, ma con mucho gusto – e a soli tre anni dalla sesta decade di vita, mi rendo conto che questo pensiero ricorrente di mia nonna non è poi così lontano e astratto.

Perché mi capita sempre più spesso di pensare alla morte.

Attenzione, questo non è un post “depresso” di una persona che sta meditando di lasciare questo mondo, non è neppure una sorta di “sfogo” nel quale io mi aspetto milioni di risposte del tipo “non ci pensare, la vita è bella!”.

Lo so che la vita è bella. Io adoro la mia vita, e sopratutto questa vita.

Non cambierei la mia epoca per quella di nessun altro, solo ecco… mi piacerebbe che davvero una volta “tornati” da dove siamo venuti ci fosse la possibilità di una seconda chance e di essere rispediti sulla terra a viverne un’altra, magari nel futuro.

Perché se penso alla morte, quello che più mi intristisce è “la mancanza del futuro” in questa equazione. Il non poter vedere cosa ci sarà “dopo”. Il non avere più nozione degli amici e degli affetti di questa vita qui.

Sì, chi crede pensa che comunque si possa finire in una sorta di “bolla” temporale parallela, dove si può assistere a tutto senza però poter interagire con chi ci è caro. Il problema è: e se non fosse così? Se non fosse vero?

In ogni caso, più passa il tempo e più ci penso.

Mi sveglio la mattina e penso: chissà se domani potrò fare realmente questa cosa che ho programmato? Chissà se riuscirò a finire di scrivere quello che ho pianificato adesso di scrivere? Chissà…

Mi sento come in una sorta di stallo, di precarietà, di incombente.

Non sono più la persona fiduciosa e sicura di un futuro come lo ero anche solo un anno fa.

E non ho capito bene perché mi stia succedendo, né se è cosa buona questo vivere alla giornata, al minuto che passa. Però mi capita di rendere grazie più spesso e questa, secondo me non è cosa negativa del tutto.

La tristezza unica è che una volta che non sarò più su questa terra, nessuno si ricorderà di me e delle cose che ho scritto verrà fatta carta straccia. Anche il web non è eterno.
E devo farmene una ragione.

Perciò, Buona Giornata a tutti voi.
Sono tornata, ma come potete vedere, più riflessiva e fatalista, forse.
Sicuramente con più voglia di fare, di fare in fretta ciò che vorrei concludere.
Non ho più tanto tempo.

Dovessero anche restarmi anni e anni, quello che resta è pochissimo.
E devo farne tesoro.

 

SI’, SONO QUELLA CHE SCRIVE QUELLA ROBA LI’

Sul Blog Babette Brown Legge Per Voi un mio articolo su un argomento che in questi giorni ha tenuto banco sui social con innumerevoli polemiche. Questo il mio pensiero a riguardo:

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Un estratto del mio articolo. Se volete leggere l’articolo integralmente, qui in questa pagina

Allora quando è cominciata col romance? Sono onesta. Dopo aver letto Danielle Steel e, arrabbiata per la povertà stilistica della maggior parte dei suoi romanzi, mi dissi “ma quanti ne vogliono scritti così? gliene scrivo uno al mese!” E nacque il mio primo “romance”. Solo che non era affatto romance. Siccome non riuscivo a mantenere la storia sui binari canonici

dell’ incontro + scintilla che scocca + passione che sboccia + conflitto + separazione degli amanti + angoscia + incontro + chiarimento + lieto fine,

anche quel romanzo era troppo complicato e crudo per essere “romance” e scoprii poco dopo che c’è un genere che descrive quello che non è puramente rosa, ed è il “women’s fiction”. Pure lui non troppo popolare, mi dicono.

Ma la svolta è stata quando mi fu commissionato un manuale di scrittura romance. Scoprii che di “rosa e romance” non conoscevo nulla. Non sapevo da che parte cominciare. E da dove si comincia, quando si vuole conoscere qualcosa di cui si è quasi totalmente all’oscuro?

Si comincia dal fare domande. E domande le ho fatte. Trovate sul blogroll di questo blog le interviste che ho fatto sul romance in questi tre anni di indagine. E si legge. I libri rosa scritti dalle autrici e gli autori più… autorevoli (perdonate il bisticcio di parole). Si domanda, si legge e… si studia.

