DOPO DI TE: PERCHE’ NON CI SI DEVE ASPETTARE UN SEGUITO “TRADIZIONALE”

 

Qualche post fa vi parlavo di un libro che ha fatto piangere centinaia di lettrici in tutto il mondo e del perché lo consideri un romanzo che, pur non appartenendo alla letteratura classica, meriti di essere letto e soprattutto meriti di avere il successo editoriale che sta avendo da due anni a questa parte. Oggi invece voglio affrontare la questione che riguarda il suo sequel, chiesto a gran voce dai fan della scrittrice Jojo Moyes e scritto dalla stessa dopo mesi di riluttanza.

After you, racconta le vicende di Louisa Clarke dopo Will. Del suo modo di rispondere all’imperativo che il suo amore le aveva lasciato in eredità (Vivi!) e il modo di sopportare il vuoto profondo che quell’uomo ha lasciato in lei. After you non è un libro sui viaggi e le spese pazze di Louisa dopo Will. Non è un romanzo che racconti di come Louisa si diverta, si ubriachi, amoreggi e faccia impazzire gli uomini lasciando dietro di sé cuori infranti. After you, insomma, non è Louisa Clarke che si trasforma in Will prima dell’incidente che lo ha reso tetraplegico. Perché non basta una somma considerevole di denaro per superare una grossa perdita o incollare un cuore andato in mille frantumi. Non è che dopo un’esperienza così forte e traumatizzante come quella di Lou, uno si prende un anno sabbatico e va a folleggiare, diciamo pure “sputtanare” la discreta sommetta che Will ha lasciato alla sua donna e risolve tutti i problemi.

Louisa è una donna “frantumata”. Will le manca e non c’è niente che la possa ricostruire. Perciò ha smesso di viaggiare, ha smesso di cercare un modo di vivere ed è tornata a lavorare. Un lavoro semplice, che lei sa far bene: servire ai tavoli in un bar. E mentre guarda i clienti del bar dell’aeroporto dove lavora avvicendarsi e sparire, tenta di fare qualcosa che le risulta sempre più difficile: sopravvivere.

After you non ci porta nel viaggio di Lou verso la felicità. Ma ci trascina dentro la depressione, la delusione, la disperazione di Lou dopo Will. E la sua incapacità a riprendere le fila della sua vita e ricominciare a respirare, riprendere a esistere. Perché Lou, senza Will non esiste più. E’ solo un corpo vuoto, senza più anima, apatico e incapace persino di sentire dolore.

Nessuno si è fermato a capire e ad aspettare Lou. Tutti sono andati avanti. I genitori, la sorella, il padre di Will. Lou è rimasta sola con il fardello della sua perdita e nessuno è in grado di capire quanto forte sia la voragine che sente dentro. Però son tutti pronti a pensare alla più negativa delle motivazioni alla base del pauroso incidente che quasi la uccide. E, subito dopo lo shock, di una presenza che la metterà di fronte a una realtà distante da lei anni luce. Quell’incidente e quella presenza saranno ciò che permetterà a Lou di scuotersi. Ma non sarà una risalita facile o automatica. Lou ricomincerà a vivere dopo tante cadute, sbagli, sciocchezze commesse. Dovrà farlo anche se non ne ha l’intenzione. Lo farà nonostante se stessa. Sempre da sola, sarà lei stessa a recuperarsi, ad accettare di nuovo la vita e a guardarsi dritto negli occhi. E alla fine riuscirà pure a guardare di fronte a sé e capire che l’amore può ancora accadere, che l’amore accade, nonostante tutto.

After you non è un libro facile. Non lo era neppure Io prima di te, a dire il vero, ma questo è un libro sostanzialmente molto differente; se in Io prima di te il filo conduttore era la speranza, qui ciò che tieni insieme i cocci della vita di Lou è l’esatto opposto: la disperazione. Non c’è ironia in questo libro, c’è solo una profonda apatia che a fatica si dirada per lasciare posto a rabbia, incredulità, confusione. Il dolore per la perdita è ciò che alimenta le vite che iniziano a gravitare attorno alla protagonista e per buona parte del romanzo è solo il colore cupo del dolore in varie forme che permea la narrazione di questo nuovo romanzo. Poi, molto lentamente, la nebbia inizia a diradarsi e a lasciare intravedere un eventuale finale lieto. Ma non scontato. Non aspettatevi il classico “e vissero felici e contenti” perché non ci sarà. Ci sarà un happy ending di quelli realisti, come la vita. In buona sostanza After you è un romanzo onesto. Non bara, non racconta di rapidi recuperi e ascese e gioie sfrenate. Ma della fatica del riprendere a vivere, ad amarsi e amare, dopo che il proprio castello di sogni e speranze si è sgretolato ed è andato perduto. E’ un libro che parla di recupero. E di risanamento di ferite. E’ un libro che non nasconde, che non maschera verità scomode. E che non fornisce al lettore una facile scappatoia. Ma proprio per questo motivo, proprio per via di questa onestà e sincerità cruda trovo che sia il giusto sequel al meraviglioso Io prima di te. Esattamente quello che ci voleva e che aspettavo ansiosamente di leggere.

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