Ho scoperto così che il “romance” o “rosa” nasce dall’esigenza, alla fine dell’800 delle donne di far sentire la propria voce, di parlare e di leggere dei propri problemiIl “primo rosa” infatti non era poi così “roseo”. Raccontava di matrimoni combinati e mancanza di amore, di donne depresse e distrutte, desiderose di un po’ di sollievo da quello che immaginavano fosse il loro karma, il loro destino. In pratica, il “rosa” è il primo, vero grido di autonomia e indipendenza della donna. La prima vera, autentica rivendicazione dell’essere femminile. Certo, con altre regole e scopi, ma pur sempre la prima alzata di voci di donne in mezzo a un coro di voci perennemente maschili.

Non sono cambiate molto le cose in quasi 200 anni di storia del rosa. Le donne ancora oggi vogliono sentir parlare e leggere del loro mondo, dei loro problemi, soprattutto vogliono sentire parlare di amore. Di un amore spesso irrealistico, magari, ma pur sempre un moto dell’anima, un impulso, un’esplosione di sensazioni. Di sensualità, anche, certo. E perché mai non dovrebbero?

LEGGERE. PERCHE’?

Immagine presa da Google Images.

 

Giovanna è sposata da quarant’anni ma con il marito non non c’è più feeling da tanto tempo. E’ rimasta insieme a lui per amore del figlio e vivono tutti insieme, lei, marito, figlio e anziani genitori di lei. Hanno un bel rapporto, vanno tutti molto d’accordo, però Giò, come la chiamano gli amici più stretti, sogna da sempre l’Amore, quello vero, quello della passione travolgente. A quasi sessant’anni è disillusa, quell’Amore non arriverà. Si sente sola, Giò, anche in mezzo a tante persone di famiglia, un numero incredibile di amiche che la circondano e la coccolano, l’ascoltano sempre. Ma per lei, l’unico sollievo è la lettura. Leggere la porta lontano, in quel mondo che sogna di muoversi e di vivere. E spesso – non sempre, alterna letture “impegnate” a letture più frivole – legge romanzi d’amore. Perché le danno sollievo. Le trasmettono l’illusione di vivere passioni sfrenate. Quelle che lei non ha potuto vivere.

Teresa è vedova. Il marito era un brav’uomo ma un uomo distratto. Lei ha avuto un solo figlio che ora è cresciuto e sposato. La nuora non la può vedere. Non ha mai capito perché. Non è stata una madre assillante, chioccia od ossessiva, ha sempre lasciato il figlio libero di muoversi e di fare scelte ed esperienze senza che lei lo frenasse o gli impedisse di vivere. Non è mai stata la suocera rompiscatole che critica tutto quello che fa la nuora. Ha sempre lasciato che i “ragazzi” avessero la loro privacy, la loro libertà. Quando sono arrivati i nipotini, li ha amati e si è data disponibile a tenerli, a permettere ai due sposi di riposarsi un po’ dalle fatiche del crescere bimbi vivaci e forse anche un bel po’ viziati, ma non si è mai intromessa nei metodi educativi né del figlio né della nuora. Eppure… La donna le ha piano piano diradato le visite e le occasioni di convivialità. Ha fatto sì che ad andarla a trovare fosse solo il figlio e anche lui, con molta parsimonia. Teresa non ha mai capito il perché di questa ostilità, ha provato a chiarire ma si è trovata di fronte un muro che non è mai riuscita ad abbattere. E’ sola. Vive con un gatto in un piccolo appartamento. E legge. Il suo rifugio è la lettura. Ama le storie d’amore. Le fanno ribollire il vecchio sangue e le danno la sensazione di essere viva. Prima chiedeva al figlio di comprargli i libri per lei. Ma a ogni critica sulle scelte letterarie che riceveva dal figlio si sentiva mortificata. Poi ha scoperto Amazon e internet ed è stata una salvezza. Quando su Facebook le hanno parlato di Kindle, ha fatto di tutto per imparare a usarlo. Oggi compra ogni ebook che esce, qualunque titolo catturi la sua curiosità, perché conosce la maggior parte delle scrittrici sia self che di case editrici importanti. Il figlio si arrabbia perché alla fine del mese non rimane quasi nulla della cospicua pensione della madre ma Teresa è felice. Perché legge storie d’amore che le fanno battere il cuore. Alcune sono scritte meglio di altre, ma a lei non importa. Quello che conta sono le storie. E i sogni che riesce a fare a occhi aperti, ogni giorno diversi.

Caterina è laureata. In medicina e chirurgia. Ginecologa. E si occupa di fecondazione in vitro. Tutti i giorni ascolta storie di donne, storie di drammi personali, di desideri disattesi. Donne che vogliono diventare madri ma che non riescono. Donne che “diventano vecchie” troppo presto. Donne che piangono perché non hanno un bambino in braccio da cullare e lo vorrebbero. Caterina ha due figli, ormai grandi. Li ha cresciuti con amore e con attenzione. Forse troppa attenzione, perché non appena sono stati in gradi di fuggire, i figli le sono scappati, andando a studiare all’estero tutti e due. Il marito di Caterina ha un lavoro che lo porta a viaggiare anche lui, e quindi anche Caterina è una donna sola. Alla soglia dei 60 anni, rientra a casa la sera, dopo una giornata trascorsa a dare speranza o a toglierla del tutto ad altre donne come lei, e la casa è vuota. Non ha voglia di accendere la televisione. Il più delle volte sono disgrazie, provocazioni, polemiche. E lei ha bisogno di pace. Di quiete. E di evadere. Caterina è una lettrice accanita. Ama moltissimo i best seller contemporanei, ma non quelli pacchiani, quelli un po’ sofisticati. Quando viene proclamato il Nobel per la Letteratura, ogni anno, si mette con puntiglio a leggere tutto quello che quell’autore ha scritto. Non prima, se non ne ha mai sentito parlare, ma dopo state sicuri che saprà dirti esattamente perché quel particolare scrittore è stato scelto per il Nobel (o se invece è uno scandalo che non sia stato assegnato a qualcun altro).

Lorenza è una nobildonna del sud. Vive in una grande casa sul mare, i giardini a strapiombo sugli scogli e un prato che di sera si illumina quasi a giorno. La casa, enorme sul serio, con piscina, è abitata da altre sei persone oltre a lei. Marito, due figli e tre persone di servizio. I figli sono gradi e vanno e vengono anche se più spesso invitano a cena e in piscina amici fino a tardi. Quella casa è sempre piena di gente. Ma Lorenza ama la quiete. Ama il silenzio. E si è ritagliata un angolino su uno scoglio più sotto, dove può estraniarsi da tutto e da tutti e non incontrare nessuno se non vuole. E’ un’intellettuale. Legge saggistica, legge libri impegnati, autori di alta levatura e di grande profondità. Ogni tanto qualcuno di questi grandi scrittori viene ospite a cena, perché ne conosce parecchi e ama averli al suo desco. Il marito di Lorenza è stato un gran donnaiolo in passato e l’ha tradita molte volte. Lorenza ha fatto una scenata solo la prima volta che l’ha scoperto, poi… ha lasciato perdere. Non ha mai divorziato. Non riteneva fosse necessario. Se avesse trovato l’Amore della sua vita, forse ci avrebbe pensato. Altrimenti perché? Sono amici, tutt’ora, ma amanti non lo sono più da tanto tempo. Sa che suo marito a una giovane amante da qualche parte in città, ma non si sente ferita né amareggiata: la giovane illusa si prende tutto il negativo che quell’uomo ha bisogno di sfogare e a lei lascia il meglio, se non altro il più tranquillo. Da qualche anno ha cambiato genere di letture. Ha sempre un libro impegnato e scritto dall’autore più sofisticato che il panorama editorale internazionale possa mai pubblicare tra le mani, con il dito indice sempre infilato tra le pagine a far capire che lo sta leggendo, ma si porta sempre dietro in tasca un Kobo. E dentro quel Kobo c’è nascosto un mondo letterario che nessuno conosce perché nessuno ne può vedere le copertine. Sono romanzi erotici. Spesso fatti di un erotismo greve e violento. Il più delle volte arrossisce lei stessa mentre legge certe cose perché non sa spiegare la ragione di quel suo cambiamento. Ma leggere quel tipo di romanzi la fa star bene. La fa sentire… vitale. Reale. Sente il corpo vibrare in qualche modo ed è come se un campanello suonasse alla porta del suo essere. Ci sono, si dice. Esisto. E provo sensazioni.

Paola scrive. Romanzi d’amore. Romanzi di amori speciali. E legge. Romanzi d’amore. Romanzi d’amori speciali. E’ il suo modo di accettare la vita che con lei forse è stata anche generosa ma che in qualche modo le ha negato la vita stessa. Lentamente, nel corso degli anni, è come se si fosse ritirata sempre di più, un golfino di lana infeltrito che è diventato rigido e ruvido e non ha più neppure la brillantezza dei colori di un tempo. Eppure nessuno ha pensato di gettarlo via, per cui è lì, chiuso in un cassetto ad aspettare che qualcosa o qualcuno lo utilizzi in qualche modo. Paola si sente inutile il più delle volte. Ma non si dispera. Non si abbatte. Semplicemente sta. Accetta quella soluzione, e sopporta. Sopravvive. E scrive. Perché scrivere l’aiuta a sopravvivere. Ogni tanto pensa che prima o poi il suo corpo cederà al peso degli anni e inizierà ad abbandonarla. E si augura, scuotendo la testa subito dopo averlo pensato, che il suo corpo sia così clemente da non portarle via gli occhi e le braccia. Senza occhi e senza mani, non potrebbe leggere o scrivere. Il resto che se lo porti pure, se vuole. Ma non gli strumenti per continuare a esistere: mani per reggere un libro, occhi per leggere le parole in esso contenute. Paola scrive, dicevamo. Cosa? Storie d’amore. Con uomini bellissimi e tremendamente sexy, dalla voce calda e dagli occhi che inceneriscono. E donne romantiche e sfortunate che nessuno comprende e soprattutto della cui bellezza nessuno si accorge. Finché non arriva il Protagonista, l’Eroe che raccoglie quel fiore di campo e lo trasforma in rosa. Paola scrive per sé. Le storie che altrimenti leggerebbe volentieri nei libri scritti da altri. E che compra effettivamente e che legge. Perché Paola ha bisogno di quelle storie. Per vivere. Più del cibo. Più dell’acqua. Più dell’aria da respirare. Paola legge e scrive. E vive solo per questo.

Potrei continuare. Ho tante amiche che leggono. Tante tipologie di lettori. Tante storie differenti. Ma ciascuna con un motivo per cui si legge e si legge in un certo modo o un certo genere letterario.

La lettura a volte salva delle vite. Anche una lettura non “perfetta”, non “grammaticamente” o “stilisticamente” corretta. La lettura salva.

#Sapevatelo.

p.s.: I nomi delle donne citate sono totalmente inventati. Le storie raccontate sono molto liberamente ispirate a storie vere. Ma sono storie possibili. Comunque reali. 

RECENSIONE A MIRA DRITTO AL CUORE DI ROMANTICAMENTE FANTASY


La recensione completa qui: http://www.romanticamentefantasy.it/recensione-mira-dritto-al-cuore-amneris-cesare/

RECENSIONE: I CENTO COLORI DEL BLU DI AMY HARMON

21841402Comprato in offerta su Amazon, senza sapere che l’autrice è la stessa di Making Faces (che sto leggendo adesso e che nella versione italiana il titolo è Sei il mio sole anche di notte), edito da Newton & Compton per l’Italia.
Mi è piaciuto. Prima di tutto perché la protagonista è diversa dalle solite.  E’, ok, bellissima ma una bellezza che intimorisce e un carattere sgradevole, ribelle, ostile. La sua storia è devastante, dura, difficile e stringe il cuore fin dalle primissime battute. Il rapporto con Darcy Wilson, il suo professore di storia e poi affittuario e amico cresce piano piano, lentamente come è giusto che sia ed affascina proprio per la bravura nel dipingere un rapporto che inizialmente sembra destinato al fallimento.
La scrittura è fluida, il narrare sicuro e interessantissime sono le citazioni letterarie e le leggende indiane. L’ambientazione è insolita, se non altro non comune ai romance e questo è di sicuro un valore aggiunto.
Non ho apprezzato molto un unica scelta narrativa, che ho interpretato come forzata per27237358 poter essere inserita nella storia ma che secondo me mal si sposa con il carattere della protagonista: la madre di Wilson, di nascosto parla male di lei, la giudica, la infanga e lei per tutta risposta decide di lasciare sua figlia in adozione alla sorella di Wilson? Per quanto gentile, affettuosa e importante per la carriera futura di Blue, è una reazione che non si addice umanamente a un essere umano umiliato in quel modo. E dopo aver accettato di lasciare la figlia in adozione, la “futura suocera” l’accetta senza più pensare che sia una sgualdrina inadeguata per la posizione del figlio? Tutto cancellato, tutto perdonato? Sappiamo bene che le cose non funzionano in questo modo. Avrei preferito una soluzione dolce-amara, un’ostilità magari mitigata e mascherata ma comunque non nascosta da parte della madre di Wilson e Tiffa piuttosto che un “tarallucci e vino” così plateale.
Ma comunque una lettura avvincente, nuova per certi versi, di sicuro piacevole. E se di romance si tratta, un bel romance non banale e soprattutto non carico di cliché. Non è cosa da poco, in tempi come questi dove il luoghi comuni si sprecano.